Il 72° festival di Sanremo riparte da Fiorello

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E’ iniziato il 72° Festival di Sanremo. Fiorello la fa da padrone, i Maneskin hanno infiammato l’Ariston. Nella classifica provvisoria dei primi dodici cantanti, vincono Mahmood e Blanco. Ottimi gli ascolti. Amadeus batte se stesso. 

Il 72° festival di Sanremo riparte da Fiorello. E’ iniziato il Festival. Fiorello la fa da padrone, i Maneskin hanno infiammato l’Ariston. Nella classifica provvisoria dei primi dodici cantanti, vincono Mahmood e Blanco. Ottimi gli ascolti. Amadeus batte se stesso. “O è l’età, dato che sto per compiere60 anni, oppure è la presenza del pubblico: ci siete mancati tantissimo. Bentornati”, ha detto il conduttore e direttore artistico Amadeus, dando il via alla manifestazione.

Il 72° festival di Sanremo riparte da Fiorello. Ed ecco che inizia la gara. A torso nudo, con i tatuaggi bene in vista e pantaloni di pelle nera, Achille Lauro fa la sua comparsa sul palco dell’Ariston per aprire la gara dei Big con la sua Domenica, cantata con l’Harlem Gospel Choir. Sul palco si è autobattezzato. Subito dopo in abito lungo bianco-argento, una pioggia di ricami e cristalli swarovski, la scollatura senza spalline, Ornella Muti scende la prima volta le scale dell’Ariston. E’ lei la co-conduttrice della prima serata del Festival di Sanremo.

Riprende la gara: ecco Yuman, con la canzone Ora e qui. Un pezzo che ricorda il repertorio di Alex Britti, interpretato con un timbro moderno e potente. E poi Noemi, per la terza volta al Festival, con Ti amo non lo so dire: in questo brano si sente che c’è la mano di Mahmood. Le tastiere ricordano “Smalltown Boy” dei Bronski Beat.

 

L’emozione è contagiosa sul palco dell’Ariston: ecco Gianni Morandi, che torna al Festival in gara dopo 22 anni e a dieci anni dall’esperienza di conduttore, mostrando segni di commozione sul volto, quando viene accolto dall’applauso caloroso del pubblico. Presenta la canzone Apri tutte le porte, un motivetto Anni ‘60 divertente, scritto da Jovanotti, dove si respira già aria estiva. Che energia.

Il 72° festival di Sanremo riparte da Fiorello. La gara, infatti, si ferma perché arriva lo tzunami Fiorello che travolge il teatro e il pubblico. Entra in scena dall’esterno dell’Ariston con un termometro in mano con cui misura la febbre agli spettatori, scalda il pubblico “Mi siete mancati, sono la vostra terza dose, sono il booster” e ironizza subito sull’amico Amadeus che lo ha marcato stretto per riaverlo per la terza volta al Festival.

Non ti voglio vedere più, se non al funerale. Mi sento un po’ Mattarella: neanche lui voleva tornare, aveva fatto i suoi piani, voleva fare The Voice Senior”. Ironizza anche su Draghi: “Ci voleva andare lui al Quirinale, aveva già preparato il discorso di fine anno a banche unificate”.

 

 

Divertentissima poi la gag che ha coinvolto oltre Amadeus anche Stefano Coletta, direttore di Raiuno, in un “bacio beneaugurante” con tanto di mascherina FFP2 e labbra posticce, citazione del bacio che tempo fa stampò sulla bocca dell’allora direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce.

 

Riprende la gara dei Big con La Rappresentante di Lista, con Ciao ciao. Brano divertente, con bassi e tastieroni Anni 80 “Con le mani, con le mani, con le mani/ciao ciao; il ritornello è irresistibile. Poi Michele Bravi, con Inverno dei fiori. Ricorda un po’ la canone dell’anno scorso Il diario degli errori, ma notiamo che il cantante è maturato.

Eccoli, erano attesi, il pubblico li aspettava: i superospiti Maneskin. Ogni promessa è debito. Amadeus disse loro che li sarebbe andati a prendere ovunque essi fossero. Così il conduttore esce dall’Ariston per andarli a prendere in albergo, come gli aveva detto convincendoli a tornare al Festival dopo la vittoria dell’anno scorso. Così guidando una golf car elettrica, Amadeus, da perfetto chauffeur, ha portato i ragazzi in teatro guidando per le strade di Sanremo.

Standing ovation: la band romana che dopo la vittoria di undici mesi fa è andata alla conquista del mondo ha riproposto Zitti e buoni, con la quale hanno anche vinto l’Eurovision Song Contest. Ritorneranno poi sul palco per cantare il brano Coraline. Alla fine del brano, Damiano, frontman del gruppo, si commuove fino alle lacrime per gli applausi calorosi del pubblico. Amadeus lo applaude e lo abbraccia.

E’ ancora gara: Massimo Ranieri con Lettera di là dal mare. Una bella canzone che racconta il viaggio in nave da Napoli a New York, l’America è lontana. Standing ovation. E’ la volta di Mahmood e Blanco con Brividi, una bella ballata per piano e archi. La loro interpretazione lascia con il fiato sospeso.

Altro stop alla gara: direttamente dall’Australia ecco il tennista Matteo Berrettini, che si è preso l’applauso del teatro: elegante nel suo smoking dice “Non hai sentito il mio battito cardiaco: grazie a tutti, questo è palcoscenico diverso per me, non ho la racchetta, non mi sento a mio agio”. Scambia due chiacchiere con Amadeus, dopodiché sul palco arriva Fiorello, che ha lavorato con il papà Luca Berrettini nei villaggi vacanze e saluta tutta la famiglia del tennista in platea. Lo showman ricorda quando da ragazzino sognava di praticare questo sport e rivolge un appello ai giovani: “Avvicinatevi a questo sport, oggi è diventato accessibile”.

Si torna alla gara con Ana Mena e la sua Duecentomila ore, un tormentone di Rocco Hunt, che non lascia nessuna emozione. Al suo debutto a Sanremo, RKomi con Insuperabile, un bel brano potente. E siamo all’11° cantante in gara, anche lui per la prima volta a Sanremo: Dargen D’Amico con Dove si balla, una canzone molto ritmata con buoni contenuti.

Co-conduttrice della prima serata, Ornella Muti, in abito lungo nero con profondo spacco che lascia generosamente vedere quasi tutta la gamba sinistra, 50 anni di carriera e tantissimi film. Con Amadeus ha voluto ricordare i partner con cui ha lavorato: Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Paolo Villaggio, Tony Musante, Massimo Troisi, Alain Delon, Gerard Depardieu, Sylvester Stallone, Francesco Nuti. Per tutti ha speso belle parole. Ma si sono dimenticati di un altro cantante-attore che ha lavorato con lei: Adriano Celentano. Alla fine di tutti questi ricordi, l’appello dell’attrice: “Mi raccomando, andate a cinema, a teatro, ci regalano emozione e magia”.

Quest’anno c’è anche il palco sull’acqua: dalla Costa Toscana, Orietta Berti, vestita di rosso fuoco, e Fabio Rovazzi presentano il duo Colapesce e Dimartino con un’altra hit dello scorso anno, Musica leggerissima. Poi si torna all’Ariston e sale sul palco Claudio Gioè, che presenta la seconda serie della fiction Makari, in oda dal prossimo 7 febbraio su Raiuno.

Eccoci all’ultima cantante in gara Giusy Ferreri, per la quarta volta a Sanremo, con Miele. Poi tutti in piedi a ballare: Amadeus fa alzare tutto il pubblico dalle poltrone, ecco i Meduza con il trascinante pezzo Tell It To My Heart.

 

Il Festival di Sanremo, dopo aver ospitato Raoul Bova e Nino Frassica per la presentazione della tredicesima serie di Don Matteo, omaggia Franco Battiato, scomparso lo scorso maggio 2021.Sul sipario viene proiettato un estratto de La cura del cantautore. L’orchestra, diretta dal Maestro Leonardo De Amicis, ha accompagnato parte del video.

Giancarlo Leone       

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