L’impronta del Lupo di Jo Nesbø. L’autore di questo libro, è una macchina da thriller. I suoi racconti di solito sono ambientati in Norvegia.
L’impronta del Lupo di Jo Nesbø
L’impronta del Lupo di Jo Nesbø. L’autore di questo libro, è una macchina da thriller. I suoi racconti di solito sono ambientati in Norvegia. La sua ultima fatica è edita in Italia da Einaudi Stile Libero.
L’Autore del romanzo è Jo Nesbø
Nato ad Oslo nel 1960, laureato in Economia, Jo Nesbø pubblica romanzi gialli dalla fine degli anni ’90 riscuotendo un enorme successo. Ad oggi ha venduto oltre sessanta milioni di copie nel mondo. Sua è la famosa saga che ha come protagonista il detective Harry Hole, diventata anche una fortunata serie TV.
La trama de L’impronta del lupo
L’impronta del lupo, a differenza di altri noir dell’autore, è un racconto ambientato a Minneapolis, USA. Ha un intreccio complesso e due piani temporali diversi. Uno scrittore, nel 2022, vuole redigere un libro su un crimine compiuto nel 2016. Protagonista è un detective dai trascorsi dissestati, alcolizzato, che non ha doti particolarmente brillanti ma una forte tenacia. Bob Oz, questo è il suo nome, indaga su un killer, Tomas Gomez, che sembra essere ricomparso dal nulla, per regolare vecchi conti col passato.
Il contesto del romanzo di Jo Nesbø
Minneapolis è una città devastata da violenza sociale, problemi razziali, corruzione. Il sogno americano è un lontano ricordo. L’ascensore sociale è fermo nel seminterrato. Il traffico di droga e quello di armi sembrano essere le sole floride attività. Gli eclusi sono indifferenti o diffidenti, sicuramente impauriti.
Le tematiche sociali sottese alla trama del romanzo
C’è il problema delle armi. Negli Stati Uniti il possesso di un’arma è sempre stato un fatto culturale, simbolo di libertà. Ma la storia è ambientata nell’America post George Floyd e gli interrogativi sull’uso e sull’abuso delle armi si fanno pressanti, in contrasto coi forti interessi legati alla NRA (National Rifle Association). Forse si trova una ragione plausibile dietro questa serie di omicidi, svelata solo nelle ultime pagine. Il libro si interroga sul senso di giustizia, sulla rabbia e sul desiderio di vendetta, che spesso vengono attivate quando in una società gli esclusi e gli emarginati, non trovano una via di riscatto.
La solitudine come chiave per risolvere l’intricato plot?
Il libro offre un’amara riflessione sulla solitudine, che ammanta queste grandi metropoli fornite di tutto fuorché dell’essenziale, un po’ di empatia, di solidarietà e di calore umano. Un passato doloroso e una grande solitudine accomunano il detective e il probabile assassino. Sarà forse quella la chiave per risolvere l’intricato plot?
Lo scopo del racconto è quella di entrare nella testa di un assassino
Il libro è pervaso da un’atmosfera tesa, da dettagli che creano un continuo stato di tensione, e si divide tra indagine poliziesca e indagine sulla natura dell’uomo, sui suoi rapporti con il dolore, i traumi non superati in una trama che non lascia un attimo di pausa. L’autore denuncia, sin dall’inizio, lo scopo del racconto: “entrare nella testa di un assassino”, lasciando peraltro intendere che, sottoposto a forte pressione, ciascun essere umano potrebbe avere reazioni simili, tutt’altro che prevedibili. Preparatevi a quasi cinquecento pagine di tensione. Una scrittura dura e avvincente.
Carla Roscioli



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