La Stanza Segreta a Gualdo Tadino

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Alberto Abate Geometria postuma 2005 olio su tela 150x110 cm.

A Gualdo Tadino nella Chiesa Monumentale di San Francesco è aperta e lo resterà fino al 27 ottobre 2019, una grande mostra di arte figurativa con 70 opere della Collezione di Massimo Caggiano con 40 artisti che in trent’anni hanno fatto della vera pittura. E’ co-curata da Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi, con catalogo Carlo Cambi Editore.

Stefano di Stasio
Presso antiche acque 1982 olio su tela 200xc250 cm.

L’esposizione di questa collezione della quale sono esposti solo 70 opere scelte tra quelle che Massimo Caggiano ha messo insieme in trent’anni. Questo designer e collezionista che è stato anche uno dei fondatori di una celebre galleria romana Il Polittico, è stata promossa dal Polo Museale di Gualdo Tadino, dall’Ambasciata Britannica di Roma, dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e sostenuta dalla Cassa di Risparmio di Perugia.

 

Livio Scarpella
F.S. 2013 terracotta policroma e occhi di vetro cm.39x43x29

La collezione infatti, non contiene solo dipinti, sculture, disegni e tecniche miste di pittori italiani figurativi o di coloro che sono ritornati alla figurazione dopo altre esperienze, ma anche di artisti internazionali. E infatti stata creata in trent’anni di ricerche di Massimo Caggiano che trent’enne, dedicandosi all’arte, ha messo insieme un’importante collezione di vera pittura, di vari movimenti tra quelli della Pittura Colta a quello dell’Anacronismo e alcune opere esposte per la prima volta ora, sono state acquisite nella Quadriennali di Roma e nelle Biennali veneziane.

 

 

John Kirby
The Kiss 1990 olio su tela cm.122×91,5

 

Chi meglio di Vittorio Sgarbi, uno dei curatori, che credo tutti sappiano che considera vera pittura, anche contemporanea, la figurazione o per lo meno colori e pennello? Questo non gli ha impedito nel primo volume dedicato al Novecento di citare coloro che sono stati validi nella ricerca non figurativa, mentre nel secondo evidenzia grandi artisti ingiustamente dimenticati pur validissimi che hanno fatto il percorso solitario della cosiddetta diaspora.

 

 

Dino Valls
Psicostasia ( polittico 15 pezzi) 2005 olio su tavola cm.216×280

Gli artisti presenti sono: Alberto Abate, Hermann Albert, Giuseppe Bergomi, Carlo Bertocci, Lorenzo Bonechi, Aurelio Bulzatti, Sergio Cecconi, Mario Chiucchiarelli, Valentina Cipullo, Eleonora Cipuli, Marco Cornini, Paolo dell’Aquila, Stefano di Stasio, Stefania Fabrizi, Paolo Fiorentino, Carlos Forns Bada, Lino Frongia, Alberto Gálvez, Paola Gandolfi, Sean Henry, Harry Holland, Anna Keen, John Kirby, Jan Knap, Massimo Livadiotti, Carlo Maria Mariani, Salvatore Marrone, Sigfrido Martin Bergué, Gianluca Martucci, Alberto Mingotti, Luca Morelli, Philip Pearistein, Lithian Ricci, Lily Salvo, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Dino Valls, Luca Vallotta, Angela Volpi, e come designer lo stesso Massimo Gacciano.   

Sergio Ceccotti
La vita a due 1995 olio su tela cm.35×50

Come scritto dall’altro curatore Cesare Biasini Selvaggi: “Dagli Anacronisti teorizzati da Maurizio Calvesi ai Pittori Colti riuniti da Italo Mussa, ciascuno di essi sul finire degli anni Settanta contribuì a traghettare l’arte concettuale fuori dalle ‘sabbie mobili’ da un percorso senza ritorno che aveva portare Giulio Carlo Argan a paventare addirittura la “morte dell’arte”.  Tra le opere esposte a Gualdo Tadino c’è “Presso antiche acque” del 1982 che Stefano di Stasio aveva presentato alla 40° Biennale veneziana che il critico inglese Edward Lucie Smith aveva segnalato come:… “un manifesto, come il titolo suggerisce: l’arte italiana è invitata a rafforzarsi con il ritorno a forme e idee che il Modernismo ha messo da parte”. Vittorio Sgarbi parlando di come si siano comportati questi artisti, ha scritto: ”Per molti è stata una testarda coerenza, una polemica ragione di vita, nell’isolamento e nel silenzio; per altri, e soprattutto ora, è una dimostrazione di riscatto….”.  

Una mostra interessante da non mancare.

Emilia Dodi   

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