Gin Game al teatro Manzoni di Roma

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Gin Game al teatro Manzoni di Roma

Gin Game al teatro Manzoni di Roma.Sino al 25 ottobre, in questo teatro va in scena questa pièce scritta nel 1976, dal drammaturgo statunitense Donald L. Coburn, Gin Game, che fruttò al suo autore nel 1978 il Premio Pulitzer. Magistrali protagonisti sono: Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi, per la regia di Gianpiero Francese.

Gin Game al teatro Manzoni di Roma

Gin Game al teatro Manzoni di RomaGin Game al teatro Manzoni di Roma. Sino al 25 ottobre, in questo teatro va in scena questa pièce scritta nel 1976, dal drammaturgo statunitense Donald L. Coburn, Gin Game, che fruttò al suo autore nel 1978 il Premio Pulitzer.  Magistrali protagonisti sono: Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi, per la regia di Gianpiero Francese. La sofisticata commedia è un piccolo classico del repertorio brillante statunitense, ambientata in una casa di riposo che dietro la vivacità di serrati dialoghi cela però un dramma, la solitudine.

Gin Game – la trama

Gin Game al teatro Manzoni di RomaSiamo in una casa di riposo e due anziani ospiti Weller e Fonsia, impiegano il tempo libero giocando a Gin Rummy, chiamato anche solo Gin e trasformano le partite in uno scontro crudele e specchio delle proprie solitudini, ferite e frustrazioni incolmabili. C’è una forte carica di tensione teatrale. E’ gioco ma quasi vizio e dipendenza il Gin Rummy, gioco di carte a vocazione britannica di esportazione americana, che ricorda il ramino e deve essere praticato esclusivamente da due soggetti, ed è perfettamente adattabile alle esigenze della ben assortita coppia teatrale.

Weller si picca di essere un valente giocatore ma perde sempre a questo gioco

Gin Game al teatro Manzoni di RomaWeller si picca di essere un valente giocatore ma, un momento dopo aver spiegato il meccanismo del gioco all’improvvisata partner Fonsia, infila, una dopo l’altra, una serie di vistose sconfitte che lo dispongono malamente. Sembra ad un certo punto non riuscire a controllare i propri nervi. Molto arrabbiato scarica parolacce sulla sensibile compagna di gioco che rimane sbigottita. Così l’azione viene spezzata ad hoc in vari quadri, dove la situazione di gioco ed i conflitti, si ripresentano in varie forme ma con le vittorie di lei, che alla fine decide di farlo vincere, facendo montare ancora di più il malcontento del finto vincente.

Il gioco rivela i caratteri, ma dietro vittorie e sconfitte c’è il vero carattere di perdenti che accomuna i due protagonisti

Gin Game al teatro Manzoni di RomaIl gioco rivela i caratteri, ma dietro vittorie e sconfitte c’è il vero carattere di perdenti che accomuna i due protagonisti. Verranno fuori delle confidenze, che ancor più metteranno in evidenza le loro solitudini. Se nel gioco ci sono vincitori e perdenti, nella vita non possono sfuggire alla comune definizione di perdenti. E’ quello che li accomuna, ed è anche la miccia che li farà ritrovare dopo l’ultimo conflitto.

Ben compenetrati nei loro personaggi i due magistrali attori, ben affiatati mettono in scena un duetto intenso, che mescola comicità amara e dramma esistenziale

Gin Game al teatro Manzoni di RomaBen compenetrati nei loro personaggi i due magistrali attori, ben affiatati mettono in scena un duetto intenso, che mescola comicità amara e dramma esistenziale. Giuseppe Pambieri coglie con precisione tutta l’irascibilità e la vulnerabilità di Walter, un uomo solo che reagisce malamente ad un mondo che sembra sfuggirgli dalle mani. Pamela Villoresi tratteggia con grande delicatezza una Fonsia apparentemente mite, ma dotata di una sorprendente ingenuità, vincente ad ogni mano di gioco, ma stranamente profondamente insicura. Un vero e proprio “piccolo gioiello” questa pièce e una lezione di grande teatro, capace di guidare gli spettatori in un’altalena emotiva, tra risate e momenti di profonda riflessione.

Un plauso anche alla regia di Gianpiero Francese, che è un vero e proprio congegno impeccabile

Gin Game al teatro Manzoni di RomaUn plauso anche alla regia di Gianpiero Francese, che è un vero e proprio congegno impeccabile che fa ridere, ma che costringe anche a guardare “dove fa male”, parlando di dignità, e bisogno d’amore. La sua regia è asciutta e rispettosa della forza drammaturgica ed ha saputo valorizzare la struttura del testo, che costituisce un’ardua sfida per gli attori, proprio perché alterna momenti di brillante ironia a scatti improvvisi di tensione. Come dicevamo, nel ritmo serrato dei dialoghi spuntano tutti i temi centrali dell’opera: la solitudine della terza età, il bisogno di riconoscimento, la competizione come illusoria forma di controllo, la fragilità delle relazioni. Gin Game, uno spettacolo senz’altro imperdibile, da vedere, che farà divertire ma anche riflettere.

Giancarlo Leone        

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