Gino Severini. Modernità come dialogo a Cortona. La città toscana ospita questa esposizione, in cui si celebra dal 5 luglio al 1 novembre, al Museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona a Palazzo Casali, il 60.mo anniversario della morte del grande artista cortonese.
Gino Severini. Modernità come dialogo a Cortona
Questa mostra, che come ricordato celebra il 60.mo anniversario della morte del grande artista cortonese è curata da Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva, proponendo un percorso di ricerca con taglio critico, in cui riunisce oltre 80 opere, tra dipinti e disegni provenienti da importanti musei italiani e stranieri, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, l’Estorick Collection di Londra, il Musée d’Art et d’Industrie di Saint-Étienne, il Museo del Novecento di Milano, la Pinacoteca Vaticana, il MART di Rovereto, e da prestigiose collezioni private.
In visione oltre 80 opere proveniente da musei Italiani ed esteri con materiali d’archivio e testimonianze fotografiche
La mostra, è accompagnata da documenti originali, materiali d’archivio e testimonianze fotografiche, che ricostruiscono il contesto storico e culturale dell’opera di Severini, oltre a un’installazione multimediale immersiva realizzata da LimenXr, che utilizza visori 3D, per ricreare il mondo artistico dell’inizio del Novecento. Tra le opere di maggiore rilievo figura “La danse du Pan Pan à Monico” (1911-1960), prestata eccezionalmente dal Centre Pompidou di Parigi, esposta in Italia solo una volta negli ultimi 35 anni.
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni e ripercorre le principali fasi della carriera dell’artista: dagli esordi divisionisti e la stagione futurista, fino al dialogo con il cubismo francese, il ritorno al classicismo e il rapporto tra arte sacra e modernità sviluppato nel secondo dopoguerra in Svizzera. Ampio spazio è dedicato al ruolo di Severini come mediatore culturale tra Italia e Francia e tra avanguardie europee, con confronti con artisti come Boccioni, Balla, Carrà, Picasso e Soffici, oltre a riferimenti ai maestri medievali e rinascimentali toscani.
La mostra si conclude idealmente con il ritorno di Severini a Cortona e con il legame mai interrotto con la città natale
La mostra si conclude idealmente con il ritorno di Severini a Cortona e con il legame mai interrotto con la città natale. Un rapporto che trova espressione nelle sale permanenti del museo dedicate all’artista, negli itinerari severiniani e nella celebre Via Crucis conservata nel centro storico, invitando il visitatore a proseguire l’esperienza oltre gli spazi espositivi.
Anna Inversini



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