Enrico Guarnieri: un grande Mastro don Gesualdo al Teatro Quirino

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Non è ovviamente la prima volta che Enrico Guarnieri veste i panni del manuale di Vizzini diventato ricco costruendo mulini.

Stavolta le tavole del palcoscenico del Teatro Quirino sono calcate da un immenso Guarnieri, un attore che riesce ad interpretare le fasi di una ascesa sociale basata solo ed esclusivamente sulla logica economica del profitto ad ogni costo, “Mastro don Gesualdo”, in maniera perfetta, immergendosi nella figura dell’arricchito siciliano nato dalla penna di Giovanni Verga ed ambientato nel paese natale dell’autore verista siciliano, Vizzini.

La non troppo complessa trama del lavoro si snoda su un palcoscenico dominato dal buio, dalla tristezza materiale ed esistenziale, proprio come la vita da arrampicatore sociale del protagonista che, non sentendosi amato dalla propria famiglia, composta da lui, dalla fedifraga moglie Bianca e dalla figlia che quest’ultima, ha avuto da una relazione con un suo cugino precedente al matrimonio.

L’ambizione di Gesualdo Motta, manovale (mastro), è palesemente osteggiata dall’ambiente nobile del paese, che ostenta disprezzo verso di lui e non sopporta la qualifica di “don” che il popolo gli affibbia, forse anche in forma di derisione. Tutti i tentativi di Gesualdo per elevare la valenza sociale della sua scomposta famiglia, falliscono e con essi svaniscono, per delapidazione da parte della figlia, i capitali da lui accumulati.

Muore, da solo in casa della figlia, per un male incurabile: la più ampia dimostrazione che improntare la propria vita in funzione di una ridicola scalata sociale è azione da ostacolare, inutile, addirittura ridicolizzata da chi, la figlia, dovrebbe invece sostenerlo in vecchiaia.

 

Questa meravigliosa unione di attori che forma la Associazione Culturale “Progetto Teatrando” e che reciterà il grande lavoro di Verga fino al prossimo 8 dicembre con grande professionalità sul palcoscenico del Teatro Quirino, è egregiamente diretta da Guglielmo Ferro, figlio di quel grande Turi, pressoché ineguagliabile interprete dei lavori del drammaturgo siciliano.

 

 

Un grande cast che fa da corona ad un altrettanto grande Guarnieri che sembra essere nato apposta per incarnare la figura dello scomodo personaggio dell’arricchito.

Andrea Gentili

 

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