Disorder al teatro Lo Spazio

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Disorder al teatro Lo Spazio di Roma . Solo fino a domenica 19 dicembre, va in scena la drammaturgia americana di Neil LaBute con lo spettacolo Disorder, per la regia di Marcello Cotugno. Protagonisti Benedicta Boccoli e Claudio Botosso

 

Disorder al teatro Lo Spazio di Roma. Solo fino a domenica 19 dicembre, va in scena la drammaturgia americana di Neil LaBute con lo spettacolo Disorder. Due atti unici, due testi brevi che il regista Marcello Cotugno, ha tradotto con Gianluca Ficca e che vede protagonisti Benedicta Boccoli e Claudio Botosso. L’elemento comune dei due lavori, dove ogni singola parola è importante, è il tema della gravidanza, vista sotto due diverse angolazioni.

 

Disorder al teatro Lo Spazio; due atti unici sul tema della gravidanza

Nel primo atto unico, Land of the Dead, due coniugi raccontano ad un ipotetico interlocutore dell’aborto di lei. Marito e moglie, con i loro monologhi, rompono la cosiddetta “quarta parete” per interagire direttamente con il pubblico, chiamando direttamente in causa gli spettatori. Si avrà così la sensazione di trovarsi di fronte a persone alle prese con il problema di una gravidanza voluta e non voluta. La coppia a volte è presente in scena, altre volte no, venendosi così a creare una situazione teatrale tra prosa letteraria e thriller psicologico.

 

Il secondo atto unico, intitolato Helter Skelter, ha una struttura più softe, più classica ed è, come dichiara lo stesso autore, una specie di “urlo primordiale”. Un tranquillo incontro tra un marito e una moglie in un ristorante durante lo shopping natalizio, riesce a trasformarsi in una grande tragedia, ispirata per tono e crudezza a quelle dell’antica Grecia, perché l’infedeltà di lui, scoperta dalla moglie, scatenerà la furia della consorte incinta, che metterà in atto un gesto estremo, che terrorizzerà il coniuge.

Entrambi i testi sono affidati all’interpretazione dei due attori, la Boccoli e Botosso, che ben si compenetrano nei loro ruoli. Nel primo atto unico, la rappresentazione della presenza-assenza in scena degli attori, coinvolgerà in una tensione condivisa sia gli interpreti che il pubblico, consentendo agli stessi attori sulla scena di lasciarsi andare al loro crescendo emotivo.

 

Nel secondo atto unico la relazione scenica più diretta suggerita dal dialogo tra gli attori, veicola i temi del tradimento e della vendetta, imponendo al pubblico di osservare come testimone le drammatiche contraddizioni, nascoste sotto l’ipocrita normalità.

Giancarlo Leone

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