Luca Barbarossa: un concerto nel segno della romanità

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Lo scorso 29 giugno all’Auditorium Parco della Musica, presso la Cavea, il cantautore romano Luca Barbarossa ha concluso la sua tournée con il concerto intitolato Roma è de tutti. Intervenuti grandi e graditi ospiti.

Concerto romano per il romano Luca Barbarossa. Una grande festa, con amici ospiti che fa parte di un viaggio cominciato all’ultimo Festival di Sanremo con Passame er sale, a sua volta antipasto di un album intitolato, tanto per non lasciare spazio ad equivoci, Roma è de tutti, fatto di storie di quartiere e di racconti di vita quotidiana nella lingua della Capitale, quindi proseguito con un tour che ha attraversato tante città, da Nord a Sud, e che la sera del 29 giugno si è concluso con un concerto alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Più che un concerto, una festa che ha visto il cantautore romano omaggiare la sua città con le canzoni del suo disco, insieme ad alcuni amici.

Ho scritto tutto un album in romano, Roma è de tutti, è un concept album, una cosa che dicono quelli che se ne intendono, sono undici storie romane. Ho voluto lasciare questa data come una ciliegina sulla torta. Gli amici che verranno saranno grandi sorprese. In un polo culturale straordinario: Roma non sarebbe più immaginabile senza l’Auditorium, come polmone culturale. Nato per la musica classica, ma salvato da noi del pop”, ha detto Barbarossa all’inizio del concerto, uno spettacolo molto scenografico.

Accompagnato da Maurizio Mariani al basso, Francesco Valente alla chitarra, Alessio Graziani alle tastiere e Piero Monterisi alle percussioni, il cantautore ha eseguito prima per intero il disco uscito lo scorso febbraio in concomitanza con la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2018 con Passame er sale. Sul palco, durante il concerto, si sono alternati alcuni “ospiti”, “perché questo disco è nato in modo curioso, con la complicità di molti artisti, ho rotto un po’ le scatole a tutti”: Fiorella Mannoia ha cantato con Barbarossa Roma è de tutti che dà il titolo all’album, Alessandro Mannarino lo ha affiancato in Madur (Morte accidentale di un romano).

E poi Ambrogio Sparagna, con il quale ha più volte collaborato negli ultimi anni. Spazio anche per i ricordi e i racconti del passato. Uno su tutto, il ricordo per Magni: “Io ho un rapporto conflittuale con Roma. Amore o odio: ogni giorno vorrei scappare, ma anche tornare a Roma. Per Roma ho scritto ‘Via da Roma’ e il testo è, per l’appunto, di Gigi Magni: l’ha scritta 35 anni fa e per tutto questo tempo è rimasta in un cassetto di casa mia. L’avevo pensata per Gabriella Ferri, quando stava già male, troppo tardi. Solo lei l’avrebbe potuta cantare, ora la canto io”. Altri racconti: la sua vittoria al Festival di Castrocaro nel 1980 e quella volta che venne invitato a premiare il vincitore della successiva edizione, quella del 1981. Vinse Fiordaliso, ma tra i concorrenti c’erano anche Zucchero ed Eros Ramazzotti.

Ricordo che Eros mi venne a cercare per chiedermi una foto. Disse che era stato ad un mio concerto e mi chiese: ‘Ma come si fa ad avere successo?’. Sono quarant’anni che provo a ricordarmi cosa gli risposi”, ha commentato Barbarossa, suscitando la risata collettiva del pubblico. E poi altre canzoni tratte dall’album.

Dura Se penso a te, testamento di un carcerato di Regina Coeli, mentre canzoni come La mota e La pennica incarnano il lato scanzonato del disco. Anche divertente La dieta, con un video che ha visto protagonista l’attrice Anna Foglietta e Marco Giallini per la regia di Paolo Genovese.

Finiti gli 11 brani di Roma è de tutti, spazio alle più belle canzoni scritte e cantate in tanti anni di carriera: Roma spogliata (cantata al Festival di Sanremo 1981), Via Margutta, La strada del sole, Come dentro un film, L’amore rubato (cantata al Festival di Sanremo 1988, brano che toccava il delicato tema della violenza sessuale), Al di là del muro, del 1989, Fine di un amore, una tra le canzoni d’amore più intense scritte da Barbarossa, Yuppies. Gran finale del concerto con Portami a ballare, canzone dedicata alla mamma, con la quale vinse il Festival di Sanremo 1992: il pubblico della Cavea al Parco della Musica si è alzato in piedi ad applaudirlo regalandogli una bella ovazione. Ma non è finita qui: finalissimo quando Luca Barbarossa ha invitato sul palcoscenico l’attrice Anna Foglietta e con lei, come fece all’ultimo Festival di Sanremo, ha riproposto Passame er sale. Applausi e ringraziamenti.

Giancarlo Leone       

 

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