I convitati di pietra di Michele Mari

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I convitati di pietra di Michele Mari

I convitati di pietra di Michele Mari. Il libro edito da Einaudi è un po’ cattivo, con una trama crudele e cinica, un po’ “Grande Fratello”, un po’ “Compagni di scuola”.Il romanzo ha recentemente vinto Il Premio Strega 2026.

I convitati di pietra di Michele Mari

I convitati di pietra di Michele MariI convitati di pietra è un libro cattivo. Michele Mari, penna tra le più raffinate del panorama letterario italiano, autore di perle, quali Euridice aveva un cane, Rondini sul filo, Tutto il ferro della Tour Eiffel, Leggenda privata, e della raccolta di poesie Cento poesie d’amore a Ladyhawke, costruisce una trama crudele e cinica, un po’ “Grande Fratello”, un po’ “Compagni di scuola” (film di Carlo Verdone del 1988).

Il contesto del romanzo ambientato a Milano

I convitati di pietra di Michele MariSiamo al liceo Berchet di Milano, maturità del luglio 1975. Trenta compagni di scuola sottoscrivono un “patto scellerato”. Si rivedranno ogni anno alla stessa data, verseranno una quota, una sorta di riffa, e alla fine i tre sopravvissuti, nel 2050, si spartiranno il congruo montepremi.

Il convitato di pietra è la morte

I convitati di pietra di Michele MariIl convitato di pietra, di mozartiana memoria, è lui, lei, la morte. L’impietoso passare del tempo. O forse meglio l’attaccamento pervicace e ossessivo alla vita, o allo status raggiunto, o forse più banalmente, ai danè. I trenta vengono osservati, analizzati con una lente da entomologo, vengono esaminati i vizi, le meschinità, le bassezze. Vengono alla luce i segreti, i rancori, le rivalità. C’è chi ha ceduto al cinismo, chi alla superstizione, chi ha perso ogni speranza. Quello che sembra all’inizio uno scherzo goliardico diventa un gioco pericoloso e ossessivo.Ognuno tenta a suo modo di eliminare gli altri, o a immaginare di farlo e di rimanere quale superstite a godere del banchetto.

Il libro ripercorre i sospetti, le trame, le bassezze che ciascuno costruisce per tentare di far fuori l’altro.

I convitati di pietra di Michele MariQuid non mortalia pectora cogis, auri sacra fames! Nel panorama della letteratura italiana, contemporanea Mari spicca per la prosa colta, ricca di figure retoriche, un vocabolario a volte desueto e demodé. Possiamo dire di aver letto cose più interessanti di questo Autore. Tuttavia, il premio Strega ottenuto nel 2026 è meritatissimo.

Carla Roscioli

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