Cantando sotto la pioggia: un musical senza tempo. Al Teatro Brancaccio di Roma, fino a domenica 26 aprile, è in scena questo bellissimo musical con la regia e le coreografie di Luciano Cannito.
Cantando sotto la pioggia: un musical senza tempo
Cantando sotto la pioggia: un musical senza tempo. Al Teatro Brancaccio di Roma, fino a domenica 26 aprile, è in scena questo bellissimo musical con la regia e le coreografie di Luciano Cannito. Tra i protagonisti Flora Canto, Martina Stella, Lorenzo Grilli, Vittorio Schiavone.
Sono passati più di 70 anni ormai dall’uscita dell’omonimo film del 1952
Sono passati più di 70 anni ormai dall’uscita dell’omonimo film del 1952, con gli straordinari Gene Kelly, Donald O’ Connor e Debbie Reynolds, che fece impazzare la hit Singin’ in the rain ad Hollywood e poi in tutto il mondo, eppure il celebre musical adattato dalla pellicola ancora oggi riempie i teatri con la sua romantica ed accattivante storia. La nuova edizione italiana Cantando sotto la pioggia è prodotta da Fabrizio di Fiore Entertainment & Fdg GAT.
L’adattamento di Luciano Cannito ringiovanisce di molto il film
Il suo adattamento ringiovanisce di molto il film, fornendo ancor più freschezza e comicità allo spettacolo. Nei panni della star del cinema muto Don Lockwood, il talentuosissimo Lorenzo Grilli, ruolo che fu dell’immenso Gene Kelly. Sa giocare con il pubblico, la recitazione è il suo asso nella manica e ha dalla sua quell’atteggiamento un po’ spaccone e un po’ romantico, che gli fa valere applausi ed encomi, portando a casa lo spettacolo con ottimi numeri di tip tap ed un sorriso che conquista.
I protagonisti del musical nella versione italiana
Lorenzo Grilli è accompagnato da Flora Canto che interpreta con grazia, scioltezza e quel pizzico di ironia sufficiente a farla amare, la giovane attrice di talento Kathy Selden. La Canto è molto brava: non è danzatrice ma si muove bene e la recitazione è ottima. La sciantosa e antipatica star Lina Lamont ha invece il celebre volto televisivo e cinematografico di Martina Stella, convincente e anche molto esilarante. Il personaggio della Stella è delizioso. Seppur la sua Lina Lamont è un po’ antipatica, si fa amare dal primo momento. Ogni battuta strappa una lunga risata e i tempi teatrali sono veramente perfetti. Bella, dalle gambe lunghissime e dal sorriso travolgente e ammaliante, Martina Stella non sbaglia un colpo.
Cantando sotto la pioggia racconta il passaggio dal cinema muto a quello sonoro degli Anni ‘20 del secolo scorso
Cantando sotto la pioggia racconta il passaggio dal cinema muto a quello sonoro degli Anni ‘20 del secolo scorso, fra scintillanti e rombanti successi ma anche depistaggi ed escamotage per cercare di raggiungere il risultato sperato. Le voci erano importanti e quel passaggio per molti fu disastroso. Ormai il tempo è lontanissimo, eppure la forza della drammaturgia e delle famose canzoni, riesce ad arrivare genuina e verace al nostro presente, regalando momenti di piacevole nostalgia. L’iconica e memorabile scena del protagonista che passeggia e danza sotto la pioggia è più che realistica, grazie all’acqua che scende sul palco, rappresentando la pioggia, con grande stupore ed entusiasmo del pubblico, galvanizzato che applaude a scena aperta.
Il regista Luciano Cannito crea una sua personale versione del celebre musical
Il regista Luciano Cannito crea una sua personale versione del celebre musical, puntando sull’essenza del contesto spazio temporale dove è inserita la storia, dando grande respiro alle coreografie e alle interpretazioni canore dei bravissimi performer. Meraviglioso, eccellente, magistrale l’ensemble dei ballerini che non deludono le aspettative e che si avvicendano sul palco, e un plauso speciale vanno a tutti i numeri di tip-tap, ma soprattutto i duetti fra i due amici Don (Lorenzo Grilli) e Cosmo Brown, interpretato dal bravissimo Vittorio Schiavone, assolutamente nella parte, dove canto, danza, recitazione è tutto ad ottimo livello. Maurizio Semeraro e Sergio Mancinelli completano il cast con interpretazioni brillanti e di livello. Cannito, non nuovo alle sfide in campo teatrale, si avvicina a Cantando sotto la pioggia con quella eleganza che gli è propria, mettendo su una messinscena raffinata e divertente, uno spettacolo che non è solo un grande omaggio al musical americano, ma anche un luogo pieno di magia, dove i sogni diventano realtà e la felicità appaga.
Cantando sotto la pioggia è un musical riuscito, forse uno dei prodotti teatrali più belli degli ultimi anni
Cantando sotto la pioggia è un musical riuscito, forse uno dei prodotti teatrali più belli degli ultimi anni, un musical che ci riporta ai fasti delle grandi commedie musicali americane, quelle dove si vedevano, ad esempio, ben affiatati Fred Astaire e Ginger Rogers, quelle che ti regalavano momenti di spensieratezza vera e che ti portavano per mano in un mondo bellissimo. Le scene di Italo Grassi sono funzionali, disegnando un mondo colorante e sognante, mentre i costumi di Silvia Califano completano il quadro con impeccabile gusto.
Cantando sotto la pioggia è uno spettacolo di successo e di qualità, imperdibile
Cantando sotto la pioggia è uno spettacolo di successo e di qualità, imperdibile, capace di non far rimpiangere i miti americani, anzi meglio. Un vero e proprio show colmo di energia che regala al pubblico la spensieratezza e la magia di un mondo che, purtroppo, non esiste più. Quanta nostalgia.
Giancarlo Leone



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