Intervista a Leo Giorda

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Leo Giorda

Intervista a Leo Giorda. Recentemente questo giovane autore ha pubblicato per la casa editrice Ponte alle Grazie un romanzo noir, intitolato L’angelo custode. Visum lo ha intervistato.

L'Angelo custode di Leo GiordaIl panorama della fiction poliziesca nostrana ci ha abituati a investigatori e commissari che indagano in città più o meno grandi, in cui il territorio fa da protagonista, da vittima o a volte da criminale. La Roma nera raccontata da De Cataldo o Zilahy stavolta è raccontata da una penna nuova e fresca, quella di Leo Giorda al suo esordio con L’angelo custode edito da ponte alle Grazie.

Giorda col suo investigatore dilettante, detto Woodstock e il vicequestore Giacomo Chiesa, ci catapulta nel cuore della città eterna con originalità e uno stile che rispecchia la spietatezza ma anche la delicatezza dei crimini che racconta. Giovani vittime e nessuna pista evidente da seguire, toccherà a Woodstock, novello Holmes dei nostri giorni, consumatore di droghe leggere, provare l’innocenza dell’unico indiziato. Il tema del doppio ricorre in tutta la storia ed è utilizzato mirabilmente da Giorda e Woodstock in coppia con Chiesa ci faranno comprendere che nulla è come appare. Preconcetti e pregiudizi, status symbol e miseria, malinconie e false felicità si alternano in un romanzo che fa riflettere, perché il male è un virus che si rintana nelle menti sin dall’infanzia e solo lo sguardo “diverso” di Woodstock lo può stanare.

Leo Giorda (1994) è nato e cresciuto a Roma. A venticinque anni, dopo la laurea in Beni culturali e la specializzazione in Storia dell’arte, comincia a viaggiare per l’Italia e l’Europa mantenendosi con lavori vari e sempre coltivando il sogno della scrittura. L’angelo custode è il suo primo romanzo.

Leo GiordaLeo, esordisci con un giallo e realizzi il tuo sogno di scrivere. La domanda d’obbligo è il perché hai scelto il genere giallo?

Non è stata una scelta premeditata. Quando mi sono messo a scrivere il genere è venuto da se. Ho sempre avuto una passione per i gialli, da quelli inglesi di epoca vittoriana (Sherlock) ai nostri più contemporanei Manzini, Malvaldi, e co”.

L’angelo custode è un’indagine su morti seriali con un detective dilettante e uno istituzionale. Seppure diversi, entrambi i tuoi protagonisti hanno un lato oscuro e irrisolto?

Sì, i miei personaggi come ogni essere umano mi sento di dire. È l’evoluzione di questo lato a differenziare Chiesa e Woodstock. Il primo ne era inconsapevole e pian piano ne diventa cosciente. Il secondo l’ha volutamente rimosso e si trova a doverlo affrontare malgrado tutto”.

Woodstock ha un fiuto particolare per le indagini dovuto all’uso di droghe leggere, perché questa scelta? E’ da considerarlo una sorta di Holmes dei nostri giorni?

Leo GiordaDi certo Sherlock Holmes è la prima e più illustre delle ispirazioni. La scelta della droga come pozione magica di Asterix e Obelix ha più di una motivazione. Da un lato mostra il carattere antiautoritario e ribelle di Woodstock, dall’altro mi permette di studiare e informarmi su quelli che effettivamente sono i lati nascosti (positivi o negativi) degli psichedelici”.

Roma è coprotagonista dell’indagine?

Roma nelle sue sfaccettature è sia coprotagonista che antagonista che scenografia. Sono i personaggi che la abitano a rendere così importante la sua presenza nel romanzo”.

Raccontare il male attraverso i delitti di piccole vittime è un urlo contro le violenze e i silenzi dei bambini che li subiscono?

Quello che più mi intrigava, nello scegliere le vittime tra i più piccoli, è il concetto di innocenza. Dove e quando si perde l’innocenza? È la domanda cui ci troviamo a dover rispondere a indagini concluse”.

Il romanzo è anche una storia familiare e un romanzo di formazione. Woodstock alias Adriano è un giovane uomo che ha un rapporto ancora intricato col suo passato e i suoi affetti?

Intervista con lLeo GiordaWoodstock è un uomo bambino. Come tanti non è mai riuscito a fare un vero salto tra infanzia o adolescenza ed età adulta. Questo suo atteggiamento lo porta a vivere in un limbo in cui è al contempo padre e figlio”.

I due protagonisti sembrano ribaltati, se Woodstock acquista fiducia in se stesso, Chiesa si ritrova a partire da zero con un presente stravolto?

Chiesa è il vero protagonista. Così come lo era il dottor Watson in Sherlock Holmes. Woodstock non cambia è fisso nel suo essere. Chiesa è il personaggio di cui seguiamo l’evoluzione”.

Hai già in mente la seconda indagine?

La seconda indagine è già fatta e finita. A breve inizieremo il lavoro di editing. Non so quando uscirà, credo che aspetteremo per creare un po’ di attesa”.

Cristina Marra

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giornalista pubblicista, si occupa di critica letteraria da diversi anni con particolare riferimento alla narrativa giallo-poliziesca. È stata direttore artistico di numerosi festival tra Festival Lipari Noir, Arena Faletti di Ombre Festival, Calabria Noir Festival, Bologna on the road, le strade del noir, Festival del Giallo di Cosenza. È organizzatrice di diverse rassegne letterarie e ha scritto racconti noir presenti in diverse antologie.È Direttore della collana noir Emozioni d'inchiostro noir e Piccoli noir dell'editore Laruffa.

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