Nessuno dopo di te al Teatrosophia di Roma

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Ha debuttato, in prima assoluta, al Teatrosophia di Roma,  l’emozionante spettacolo Nessuno dopo di te, con la regia di Guido Lomoro, direttore artistico di questo teatro. Protagonisti Tommaso Sartori e Gabriele Giusti

Nessuno dopo di te al Teatrosophia di Roma. Lo spettacolo è andato in scena solo sei giorni, di tutti esauriti, ma si può considerare un piccolo gioiello, nel vasto panorama teatrale. Una volta entrati, il pubblico presente alla rappresentazione teatrale, è accolto da un continuo scrosciare d’acqua. Con la semplice scenografia di Enzo Piscopo, dove prendono vita i due attori protagonisti, Mirko (Tommaso Sartori) e Diego (Gabriele Giusti). Vestiti dai semplici costumi di Maria Letizia Della Felice.

Nessuno dopo di te al Teatrosophia di Roma

Ambedue hanno caratteri quasi agli antipodi: infatti uno s’immerge, sguazza in questa acqua immaginaria, l’altro vorrebbe fare la stessa cosa ma non osa tanto, seppur ne è attratto. I due hanno il loro primo incontro al mare. Diego, senza essere notato, scruta, studia Mirko, senza che quest’ultimo possa notarlo, o forse fa finta. Un altro incontro avviene in un locale gay e poi tramite una chat.

Il loro incontro è mercenario. Mirko è un escort, una vita difficile, cresciuto senza padre, ma solo con la mamma con cui giocava a scopetta e quindi gli è mancato quel punto di riferimento maschile. Non c’è denaro che possa trattenere Mirko, e non c’è denaro che basti a Diego,  per ottenere ciò che voglia. Eppure continuano a frequentarsi: Mirko è sempre più immerso dal piacere e Diego, dopo aver “galleggiato” per anni, imparerà a “nuotare”? La risposta sarà in quell’ipotetica acqua.

E’ una storia d’amore tra coraggio e paura

E’ una storia d’amore tra coraggio e paura, un tumultuoso viaggio interiore e questo spettacolo narra un incontro-scontro tra due anime, dove una ha bisogno d’amore e l’altra è rassegnata, ma ambedue si devono completare.

Tommaso Sartori e Gabriele Giusti, rispettivamente Mirko e Diego, si afferrano, sudano, si affrontano, in una prova per loro validissima, in una sorta di ginnastica acrobatica, grazie al testo di Lomoro, che non vuole peccare di nessuna ambizione letteraria, così come non sono ambiziose, ma ben studiate e complesse per la fatica dei due ragazzi, le coreografie curate da Maria Concetta Borgese.

Un incontro-scontro tra due anime

La pièce non ha mai cali di stile, sbavature, tutto è perfetto e finalizzato all’espressione, come lo è anche il nudo, troppo abusato, ma che nel contesto ha un valore peculiare.

Nessuno dopo di te si basa su una trama sottile: i dialoghi lasciano spazio al corpo e le parole quotidiane si mescolano con la poesia. Parole che vengono usate per difenderci, nasconderci, parole che il più delle volte non vengono dette. Ma anche il nostro corpo può essere parola, che invece parla, si esprime. Mirko si trova di fronte a un dilemma: amare o fuggire?

 

L’amore può essere una trappola o una salvezza? Diego, benestante, ha una vita piena di successi, come si dice “ha svoltato”, ma gli manca l’amore, ma nello stesso tempo ha voglia di essere amato. Mirko, invece, ha fatto la sua scelta: facendo l’escort ha messo a frutto il suo talento e vive a metà, pur avendo la certezza di non meritare un’esistenza migliore.

 

Più volte si incrociano senza incontrarsi, fino a che arriverà il momento dell’incontro: nasce una storia travagliata, combattuta e fra i due si crea un alibi che consente loro di proseguire la loro relazione. Diego, sfidando tutti i pregiudizi, vuole a tutti i costi questo amore e vorrebbe distogliere Mirko dal suo lavoro, facendogli assaporare una nuova vita con lui. Ma Mirko ha paura di innamorarsi ed è ormai rassegnato. Accadrà però qualcosa di casuale che lo porrà di fronte ad una scelta. Chi dei due vincerà?

Bravissimi i due attori, Gabriele Giusti e Tommaso Sartori, che seppur giovani, ambedue ventitreenni, e alle loro prime esperienze, sono ben compenetrati nei loro ruoli, talentuosi, determinati e pronti per spiccare il volo per altri testi e pièce teatrali.

Giancarlo Leone

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