Michele Santoro arriva in Rai, nella  sala A di Viale Mazzini  veleggiando come una mongolfiera, e, orientato, va a salutare un  Carlo Freccero a cui gli anni hanno regalato qualche chilo in più, e che adesso , oltre ad essere nel consiglio di amministrazione della rai, fa anche il giornalista come lascia  capire coram populo e ad alta voce, sì che arrivi al colto e all’inclita, di come ieri, sul Fatto Quotidiano,  abbia stroncato Renzi

Tornando a noi, “M”, il programma firmato da   Michele Santoro , andrà in onda per quattro puntate, da giovedì 11 gennaio al 1 febbraio in prima serata  su Raitre. Soddisfatto Santoro di andare in onda in diretta ‘dalla sede Rai di Torino, particolarmente prestigiosa, e attrezzata in modo da essere una Cinecittà torinese del Servizio Pubblico’.

Accanto a lui il direttore di Raitre Stefano Coletta, che spiega come, per la sua rete,  “Santoro rappresenti  un didatta dell’informazione che torna dopo 23 anni , con uno sguardo così importante. Il progetto iniziale era diverso, ma due erano le condizioni, quella di poter avere una  continuità ed una serialità più coerenti. La sperimentazione intelligente di Raiudue che adesso continua sulla Tre”.

Di “M” conoscevamo  le due trasmissioni dedicate ad Hitler, in questa nuova serie invece spazio agli  elementi tratti solo dalla realtà, con una varietà di soluzioni e di linguaggi. M, come il film di Fritz Lang, M per un viaggio tra i nostri interrogativi più angosciosi e pressanti. Ci sarà un protagonista che rappresenta il filo rosso ma il metronomo della diretta sarà un’inchiesta registrata con esperti, opinionisti ed un cast di ragazzi provenienti da tutta Italia con storie ed esperienze diverse che traferiranno in studio il dibattito dei social.

In fondo Raitre è sempre stata la mia casa – esordisce Santoroil punto da cui sono partito e a cui però, si ritorna sempre.  I programmi possono essere forti o deboli a seconda  delle fonti dell’autore e la sua capacità di creare segmenti culturali,  così tante idee si possono sviluppare e crescere”.

 

Sono passati cinque anni – riprende Santoro da quando alla Sette realizzai la trasmissione con Silvio Berlusconi, che allora creò polemiche infinite. Alcuni dei critici più feroci come per esempio Scalfari, arrivarono alla conclusione che Berlusconi, adesso ad  81 anni, possa rappresentare uno dei mali minori. Mi apparse evidente allora, tutto lo spirito di rivalsa che la politica aveva verso la tv”.

Quattro le puntate monografiche che si sviluppano in un racconto contrappuntato da un lungo filmato.  La   prima inizierà parlando di banche, seguirà la puntata sull’immigrazione, Roma Capitale la terza ed infine l’evasione fiscale. A Roberto Saviano l’editoriale della settimana, e Vauro riporterà in scena il suo Nazareno Renzoni. Ed ancora i  The Pills e, a sorpresa un Andrea Rivera, mentre a dialogare con i giovani sarà Sara Rosati. Appuntamento allora a giovedì 11 gennaio in prima serata su Raitre. Ne vedrete delle belle…

Mariangiola Castrovilli   

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