Presentati ad Ancona, al Teatro delle Muse, i Palinsesti Rai dell’autunno 2026. Tutto pronto per la prima parte della nuova stagione televisiva tra qualche novità e tante conferme.
Rai c’è. Questo il claim utilizzato dalla Rai per l’offerta della prima parte della stagione televisiva
Rai c’è. Questo il claim della presentazione dei Palinsesti dell’autunno 2026 della Rai che si è tenuta ad Ancona al Teatro delle Muse. Tra qualche novità e tante conferme, il servizio pubblico si prepara ad affrontare la prima parte della nuova stagione televisiva. Una stagione all’insegna non solo della tradizione generalista ma anche del rinnovamento digitale. Un palinsesto plurale con nuovi programmi ma, soprattutto, con nuovi modelli di fruizione e nuovi contenuti rivolti alle generazioni più giovani.
Previste nuove fiction, una prima serata speciale con Benigni e due serate di intrattenimento con Sal da Vinci
Confermati i personaggi televisivi più iconici della scorsa stagione. Al via nuove fiction tra le quali Una finestra vista lago, La Famiglia Panini, Livatino – Il giudice e i suoi assassini, una prima serata speciale con Roberto Benigni in occasione degli ottocento anni della morte di San Francesco, e due puntate di intrattenimento condotte da Sal Da Vinci. Novità importante è il format Latin Grammy Celebra, in onda dopo il Festival di Sanremo, che celebra i cantanti italiani che hanno portato la musica italiana nei paesi latini. Aumenta l’offerta dei programmi di informazione che si concentrano sull’approfondimento politico. Tra le novità Patù, un programma di informazione condotto da Roberto Inciocchi che andrà in onda il mercoledì, in prima serata, su Rai 2.
Italiana e V/BE saranno le due nuove emittenti televisive. L’inizio dei programmi tra l’autunno e l’inverno
A breve nasceranno due nuove emittenti televisive: Italiana, dedicata al racconto dei territori, della promozione, delle culture e delle identità locali, che trasmetterà dal 1° ottobre sul canale 57 del DTT; V/BE, una nuova emittente che si rivolgerà ai preadolescenti e agli adolescenti (il target riguarda bambini e ragazzi tra i 10 e i 14 anni). Questa nuova rete, che inizierà le trasmissioni da gennaio 2027 sul canale 42 del DTT, sarà un esperimento di tv convergente, capace di integrare la messa in onda tradizionale con YouTube, i social e, più in generale, con l’intero ecosistema digitale.
Giampaolo Rossi: “Rai c’è in RaiPlay, nella fiction e nel cinema. Il servizio pubblico è un ecosistema industriale unico in Europa”
Le innovazioni della Rai sono state salutate positivamente dall’Ad Giampaolo Rossi che, durante la presentazione dei Palinsesti, ha valorizzato la scelta del claim: Rai c’è. “Rai c’è”, ha dichiarato Rossi, “in RaiPlay, una piattaforma integrata del sapere; Rai c’è nella fiction, presidio identitario e collante sociale; Rai c’è nel cinema, Rai c’è nel sostegno all’industria televisiva italiana, nel racconto sportivo, nella maglia azzurra, nell’informazione e nell’approfondimento” .
Luca Poggi, Ad Rai Pubblicità: “Siamo aggregatori di attenzione. Tutto ruota attorno a connessioni autentiche, full funnel e fiducia”
La strategia commerciale della Rai è stata ben evidenziata anche dall’Ad di Rai Pubblicità Luca Poggi. L’amministratore delegato ha individuato le quattro parole chiave che guidano l’azione della concessionaria di pubblicità: l’essere aggregatori di attenzione, cioè la capacità di centralizzare l’interesse del pubblico; le connessioni autentiche, legate ai 24 milioni di utenti registrati a RaiPlay; il full funnel, come nel caso del Festival di Sanremo capace di generare introiti importanti e uno share dell’80% tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. L’ultima parola chiave è la fiducia, o, per meglio dire, il legame reputazionale che unisce i telespettatori alla Rai.
La “Rai c’è” quando si apre ai linguaggi digitali e ai modelli trasmissivi e distributivi di contenuti non lineari
La Rai è dunque più di una semplice somma di canali. Se prima il refrain era “Rai, di tutto, di più”, oggi, grazie all’apertura verso i linguaggi digitali e i modelli trasmissivi e distributivi di contenuti non lineari, il servizio pubblico è diventato un vero e proprio ecosistema digitale complesso e articolato che cerca il più possibile di stare al passo con i tempi. La Rai di oggi si rinnova di giorno in giorno mettendosi in sintonia con l’immaginario dei più giovani. Insomma, oggi più che mai vale il claim “Rai c’è”.
Andrea Magliocco



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