Un professore 3. Riprenderanno dal 20 novembre, su Rai 1, in prima serata, le puntate della terza stagione della popolare fiction.
Su Rai1 , dal 20 novembre, ritornano le puntate della terza stagione di Un professore
Un professore 3. Riprenderanno dal 20 novembre, su Rai 1, in prima serata, le puntate della terza stagione della popolare fiction. Previste sei serate. La serie tv è una coproduzione Rai Fiction e Banijay Studios Italy. La regia è firmata da Andrea Rebuzzi.
Un professore 3 – Anticipazioni
In questa nuova stagione, il professore di filosofia, Dante Balestra (Alessandro Gasmann), dovrà affrontare diverse sfide: la maturità della sua V B, il rapporto con la mamma Virginia (Pia Engleberth), e con Simone (Nicolas Maupas); nella serie c’è poi Anita (Claudia Pandolfi), donna con la quale Dante aveva raggiunto un equilibrio che, però, viene messo in crisi dall’arrivo di una vecchia conoscenza. Potrà, la filosofia, aiutare a traghettare, nel migliore dei modi, la vita del professor Balestra?
Alessandro Gassmann: “Il successo di Un professore è frutto di un lavoro di squadra. Questa serie ha aperto una discussione nelle famiglie ”
Durante la conferenza stampa della fiction, che si è tenuta nella spazio Alice nella Città, all’interno della prestigiosa cornice del Festival del Cinema di Roma, il protagonista della serie, Alessandro Gassmann, ha ricordato Alessandro D’Alatri, che ha ispirato questo progetto, oltre al regista Andrea Rabbuzzi. “Questa serie, se ha avuto successo, è per un grande lavoro di squadra”, ha dichiarato Gassmann. “Mi fermano per strada e mi dicono: questa serie è bella perché la vediamo tutti quanti, e alla fine si apre una discussione. La discussione è ciò che manca alla società di oggi”.
“Fare educazione sentimentale e sessuale nelle scuole è fondamentale. Occorre recuperare il ruolo genitoriale”
Alessandro Gassmann ribadisce, inoltre, l’importanza di introdurre nelle scuole l’educazione sentimentale e sessuale. “Sarebbe opportuno, e assolutamente necessario, fare educazione sentimentale e sessuale nelle scuole”, anche alla luce della crisi del ruolo genitoriale all’interno delle famiglie. Poi Gassmann racconta della severità di suo padre, Vittorio, quando prendeva dei brutti voti a scuola, confrontando quel periodo con quello attuale: “Oggi, se un ragazzo prende un cattivo voto a scuola, la famiglia cerca di riaversi sul professore. Penso che, in questo, ci sia qualcosa che non va bene”.
Nicolas Maupas (Simone): “Della maturità ho un ricordo sereno”. Damiano Gavino (Manuel): “Ho fatto la prima maturità Covid, non c’erano gli scritti”
La terza stagione vede i ragazzi della V B alle prese con la maturità. Nicolas Maupas (Simone) ha ricordato con serenità quel momento: “Ero reduce da film come Notte prima degli esami, e ho vissuto la maturità in maniera cinematografica. C’è stato un momento in cui ho staccato la testa, perché erano andati bene gli scritti”. Damiano Gavino (Manuel) ha fatto la maturità nel periodo del Covid: “Sono stato molto fortunato, perché ho fatto la prima maturità Covid, quando non c’erano gli scritti (…) Il commissario esterno mi ha passato la foto della Conferenza di Yalta, e io ho detto: preferirei parlare di altro. Ho fatto il mio discorso, e ho preso 82”.
Claudia Pandolfi: “La scuola dei miei sogni? La immagino lungimirante”
Riflettendo sulla scuola, Claudia Pandolfi , nel ruolo di Anita, quest’anno insegnante nel liceo, ha detto come dovrebbe essere per lei la scuola dei suoi sogni: “La scuola dei miei sogni dovrebbe arrivare ai ragazzi in maniera differente. La scuola dei miei sogni è quella che prevede di insegnare ai ragazzi l’educazione sentimentale e sessuale molto presto. La scuola dei miei sogni prevede le storture di una società. La scuola dei miei sogni è lungimirante”.
Andrea Rebuzzi, regista: “Il sapere non è nozionismo. La scuola deve svincolarsi dai programmi. ”
Noi spoilera nulla su Un professore 3, Andrea Rebuzzi, regista della serie, ma anzi riflette anche lui sulla scuola e sul suo futuro. La scuola italiana è chiamata a mettersi in discussione, giorno per giorno. Non la trasmissione di un sapere verticale e nozionistico ma, al contrario una conoscenza orizzontale, condivisa, reticolare e riflessiva che prevede, sostiene Rebuzzi, “lo svincolarsi dai programmi scolastici, o meglio ancora, la rottura dei programmi”.
Andrea Magliocco



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