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    Categories: Spettacolo

Il berretto a sonagli: Gabriele Lavia al Teatro Quirino

Il berretto a sonagli: Gabriele Lavia al Teatro Quirino. Comicità crudele: è la esatta definizione dell’espressionismo feroce e cinico, di uno dei primi successi di Luigi Pirandello in scena al Teatro Quirino di Roma, per la regia di un favoloso Gabriele Lavia. “ Il Berretto a Sonagli”, una tragedia in forma di commedia, abilmente interpretata dallo stesso Lavia, e da una potente Federica Di Martino.

Il berretto a sonagli: Gabriele Lavia al Teatro Quirino

Il berretto a sonagli: Gabriele Lavia al Teatro Quirino. Nel vivacissimo intreccio di personaggi interpretati da una indovinatissima combinazione di veri artisti, che rispondono ai nomi di Francesco Bonomo, Matilde Piana, Maribella Piana, Mario Pietramala, Giovanna Guida e Beatrice Ceccherini che si alternano continuamente sulla scena, si consuma il dramma di Beatrice, dominatrice della scena. Paladina antimaschilista, che si rifiuta di cedere all’imperativo di nascondere il tradimento per salvare l’onore, divorata da un’ansia di vendetta che tocca le vette della follia, disgustata dal rispetto che l’intero paese tributa al marito fedifrago, all’interno di una società malata di menzogna.

 

Il berretto a sonagli: una tragedia della mente

Scorre bene questa “tragedia della mente” che assegna allo scrivano Ciampa, l’attributo di “niente di uom”, inducendolo a domandarsi se lui sia veramente un niente, per nascondere a se stesso ed agli altri la sua nullità, fatta di apparenze e di fantasmi che lo divorano, facendolo galleggiare un una ridicola situazione di “falsa stima di se”.

 

 

La signora Beatrice Fiorica, gelosa e insoddisfatta, vuole denunciare al delegato Spano’, amico di famiglia, il tradimento del marito con la moglie del suo scrivano Ciampa. Quest’ultimo, anziano e, sebbene a conoscenza dei fatti, tollera la situazione purché venga salvato il suo “pupo” e la “faccia”, la sua rispettabilità.

 

 

 

 

Secondo lo scrivano, portiamo tutti sulla fronte tre corde come d’orologio: quella seria, quella civile e quella pazza: dovendo vivere in società, ci serve la civile, per cui sta qua in mezzo alla fronte. . . ; su la tempia destra, c’è la corda seria, per parlare seriamente, a quattr’occhi; a sinistra la corda pazza. . . quella che fa perdere la vista degli occhi. . . ed uno non sa piu’ quello che fa”.

Uno spettacolo avvincente assolutamente da vedere

Beatrice  non vuol sentir parlare di tacere, per  “gli altri“, di fronte al tradimento del marito e scoppia lo scandalo…….

Ma non è il caso di andare oltre con la trama, perché lo spettacolo, avvincente, è assolutamente tutto da vedere, essendo colmo di momenti di riflessione da considerare tutti con la massima attenzione.

Andrea Gentili

Carlo Salvatore: