Il Calapranzi al Quirino di Roma- Recensione

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Il Calapranzi al Quirino

Il Calapranzi al Quirino di Roma. Greg e Simone Colombari portano in scena un interessante lavoro di Harold Pinter.

Il Calapranzi al Quirino di Roma

Il Calapranzi al QuirinoIl Calapranzi al Quirino di Roma. Claudio “ Greg “ Gregori e Simone Colombari recitano in questo teatro, un lavoro che Harold Pinter scrisse nel 1957. Una rappresentazione da teatro dell’assurdo con due uomini, Ben e Gus, due sicari si scoprirà, che relegati in uno spoglio seminterrato sembrano attendere qualcuno o qualcosa.

Il Calapranzi – trama

Il Calapranzi al QuirinoSono due personaggi dotati di una assurda stranezza. Ben si mostra autoritario e si comporta quasi da comandante mentre l’altro, Gus, appare remissivo, ubbidiente tanto al suo compagno che ad un misterioso “capo”, che abita al piano sovrastante il seminterrato, il quale invia loro una serie di messaggi attraverso un metodo molto usato tanti anno orsono, quando non esistevano i mezzi di comunicazione dei quali siamo dotati oggi.
Un “ calapranzi “ attaccato ad una corda che, in effetti, concretizza quella atmosfera da thriller, da incubo, che caratterizza tutta la rappresentazione.

Il tempo che i due sicari in attesa del qualcuno da uccidere, viene rappresentato dai due interpreti attraverso discorsi ed atteggiamenti assolutamente insensati, privi di una apparente logica, ma che a ben vedere sono ben rappresentativi dell’atmosfera anni ’50 americani.

Un atto unico del teatro dell’assurdo di Pinter

Il Calapranzi al QuirinoIl tutto, con una trama apparentemente semplice, ma caratterizzata da innumerevoli risvolti che intendono evidenziare il tempo, le epoche, gli atteggiamenti comuni e meno comuni, della gente utilizzando simbolismi che poggiano su domande ingenue o su ordini che il “ capo “ invia loro ( e che danno l’idea dei pizzini usati da alcuni mafiosi ), ma che sono impossibili da concretizzarsi. Insomma, un lavoro dell’assurdo, colmo di metafore e caratterizzato da dialoghi altrettanto assurdi ed inconcludenti, che culminano nella incomunicabilità per rappresentare, in sintesi, che il mondo è viziato dalla impossibilità di vivere serenamente ed esente da continue suspence.

Il Calapranzi – cast

Quanto alle interpretazioni dei due protagonisti, tanto Greg che Colombari, sono perfettamente in grado di comunicare al pubblico i repentini e continui cambiamenti delle sensazioni, che riescono ad attivare nello spettatore attraverso sapienti e collaudati ricorsi a pause e tonalità variabili. Il tutto, rendendo chiaramente l’idea iniziale dell’autore del lavoro, del quale vengono centrati finanche gli intendimenti più reconditi.

Il Calapranzi è l’ultimo dei lavori previsti dal cartellone 2022/2023 e resterà in scena fino al prossimo 28 maggio.
Andrea Gentili

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