Il Quirino compie 150 anni celebrandoli con un fastosissimo cartellone

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Nel corso di una (troppo) affollata conferenza stampa Geppy Gleijeses ha presentato, con Guglielmo Ferro il cartellone della stagione 2020 – 2021 che, diversamente dalle annate precedenti e per le ovvie note ragioni di coronavirus, non avrà inizio con la stagione autunnale ma con quella invernale, il 22 dicembre 2020.

Palese, nelle parole di Gleijeses, l’entusiasmo e la voglia di ricominciare dopo i mesi di incertezza e delle conseguenze provocate dalle disavventure sanitarie che ancora ci affliggono, ma………the show must go on!

E così il volenteroso ed infaticabile direttore artistico ha deciso di affrontare, primo fra tutti, il brivido di comporre un cartellone, sia pure in mezzo ad innumerevoli difficoltà, per confermare la storia di un teatro che nel corso della sua lunga vita (centocinquanta, ma non li dimostra) non è mai venuto meno alla sua vocazione di tempio della prosa ed ha voluto ancora una volta rispettare il suo pubblico.

Tenuto quindi presente che proporre il teatro con mezzi diversi da quelli tradizionali é impossibile e limitativo, forti del fatto che il Teatro è libertà, eccoci a descrivere il risultato di una operazione cha appare, al momento in cui scriviamo, addirittura temeraria: anche stavolta, come da centocinquant’anni a questa parte, le tavole del Teatro Quirino Vittorio Gassmann ospiteranno grandi attori e registi per recitare i più interessanti autori classici e contemporanei del panorama internazionale.

La stagione 2020 – 2021 avrà inizio, come accennato, il prossimo 22 dicembre con un classico del quale sarà interprete il simpatico Emilio Solfrizzi, “Il malato immaginario” che Guglielmo Ferro ha adattato (ne sarà anche il regista) da Moliere, spettacolo che sarà seguito, con inizio dal 12 gennaio 2021, da un lavoro di Tennesse Williams interpretato da Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci ( Un tram che si chiama desiderio ), regia di Pier Luigi Pizzi.

A seguire un pensiero a Luigi Pirandello rivolto da Mariangela Bargilli e Pippo Pattavina che interpreteranno “Uno, nessuno, centomila” sotto la regia di Antonello Capodici e che terrà il palcoscenico fino al 31 gennaio 2021.

 

 

Il mese di febbraio 2021 si apre con Vanessa Gravina, Giuseppe Cederna e Roberto Valerio che daranno vita al più classico dei classici di Moliere “Tartufo” ( 2-7 febbraio ) a cui farà seguito “ “L’aria del continente“ di cui sarà interprete e regista l’ottimo Enrico Guarnieri ( 9-14 febbraio ).

 

La seconda metà del mese sarà coperta da “La pazza di Chaillot” di Jean Giarudoux e da “Le Troiane”, di Euripide del quale ultimo sarà interprete Elisabetta Pozzi, mentre il mese di marzo verrà aperto da “Servo di scena”, uno spettacolo ambientato in tempo di guerra che evidenzia i limiti della soggiacenza psicologica e della bontà d’animo di un capocomico; lo spettacolo è interpretato da un terzetto che si preannuncia favoloso: Geppy Gleijeses, Maurizio Micheli e Lucia Poli, diretti da Guglielmo Ferro.

 

Il 16 marzo andrà in scena un divertente spettacolo di soggetto coniugale di Ray CooneySe devi dire una bugia dilla grossa“ per il quale forniranno estro e comicità oltre che grande professionalità Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti e Paola Quattrini che, seguendo le orme della regia di Pietro Garinei del 1986, saranno nell’occasione diretti da Luigi Russo.

 

Dal 30 marzo al 30 aprile un recupero dalla stagione 2019/2020 interrotta per le note vicende, quel “Processo a Gesù“ di Diego Fabbri che nel 1955, dati i contenuti, venne addirittura denunciato al Santo Uffizio con l’accusa di “offesa alla religione e istigazione all’odio sociale“; interpreti Paolo Bonacelli e Marilù Prati con Geppy Gleijeses in funzione di regista.

 

 

 

Uno sguardo al “nessuno“ di Omero viene lanciato da Marco Paolini con il suo “Nel tempo degli Dei, il calzolaio di Ulisse“ che lo stesso Paolini e Francesco Niccolini interpreteranno per descrivere un Ulisse che, seppure favorito dagli dei, è condannato a peregrinare per molti anni prima di raggiungere Itaca; la regia è di Gabriele Vacis e il lavoro terrà la scena dal 6 all’11 aprile.

Altro “recupero“ dalla stagione 2019/2020 sarà lo spettacolo di Vincenzo MannaLa classe”, una storia di disagio sociale visto e vissuto attraverso gli occhi di una classe che Claudio Casadio, Andrea Paolotti e Brenno Placido reciteranno con la regia di Giuseppe Marini dal 13 al 18 aprile precedendo il classico di Arthur Miller, un dramma recitato da Alessandro Haber ed Alvia Reale “Morte di un commesso viaggiatore“ che Leo Muscato dirigerà affrontando i temi del conflitto familiare, della critica al sogno americano e della responsabilità morale dell’individuo.

Dal 4 al 9 maggio sarà Leo Gullotta a calcare il palcoscenico, diretto da Emanuele Gamba, per interpretare la parte del titolare di uno studio legale che si auto descrive come una persona eminentemente cauta e fidata; la interpretazione del racconto di Herman Melville è affidata, appunto, a Leo Gullotta che saprà districarsi nelle complesse vicende finanziarie e non solo che coinvolgono lui ed i dipendenti del suo studio; “Bartleby lo scrivano” andrà in scena dal 4 al 9 maggio 2021 per recuperare la rappresentazione a suo tempo sospesa per coronavirus.

Penultimo spettacolo della stagione, previsto dall’11 al 23 maggio, sarà “Le leggi della gravità”, un lavoro tratto dal romanzo di Jaen Teulé, che Gabriele Lavia ha adattato per la sua interpretazione alla quale partecipa Federica Di Martino: una dissertazione tragica sulle diverse interpretazioni delle leggi di gravità viste sotto l’aspetto della valenza fisica e delle coscienze, che mette in dubbio il valore della giustizia.

Per chiudere la stagione, dal 25 al 30 maggio, una commedia musicale con le canzoni di Pino Daniele scritta da Urbano Lione e Alessandra Della Guardia, una favola in musica che porta sul palcoscenico uno spettacolo di tradizione partenopea al quale parteciperà, in via straordinaria, Maurizio Casagrande.

 

Un cartellone in verità assai attraente ed accattivante che la direzione del Teatro Quirino Vittorio Gassmann, il secondo in Italia in fatto di abbonati, mette in scena anche per celebrare una ricorrenza storica, dopo aver sopportato le sofferenze alle quali l’intero Paese ha dovuto, e deve ancora sottoporsi per l’ignavia di tanti che malgrado i numerosi ed ovvii avvertimenti continuano a non osservare le regole le quali, infrante, potrebbero farci ricadere nel baratro dal quale stiamo faticosamente rialzandoci.

Anche il teatro, tutti i teatri, debbono osservare tali regole lasciando, ad esempio, i previsti spazi tra una poltrona e l’altra e/o imponendo l’uso delle mascherine, anche se ciò può comportare sacrifici anche di carattere economico. Nella speranza che almeno dal momento dell’esordio del nuovo cartellone non sia più necessario sottoporsi al rispetto di tali faticose regole.

Andrea Gentili

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