Un Pirandello in noir alla Sala Umberto

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Alla Sala Umberto di Roma, fino al 25 ottobre, va in scena uno strano Pirandello, Maurizio IV – Un Pirandello Pulp, del drammaturgo Edoardo Erba, che vede protagonisti due magistrali attori Giampiero Ingrassia e Gianluca Guidi (che cura anche la regia), una collaudata coppia che anche questa volta ha centrato l’ennesimo successo con questo lavoro metateatrale.

Un nuovo esperimento dove i due attori si avvicinano ad un genere “serio-noir”, pur conservando la loro comicità tipica, in un gioco dove il teatro nel teatro mescola ruoli, realtà e fantasia consegnando al pubblico una verità inaspettata.

 

La trama. All’apertura della scena, sul palcoscenico il regista Maurizio (Gianluca Guidi) sta per montare le scene de Il gioco delle parti di Pirandello, ma costumi, scenografie, tecnici e attori non ci sono ma sono attesi dal regista. Ma ecco che l’attesa termina quando compare solo un tecnico delle luci, tale Carmine (Giampiero Ingrassia), che soffre di vertigini e ha paura di salire sulla scala.

E’ un siciliano, mezza età, ma subito si nota che non ha molta voglia di montare le scene. Sembra non sapere nulla dello spettacolo e dopo aver dimostrato remissione nei confronti dello sgarbato regista, che gli ordina per più volte di montare le scene e sistemare le luci, incomincia con dovizia di particolari a criticare le indicazioni e le scelte del regista, suggerendo altre strane soluzioni all’originalità del testo.

Dapprima il regista rifiuta, trova tutto ciò che Carmine propone non consono al testo pirandelliano, ma poi pian piano rimane conquistato da quelle astruse ipotesi, da quelle idee straordinarie che addirittura gli sembrano idee innovative, come soluzioni alla Quentin Tarantino, che possono trasformare un classico testo di Pirandello in una versione “pulp”, rendendolo più agile, più moderno.

Così Carmine si sbizzarrisce con stravaganti soluzioni, al limite della demenzialità, che entusiasmano sempre più Maurizio, che addirittura vorrebbe rinunciare al suo ruolo di regista in una inversione dei ruoli. Nasce così un confronto scenico serrato, un dialogo sorprendente scritto da Edoardo Erba, gran conoscitore delle opere pirandelliane. Tutto sembra concludersi, seppur con uno stravolgimento del lavoro, ma proprio questo stravolgimento porterà i due finalmente a gettare la maschera per ricostruire una verità sottostante e inquietante che porterà ad un finale tragico inaspettato.

 

Giampiero Ingrassia e Gianluca Guidi rendono giustizia all’autore con sapienza e ritmo, dando prova ad un’intensa prova attoriale dove ha prevalso il ruolo di Gianluca Guidi che fino all’ultimo ha tenuto gli spettatori galvanizzati sulle poltrone, attenti a seguire le vicende fino alla conclusione quando gli applausi sono scoppiati fragorosi ed interminabili, conferendo una bravura costruita quotidianamente e consolidata ad alti livelli.

 

Uno spettacolo questo Maurizio IV – Un Pirandello Pulp assolutamente da non perdere, perché abbiamo visto il vero Teatro con la T maiuscola, per riprendere anche quell’affezione al teatro di qualità.

Giancarlo Leone

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