Le volpi alla Sala Umberto di Roma. Solo per pochi giorni, dal 14 al 18 gennaio, in questo teatro capitolino di Roma, è in scena la commedia noir scritta da Lucia Franchi e Luca Ricci (quest’ultimo anche regista), che vede protagonisti Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato.
Le volpi alla Sala Umberto di Roma
Le volpi alla Sala Umberto di Roma. Solo per pochi giorni, dal 14 al 18 gennaio, in questo teatro capitolino di Roma, è in scena la commedia noir scritta da Lucia Franchi e Luca Ricci (quest’ultimo anche regista), che vede protagonisti Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e. Una commedia rivelazione, che diverte ma soprattutto fa riflettere, con un cast magistrale ed una scrittura di alto livello.
Le volpi alla Sala Umberto di Roma- la trama
Il tutto ha inizio con una raccomandazione che sembra piccola, quasi innocua. Per finire poi con un caso di corruzione. Il fatto potrebbe allargarsi a macchia d’olio, ma visto che lo scandalo si svolge in una piccola provincia, il tutto viene ridimensionato, fino a scomparire tra le pieghe del non detto, del già dimenticato.
Nel ruolo del sindaco, che nel testo non ha neanche un nome ma viene chiamato solo “S” l’attore Giorgio Colangeli. Rappresenta una carica istituzionale, quella del politico locale, ma è anche una figura simpatica che non prende iniziative, non agisce, lascia tutto com’è favorendo la corruzione, l’immoralità. Che cosa accade? La giovane figlia della direttrice della Asl locale (una eccezionale Federica Ombrato, padrona della scena) è una curatrice d’arte. Si scopre che in questo piccolo centro, dove la ragazza è nata, stanno per inaugurare un Museo d’Arte contemporanea.
Il tema al centro della pièce scritta da Lucia Franchi e Luca Ricci è la corruzione
Lei sarebbe adattissima a ricoprire lì un ruolo di prestigio, a dirigere questo Museo, ma, purtroppo, come spesso accade in politica, sembra che assessori e politici si siano già spartiti le poltrone e quel posto risulterebbe assegnato, magari a qualcuno incompetente, come spesso accade. Ed ecco che la figlia, pur di ottenere quel posto, si mette contro sindaco e madre (interpretata da Manuela Mandracchia). Ormai la gente è abituata a questo tipo di storie, e forse qualcuno ci si ritrova anche. Ma la diversità della commedia di Franchi e Ricci, è che ci mostra un qualcosa che sfocia nel noir. Tutti i protagonisti risulterebbero delle “brave persone”, dal sindaco all’assessore. Se un fatto del genere accadesse a livello nazionale, tutto ciò potrebbe portare ad una fuga di notizie, al classico scandalo, ma qui tutto ciò si svolge in provincia e la normalità regna sovrana.
Le volpi è indubbiamente una pièce che loda la scrittura acuta ed ironica
Le volpi è indubbiamente una pièce che loda la scrittura acuta ed ironica, poiché mescola comicità ed amarezza. Luca Ricci mantiene in tutto lo spettacolo una regia delicata e funzionale, lineare e torbida che osserva le dinamiche dei personaggi senza essere invadente, ma creando un’atmosfera di sottile tensione.
Le interpretazioni sono eccezionali, magistrali quella di Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e di Federica Ombrato
Le interpretazioni sono eccezionali, magistrali quella di Giorgio Colangeli (il sindaco verace), Manuela Mandracchia (l’amica del sindaco) e di Federica Ombrato (la figlia pragmatica), ben compenetrati nei loro ruoli belli e complessi, esplorano il gioco di potere e la corruzione nella provincia italiana, lasciando lo spettatore con una riflessione scomoda ma necessaria, che magari si riconosce nelle giustificazioni dei personaggi.
I dialoghi sono molto serrati, c’è in tutta la pièce un umorismo agrodolce e una sottile ironia
I dialoghi sono molto serrati, c’è in tutta la pièce un umorismo agrodolce e una sottile ironia, che svelano dinamiche di interesse personale e morale ambigua, richiamando la commedia all’italiana. Ne Le volpi vengono evidenziati il merito, il compromesso, la corruzione e il favoritismo nella gestione del bene pubblico, facendo emergere una radiografia dei meccanismi di poteri locali. Le volpi, una commedia senz’altro imperdibile.
Giancarlo Leone



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