Intervista con Leo Gullotta magistrale interprete di Bartleby lo scrivano

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Intervista con Leo Gullotta magistrale interprete di Bartleby lo scrivano. Dopo una tournée in giro per l’Italia, è approdato finalmente al Teatro Quirino di Roma, lo spettacolo Bartleby lo scrivano, testo teatrale liberamente tratto dal romanzo di Herman Melville, lo stesso autore di Moby Dick, che vede protagonista Leo Gullotta. Visum ha intervistato l’attore.

Intervista con Leo Gullotta Intervista con Leo Gullotta magistrale interprete di Bartleby lo scrivano. Bartleby è un personaggio che scuote la coscienza dello spettatore. Lui non dà risposte, ma pone domande. Il testo l’avranno letto in molti ma ad uno spettatore di oggi risulterà parlare dei nostri tempi”. Questo il responso dell’attore Leo Gullotta, che, dopo una tournée in giro per l’Italia, è approdato finalmente al Teatro Quirino di Roma, con lo spettacolo Bartleby lo scrivano. La pièce è in scena fino al 3 aprile ed è un testo teatrale, liberamente tratto dal romanzo di Herman Melville, lo stesso autore di Moby Dick.

Chi è questo Bartleby che lei impersona nello spettacolo?

Leo Gullotta magistrale interprete di Bartleby lo scrivanoE’ un uomo di poche parole, riservato con una fisicità minuta, sbiadita, scialba. Siede alla sua scrivania anche durante la pausa del pranzo – spiega Gullotta –  mangiando solo biscottini allo zenzero. Copia con dovizia e con diligenza le carte che il suo datore di lavoro, un avvocato, gli dà. Ma un giorno, questo instancabile scrivano, pronuncia una frase che blocca il lavoro nello studio e sovverte la vita stessa dell’avvocato. Dice ‘I would prefer not to’, ovvero ‘Preferirei di no’. A qualsiasi richiesta, tranne la solita copiatura dei documenti, Bartleby risponde così. Egli si nega a tutti e forse anche a sé stesso. Ripete questa frase quasi come fosse un disco rotto, fino alla morte”.

Cosa l’affascina di più di questo personaggio?

Leo Gullotta magistrale interprete di Bartleby lo scrivanoMi affascina perché riesce a smontare, distruggere un ufficio, a mandare tutti a casa. E’ ovvio che è un personaggio emblematico. Nella vita bisogna saper scegliere come fa Bartleby – commenta Gullotta –  bisogna metterci la faccia, e lui ce la mette in pieno con una dignità che fa quasi paura, e mi accorgo che la platea è dalla sua parte. Bartleby dopo tutto è un conformista e il pubblico, per l’appunto rimane affascinato e sedotto da questo uomo che è particolare, anomalo”.

 

Il romanzo da cui è tratto lo spettacolo è datato 1853. Secondo lei, a parte le scelte registiche che hanno posticipato le azioni dei personaggi, si può considerare attuale?

E’ un testo attualissimo che scuote prepotentemente la nostra parte conformista, e che ci lascia con varie domande: quanto è importante dire di no? Io ci sono mai riuscito? Il racconto di Melville, da cui il testo teatrale, sembra scritto ai giorni nostri. E per ciò che mi riguarda, parlo come Leo in prima persona, mi sento molto vicino a quel sentire di Bartleby e amo molto quella frase tormentone ‘Avrei preferenza di no’”.

 

Dove potrebbe collocarsi attualmente un Bartleby?

In ogni ambito lavorativo. Oggi si corre, si lavora, si vive in maniera frenetica, nessuno pensa alla vita: si gioca, si lavora, stai sempre con il cellulare in mano. Penso che la pandemia ha fatto venir fuori il cinismo della gente”.

 

 

Melville è lo stesso autore del romanzo Moby Dick. Trova delle affinità con Bartleby?

Sinceramente sì, trovo delle affinità. Questo lavoro ripercorre Moby Dick: l’ufficio potrebbe essere l’equipaggio della nave, il capitano Achab somiglierebbe all’avvocato e la Balena Bianca, Moby Dick, è Bartleby”.

 

Progetti futuri?

Intervista con Leo Gullotta magistrale interprete di Bartleby lo scrivanoDovrebbe uscire nelle sale cinematografiche il film Quel posto nel tempo di Giuseppe Alessio Nuzzo che mi vede protagonista con Giovanna Rei. E’ la storia di un direttore d’orchestra in pensione con l’Alzheimer, che decide di passare gli ultimi anni della sua vita in un Resort di lusso nel Regno Unito”.

 

Altri progetti?

Sì, tornerò sul set per la nuova stagione di Incastrati 2, su Netflix, con Ficarra e Picone, dove io tornerò ad interpretare il procuratore Nicolosi. I nuovi episodi probabilmente si vedranno o a dicembre 2022 o a gennaio 2023”.

Giancarlo Leone 

 

 

 

 

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