Pignasecca e Pignaverde al Teatro Quirino

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Pignasecca e Pignaverde, al Teatro Quirino

Pignasecca e Pignaverde al Teatro Quirino. E’ uno spettacolo a dir poco clamoroso, quello che è andato in scena in questo teatro capitolino, con la regia sapiente di un Tullio Solenghi  che interpreta anche la parte dell’uomo avaro, ed interessato di origini genovesi, che ha reso famosa l’avarizia di quei luoghi.

Pignasecca e Pignaverde al Teatro Quirino

Pignasecca e Pignaverde, al Teatro QuirinoPignasecca e Pignaverde al Teatro Quirino. E’ uno spettacolo a dir poco clamoroso, quello che è andato in scena in questo teatro capitolino, con la regia sapiente di un Tullio Solenghi  che interpreta anche la parte dell’uomo avaro, ed interessato di origini genovesi, che ha reso famosa l’avarizia di quei luoghi. Un vero e proprio omaggio in grande stile a quel Gilberto Govi, maestro della commedia genovese.

Pignasecca e Pignaverde al Teatro Quirino- la trama

Pignasecca e Pignaverde, al Teatro QuirinoPignasecca e Pignaverde, al Teatro Quirino. Felice è il padre di Amalia ed intenderebbe dare in sposa sua figlia ad un cugino ricco commerciante: Ma come spesso accade la figlia, non è contenta della scelta di suo padre essendo innamorata di Eugenio, al quale il genitore di Amalia ha già a suo tempo rifiutato la mano perché non abbastanza ricco, anzi talmente povero che ha dovuto cercare fortuna in America. Nel corso di un pranzo organizzato, per combinare il matrimonio, tra Amalia ed Alessandro ( il cugino ricco ) ne succedono delle belle: dopo che la ragazza ha confidato alla madre la sua contrarietà al matrimonio combinato.

Pignasecca e Pignaverde, al Teatro QuirinoNel frattempo si ripresenta Eugenio che, è tornato dall’America, per favorire un affare in favore del suo datore di lavoro: Amalia finge di sentirsi male per non partecipare al pranzo, dopo lo svolgimento del quale si tiene una seduta di affari dalla quale Eugenio potrà ricavare una bella somma, per la sua mediazione nel compimento della trattativa per la vendita di un bastimento.

Pignasecca e Pignaverde, al Teatro QuirinoA questo punto Eugenio, arricchito, chiede nuovamente la mano di Amalia a suo padre che nuovamente gliela rifiuta, giustificando stavolta il suo diniego con il fatto che, sposando lui Amalia andrebbe a vivere in Argentina. Ma qualcuno informa Felice che Amalia è fuggita con Eugenio, cosa che turba molto suo padre, il quale è costretto ad acconsentire al matrimonio con il suo amato, al quale nel frattempo è stato offerto un lavoro a Genova.

I temi sottesi della pièce sono due: l’amore non è in vendita e la satira dell’avarizia

Pignasecca e Pignaverde, al Teatro QuirinoNell’assistere allo svolgimento della piacevolissima commedia, non si può non riflettere su alcuni particolari, sottesi al suo svolgimento, e cioè che emergono evidenze del tipo “ l’amore non si compra” o sulla “satira sull’avarizia” che risultano sottostanti a tutta la sceneggiata. Una sceneggiata colma di una sapiente e divertente comicità, che riesce a far osservare i vizi con grande ironia, mai con astio come invece saremmo portati ad osservarli. Lo spettatore è portato a ridere dei difetti di Felice, osservandoli con lui ridendo di lui in maniera serena ed equilibrata. Il tutto espresso, in un affascinante dialetto genovese, che caratterizza le singole interpretazioni le quali, coralmente, sembrano perseguire lo scopo di riportare in auge un idioma, che vale la pena, dal punto di vista teatrale, di essere riscoperto.

L’interpretazione di Tullio Solenghi è esilarante e colma di umanità e lo incorona erede di Govi 

Pignasecca e Pignaverde, al Teatro QuirinoQuanto alle interpretazioni dei singoli personaggi quella di Tullio Solenghi nei panni di Felice non è soltanto esilarante ma è anche colma di umanità, di sapiente modo di immedesimazione nel personaggio, molto ben adeguatamente adattato dal trucco di Bruna Calvaresi e Barbara Petrolati, che lo hanno trasformato in un vero e proprio novello Govi del quale, senza dubbio, ha assunto l’eredità.

Bella e non patetica la scena finale della commedia genovese

Pignasecca e Pignaverde, al Teatro QuirinoBella, ma non patetica, la scena finale che vede una intera famiglia, ormai rassicurata e soddisfatta, che serenamente assiste alla finale del Festival di Sanremo del 1958, vinta da un clamoroso, e perfettamente adattato alla bisogna, da un trionfale Domenico Modugno. Un trionfo del trionfo della serenità di vivere, dopo tante vicissitudini in maniera molto comicamente espresse, da una compagnia di attori ormai collaudata da diversi anni di interpretazione corale.

Un particolare riconoscimento va alla interpretazione di Mauro Pirovano

Un particolare riconoscimento alla interpretazione di Mauro Pirovano nei panni dell’arcigno Felice, il padre di Amalia, che ha saputo trasfondere al pubblico, la sua idea dell’avaro di stampo ligure.

Andrea Gentili

 

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