Ultimatum alla terra con Max Paiella

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La macchina del tempo non è una DeLorean DMC-12 perché l’uomo del 2068 ritorna dal futuro a bordo di una vecchia lavatrice Bosch a carica frontale per avvisarci che, nel suo  futuro è Tutto Esaurito. Il nuovo spettacolo di Max Paiella, scritto con Caterina Brigliadori, “Tutto esaurito…ma siete ancora in tempo” in scena in prima nazionale al teatro Vittoria di Roma fino al 31 marzo è la riflessione amara e ironica su un mondo che si avvia, nell’incoscienza dei più, verso il punto di non ritorno. 

Ma cosa è scomparso in questo ‘domani’ non troppo lontano dell’uomo? La diversità ad esempio. A cominciare dai tanti dialetti italiani che Paiella ripercorre in una veloce e godibile carrellata dalla Sicilia al Veneto passando per la Campania, l’Umbria e la Liguria toccando ogni angolo del nostro Paese la cui ricchezza di varietà e identità territoriale e linguistica andrebbe valorizzata e protetta. Tra le incursioni di un divertente Paiella-Trump e dell’ormai ex senatore Razzi con il suo amico Kim Jong-un, il geologo Mario Tozzi (questa volta quello vero, anche se in video) ci ricorda che ci stiamo letteralmente mangiando la Terra e con essa gli animali, le piante e il prezioso bene dell’acqua, come se il suolo e le sue risorse fossero inesauribili.

Ma ci rassicura anche sulla pericolosità dello squalo, demonizzato da tanti film, minore causa di morte delle noci di cocco che ‘fanno fuori’ circa 150 persone l’anno semplicemente cadendo dalle palme.

 

 

Tra scomode verità e tanta voglia di ottimismo il tormentone musicale dell’estate Despacido diventa Pensionato, un poveruomo con la sciatica che ci racconta come nel 2068 sarà esaurito anche il diritto al riposo con ultrasettantenni costretti a restare al lavoro.

 

 

E le vecchiette che si agitano sui cubi in trasmissioni televisive, esaltazione del nulla, sono il pane quotidiano di Berry Berretto (inquietante quanto spassoso personaggio creato da Paiella) talent scout di gente incapace in un mondo che promuove in ogni campo personaggi di nessun talento. Non risparmia nessuno il comico romano neppure il porporato, il cui nome fa rima con Gastone, che sulle note della celebre macchietta petroliniana si vanta della ricchezza del suo attico e della vita di lussi che si permette grazie alla beneficenza e alle ‘donazioni’ dei fedeli.

Lo spettacolo è scandito dai cicli di lavaggio della lavatrice -macchina del tempo, come capitoli che raccontano tutto quello che è in esaurimento. Le nostre città soffocate dalle polveri sottili o sprofondate in buche e voragini che si aprono ormai giornalmente sotto i piedi dei cittadini. La politica e i suoi rappresentanti sempre meno rappresentativi, e i genitori che per stanchezza o sfiducia affidano ad un tweet o un whatsapp il rapporto con i propri figli.

È tutto perso quindi, anche la speranza e siamo a bordo di un Titanic con l’orchestrina che suona e senza scialuppe di salvataggio? C’è ancora tempo – dice invece il comico romano – perché il mondo può e vuole salvarsi, basterebbero alcuni semplici e nuovi comandamenti da rispettare.  Sulle note della struggente Futura dell’indimenticato Dalla, il viaggiatore del tempo Max Paiella ci esorta a consegnare al futuro dei nostri figli, nipoti, eredi, una Terra migliore. O la prossima volta, dal futuro, invece di un comico potrebbe arrivare Terminator a sistemare le cose…..in fondo ci hanno già fatto un film!

Ludovica Mariani

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