Cime tempestose alla Sala Umberto di Roma

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Cime tempestose alla Sala Umberto di Roma

Cime tempestose alla Sala Umberto di Roma. Solo per pochi giorni, fino a domenica 25 ottobre, in questo teatro, c’è una nuova rilettura teatrale di Cime tempestose, tratto dal romanzo di Emily Bronte: una storia immortale dove il confine tra desiderio e ossessione si dissolve sotto il vento delle brugherie.

Cime tempestose alla Sala Umberto di Roma

Cime tempestose alla Sala Umberto di RomaCime tempestose alla Sala Umberto di Roma. Solo per pochi giorni, fino a domenica 25 ottobre, in questo teatro, c’è una nuova rilettura teatrale di Cime tempestose, tratto dal romanzo di Emily Bronte: una storia immortale dove il confine tra desiderio e ossessione si dissolve sotto il vento delle brugherie. Ne sono protagonisti Giulio Corso e Federica De Benedittis. L’adattamento è firmato da Gianni Clementi per la regia di Francesco Bellomo e Carmine De Amicis.

Qui possiamo dimenticarci i tramonti, le promesse sussurrate. L’amore tra Heathcliff e Catherine non è proprio rassicurante

Cime tempestose alla Sala Umberto di RomaQui possiamo dimenticarci i tramonti, le promesse sussurrate. L’amore tra Heathcliff e Catherine non è proprio rassicurante. E’ un rapporto che è tutto particolare, che sfugge alla normale morale, che è irrazionale. Catherine è pazzamente innamorata di Heathcliff, ma non riesce a mettere a fuoco il suo amore. Lui trasforma il dolore della perdita in una rabbia, che non conosce tregua. Tutto ciò che è sbagliato, le occasioni mancate si trasformano in carburante per una passione, che si incattivisce anziché consumarsi. Il risultato è un rapporto divorante, devastante, dove l’altro non è solo qualcuno da amare, bensì diventa una parte, che non può mancare della propria identità. Perdere tutto, ciò significa perdere sé stessi. E se l’amore viene vissuto in questa maniera inconcepibile, la libertà dell’altro può apparire tradimento.

Sul palcoscenico prende forma un legame “tossico”, dominato da una dipendenza emotiva radicale

Cime tempestose alla Sala Umberto di RomaSul palcoscenico prende forma un legame “tossico”, dominato da una dipendenza emotiva radicale, da ritorni improvvisi, fughe, silenzi. Come dicevamo, Heathcliff e Catherine si cercano morbosamente, senza tregua, ma nello stesso tempo si respingono, si desiderano fino all’annientamento e si feriscono ferocemente. Il loro amore non conosce mezze misure, né pace: è un sentimento che divora, che consuma, che supera i limiti della morale e quelli della vita stessa.

Emily Bronte alla luce dei fatti, non placa i sentimenti e non assolve i protagonisti che vivono un amore tormentato

Cime tempestose alla Sala Umberto di RomaEmily Bronte alla luce dei fatti, non placa i sentimenti e non assolve i protagonisti che vivono un amore tormentato. Li lascia contraddittori, capaci di vivere questo amore con passione e con crudeltà. C’è poco da fare: non andiamo a scomodare la psicologia, ma è solo un racconto di una passione che non muta per diventare una normale relazione. E soffrire non dimostra di amare di più. Ed è proprio questa la trappola in cui Bronte fa cadere lo spettatore ,senza che possa trovare uno sbocco per fuggire da questo disastro.

Bravissimi i due attori, ben compenetrati nei loro ruoli con accanto un cast eccezionale di pari livello

Cime tempestose alla Sala Umberto di RomaBravissimi i due attori, ben compenetrati nei loro ruoli, Heathcliff e Catherine, rispettivamente Giulio Corso e Federica De Benedittis. I loro personaggi non si riducono ad essere una semplice emozione. Non sono solo innamorati o arrabbiati. Bisogna passare attraverso varie fasi molto variegate che vanno dall’attrazione al rifiuto, dalla nostalgia alla vendetta. Loro due vivono un rapporto molto complesso: non vivono un rapporto d’amore lineare, piacevole, bensì sono una coppia in costante collisione, tra la voglia di appartenersi e l’incapacità di essere in pace con sé stessi.Accanto a loro un eccezionale cast, non da meno dei due protagonisti: Jun Ichikawa, Gabriele Giusti, Shaen Barletta, Massimiliano Vado.

Nella pièce il paesaggio non è solo lo sfondo ma riflesso vivo dell’anima tormentata dei protagonisti

Il rapporto tra Heathcliff e Catherine è complesso, tormentato, ma non aiuta neanche la scena dove il paesaggio non è solo uno sfondo, ma riflesso vivo dell’anima tormentata dei protagonisti. Ombre, vento, silenzi, spazi sospesi dove le brugherie diventano un luogo mentale più che reale: uno spazio emotivo attraversato da desiderio, rabbia, assenza e memoria. Cime tempestose, sicuramente una pièce da vedere per le emozioni e le passioni che ci regala.

Giancarlo Leone      

 

 

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