Ritorna al Brancaccio Aggiungi un posto a tavola

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Coinvolgente, divertente, brioso: Aggiungi un posto a tavola è uno spettacolo che sembra non invecchiare mai, un vero evergreen. A 44 anni di distanza dal primo debutto, avvenuto al Teatro Sistina l’8 dicembre 1974, la commedia musicale scritta dalla “premiata dittaGarinei & Giovannini con Jaja Fiastri e musicata dal maestro Armando Trovajoli anche quest’anno è tornata nei teatri italiani, più esattamente al Teatro Brancaccio fino al prossimo 6 gennaio 2019.

Nel ruolo di Don Silvestro, che fu nelle prime edizioni di Johnny Dorelli, il figlio Gianluca Guidi. Vediamo Emy Bergamo nel ruolo di Consolazione, Marco Simeoli è il sindaco Crispino, Piero Di Blasio è Toto, la giovane new entry Camilla Nigro è Clementina, Francesca Nunzi, la moglie del sindaco, interpreta Ortensia. La “Voce di lassù” è di Enzo Garinei. A parte qualche libertà introdotta per dare un tocco di modernità alla vicenda, questa nuova versione si rifà fedelmente a quella che andò in scena la prima volta nel dicembre ’74 e che continua a riempire i teatri di tutto il mondo.

Una storia senza tempo, una favola adatta per tutte le età che si illumina della bellezza del quotidiano e delle cose piccole e semplici che fanno bene al cuore e che ancora emozionano e commuovono. Se i tempi e i gusti del pubblico cambiano, ci sono spettacoli che continuano a coinvolgere e Aggiungi un posto a tavola è uno di questi, un inno gioioso all’amore, all’accoglienza, alla solidarietà, all’umanità, ad un futuro migliore. La vicenda, liberamente ispirata a After me the deluge di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro e dei suoi compaesani, scelti da Dio per costruire una nuova arca e salvarsi dal secondo diluvio universale. Ma l’impresa non è facile.

Gianluca Guidi, nuovamente nei panni di Don Silvestro, dimostra, con la sua notevole forza comunicativa, di essere pregevole erede del padre Johnny Dorelli, storico protagonista dello spettacolo.

 

 

La regia, firmata dallo stesso Guidi, non tradisce quella originale di Garinei & Giovannini, anzi ha la capacità di non far rimpiangere lo storico spettacolo, ma di giocare con l’effetto nostalgia.

 

Interpretare il ruolo di mio padre per me è ogni volta un sogno che si realizza” – ha ricordato Gianluca Guidiricordo ancora la prima al Sistina nel 1974, quando si aprì il sipario e la voce di Dio cominciò a parlare e contemporaneamente dal palcoscenico arrivò un’ondata di profumi e note. Fu subito una grande magia. Che dura da ben 44 anni. Che fare per non tradirla? Questa commedia è una favola ma anche un atto di fede ed io sono davvero contento di interpretarla e curare la regia”.

Giancarlo Leone

 

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