Paola Quattrini: “La mia Ecuba e’ dolore e vendetta”. A Tivoli, nel Santuario di Ercole Vincitore, per la Rassegna Heroides – Vite di donne diventate leggenda, è andata in scena la messinscena di Ecuba di Euripide, che ha visto come protagonista una straordinaria Paola Quattrini, diretta da Livio Galassi.
Paola Quattrini: “La mia Ecuba e’ dolore e vendetta”
Paola Quattrini: “La mia Ecuba e’ dolore e vendetta”. A Tivoli, nel Santuario di Ercole Vincitore, per la Rassegna Heroides – Vite di donne diventateleggenda, è andata in scena la messinscena di Ecuba di Euripide, che ha visto come protagonista una straordinaria Paola Quattrini, diretta da Livio Galassi. Visum ha intervistato l’attrice.
Paola, ha dedicato la sua vita al teatro. Cosa le ha dato e cosa le ha tolto proprio il teatro?
“Il teatro mi ha dato tantissimo, ma non mi ha tolto nulla. Tutto quello che sono lo devo al teatro, è la mia vita. Gli accadimenti della mia vita – dice a Visum Paola Quattrini – sono legati ai riferimenti del teatro, avendo iniziato da bambina, a 4 anni. Ancora vado avanti benissimo nonostante la mia ‘tenera’ età e questo lo devo a questo lavoro per tutte le emozioni che mi trasmette”.
Che dramma è questa Ecuba di Euripide, un testo molto impegnativo
“E’ stato tagliato parecchio perché ora dura solo un’ora, è una messa in scena estiva, ma molto fedele a quello che è. Anche se è stato tagliato, per non tediare molto il pubblico, il testo c’è tutto ed è tutto molto chiaro. E’ un pugno nello stomaco – sottolinea l’attrice- ben concentrato, un unico respiro di forti emozioni. E’ impressionante quanto Euripide sia moderno, attuale, perché ci sono molti riferimenti alla guerra, alla violenza sulle donne, alle cose che oggi ci fanno star male. Non è cambiato nulla”.
“Ecuba è la madre di tutte le madri che perdono i loro figli, è la vendetta di cui ognuno vorrebbe servirsi per calmare relativamente, quella sofferenza interiore. Mi piace molto interpretare- continua la Quattrini – questo personaggio, perché mi ha fatto conoscere delle note che non credevo di avere, non ho mai scavato così a fondo dentro di me, e mi ha fatto scoprire una voce nuova. Per tutto ciò, devo anche ringraziare il regista di questo spettacolo, Livio Galassi”.
Il teatro è affascinante, ma la televisione in questi ultimi anni ha preso il sopravvento. Lei che ne pensa?
“Purtroppo la qualità del teatro, è molto peggiorata. Un tempo il teatro, lo faceva solo chi sapeva farlo. Adesso lo fanno tutti, e riscuotono successo anche coloro i quali non lo sanno fare, ma che con la televisione hanno avuto consensi, riscontri e molta pubblicità. Purtroppo oggi esisti, solo se fai televisione. Ma io appartengo al teatro e ne sono fiera”.
Ultimamente, visto che appartiene al teatro, quale è stato lo spettacolo che ha portato in tournée?
“Le fuggitive di Pierre Palmade e Christophe Duthuron con Gaia De Laurentiis, con la regia di Stefano Artissunch”.
Giancarlo Leone



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