La mostra di Luciano Ventrone a Urbino

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uciano Ventrone Allestimento della mostra a Urbino

A Urbino nel palazzo Ducale, la Sala del Castellare dal 16 maggio al 27 giugno 2021 ospita la mostra d Luciano Ventrone, artista contemporaneo, scomparso di recente, curata da Vittorio Sgarbi, che ha per titolo “Luciano Veltrone artista delle iperbole”. 

Luciano Ventrone, Sic itur ad astra 50×70 2006

Con quarantacinque opere di Luciano Ventrone, importante maestro contemporaneo, si è aperta la mostra al Palazzo Ducale di Urbino curata da Vittorio Sgarbi: al centro questo grande artista che decostruisce le forme per ricostruirle. Come lui stesso scrive: “Lo studio della pittura non è la mera rappresentazione all’oggetto ma è colore e luce. I giusti rapporti tra le due cose danno la forma nello spazio. Il soggetto non va mai visto come tale ma astrattivamente”. Nella sua tecnica la fotografia è il punto dal quale parte l’astrazione del soggetto, che si priva del suo essere materia per essere vissuto solo attraverso la luce. Lavorando direttamente sulla fotografia è in grado di cogliere questi dettagli non visibili dall’occhio umano.

Luciano Ventrone, Gocce di vita 50x60 2014
Luciano Ventrone, Gocce di vita 50×60 2014

Luciano Ventrone ha esposto in importanti musei italiani, a Londra, Singapore, New York, Mosca e San Pietroburgo e nelle sue opere cerca sempre di mostrare motivi suggestivi, con il loro vissuto e la loro suggestione. La scelta e i soggetti si riferisce a grandi pittori del passato, ma la sua attenzione per l’applicazione della pittura, il suo modo di trattare il colore e la luce, lo fanno essere del tutto contemporaneo.

 

Luciano Ventrone, L’astuzia di ulisse 80×100 ‘2002

Vittorio Sgarbi spiega: “Luciano Ventrone è un artista contemporaneo che realizza le sue opere che le persone vengono a vedere perché vogliono meravigliarsi. Ha saputo affermarsi come grande maestro nella figurazione con un virtuosismo eccezionale. L’artista sembra cercare un assoluto, una essenza, che nell’opera accresce la realtà non si limita a riprodurla. E di più, Ventrone, è il pittore dell’iperbole. E per iperbole, esagera, barocche appunto, sono le sue opere, piuttosto che iperrealistiche. Una grande illusione”.

La mostra promossa dal Comune di Urbino è un progetto di Contemplazioni, in collaborazione con l’Archivio Luciano Ventrone con il coordinamento generale di Gianluca Bellucci.

Luciano Ventrone, Profondo bianco 50×70 ‘2007

Anche Federico Zeri amava particolarmente l’opera di Ventrone: Descritti con lucidità persino esasperata, i suoi vegetali sono definiti da una luce sapientemente violenta, che non è di un sole di agosto, ma piuttosto quella cinematografica .Le  sue nature morte ci vengono proposte come attimi immobili di una vicenda che sta tra un antecedente e un futuro, come istanti sospesi trascendenti , di una realtà suggestiva definita, sino ad essere divorata da una luce implacabile, quasi siderica , contro fondi scuri di evocazione astrale o lunare di satellite o pianeta. La pittura di Luciano Ventrone è una continua scoperta ottica, un incessante recupero duella reale oggettiva, che riemerge dopo l’alluvione di forme astratte, cerebrali ligogrifi,di grumi materici” e di scritture gestuali”.

Manifesto della mostra di Luciano Ventrone a Urbino

Vittorio Sgarbi nella sua presentazione in catalogo, dopo aver scritto una vera lezione di storia dell’arte, conclude: “Non tutti gli artisti sono rivoluzionari o geni; e certamente Luciano Ventrone come Andrew Wyeth non ha preteso di cambiare il corso della storia dell’arte, ma semplicemente di vedere riconosciuto quel diritto di esistenza che qualche dogmatico gli nega , nel fanatismo modernista che non consente spazio a chi non si inscrive al corso di sovversione, interpretando forme e visioni nuove. Perchè è vero che in arte, “dire è trasgredire”, ma questo non impedisce che qualcuno continui a ripetere parole già dette, in modo originale e personale”.

 

Giusto quindi ora dargliene atto con questa mostra.

Anna Camia

 

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