Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca

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Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca
Man Ray, Pêchage, 1969 1972, pesche artificiali e ovatta © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE

Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca di Traversolo. Dal 12 settembre sino al 13 dicembre, questa prestigiosa istituzione, ospita una grande retrospettiva dedicata all’artista statunitense, che si è dedicato alla pittura e alla fotografia.

Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca di Traversolo

Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca
Man Ray, Autoritratto con mezza barba, 1943 © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE

Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca di Traversolo. Dal 12 settembre al 13 dicembre 2026, questa Fondazione vicina a Parma, questa grande retrospettiva dedicata al grande artista americano a cinquant’anni dalla sua scomparsa. Foto 1

Una grande retrospettiva con oltre 250 opere in visione

Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca
Il violino di Ingres, 1924 – Artwork Location: Christie’s Images Limited – Permission for usage must be provided in writing from Scala.

La mostra che raccoglie oltre 250 opere, si distingue per la presentazione dell’intera produzione dell’artista, senza limitarsi alla fotografia. Sono, infatti, esposte fotografie, dipinti, sculture, oggetti, grafiche, libri, opere di design e film. L’obiettivo è mostrare la concezione dell’arte di Man Ray, come esperienza totale, nella quale non esistono confini rigidi tra le diverse discipline. Tra le opere più celebri figura Le Violon d’Ingres (1924), insieme a Lacrime, La preghiera, Anatomia, Noire et Blanche e ai ritratti delle sue muse, tra cui Lee Miller, Kiki de Montparnasse e Nusch Éluard.

Il percorso racconta l’evoluzione artistica di Man Ray

Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca
Man Ray, À l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux. Collection Clo et Marcel Fleiss, Paris © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE

Il percorso racconta l’evoluzione artistica di Man Ray, nato a Philadelphia nel 1890, dagli inizi americani e dall’esperienza dadaista, fino al trasferimento a Parigi nel 1921, momento decisivo della sua carriera. Nella capitale francese entrò in contatto con protagonisti dell’avanguardia come Marcel Duchamp, diventando uno dei principali fotografi dell’ambiente dadaista e surrealista. Foto 3b

La fotografia rimase centrale nella sua ricerca

Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani Rocca
Man Ray, Indestructible object, 1923 © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE

La fotografia rimase centrale nella sua ricerca, attraverso tecniche innovative come i rayographs e le solarizzazioni, ma Man Ray continuò anche a dipingere, realizzare grafiche, oggetti e ready-made. Tra questi spiccano Cadeau (Regalo), un ferro da stiro con chiodi, e L’oggetto indistruttibile, un metronomo con l’immagine dell’occhio di Lee Miller. 4b

La sua creatività si estese inoltre al design, all’editoria e al cinema d’avanguardia

Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca
Man Ray, Mannequin-dello stesso Man Ray (particolare) Exposition-Internationale du Surrealisme, 1938,. Collezione Carrera, Parma © Man Ray Trust ADAGP, Paris by SIAE

La sua creatività si estese inoltre al design, all’editoria e al cinema d’avanguardia. La mostra documenta anche importanti episodi della storia del Surrealismo, come l’Esposizione Internazionale del Surrealismo del 1938 a Parigi, alla quale parteciparono artisti come Dalí, Ernst, Miró e Duchamp. Man Ray viene presentato quindi, come un artista estremamente moderno e interdisciplinare, capace di anticipare linguaggi che influenzeranno anche artisti successivi, tra cui Andy Warhol.

I curatori della mostra

Man Ray: tutto alla Fondazione Magnani-Rocca
Man Ray, Studio per la copertina di Photographs, 1920 – Parigi 1934, 1933 © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE

La mostra, curata da Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi, riunisce prestiti provenienti da musei, gallerie e collezioni private italiane e internazionali. È accompagnata da un catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore.

Anna Inversini

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