Se devi dire una bugia dilla grossa al Quirino

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Se devi dire una bugia dilla grossa al Quirino. Nel panorama del teatro romano é’ periodo rievocazioni e, dopo il Teatro Sistina, anche il Quirino ricorda, a cento anni dalla nascita, Pietro Garinei con un lavoro “frizzante” del commediografo inglese Ray Cooney, il cui allestimento é ispirato a quello originale di Garinei & Giovannini, con una sceneggiatura girevole inconsueta per il palcoscenico del teatro di Via delle Vergini.

Se devi dire una bugia dilla grossa al Quirino. Il lavoro, in scena dal 15 al 27 marzo prossimi, portato in scena da Luigi Russo, nella versione italiana di Iaia Fiastri, narra in forma comica ed incalzante le vicissitudini di un sottosegretario del governo italiano che corteggia una segretaria di una organizzazione internazionale, peraltro senza successo anche se “aiutato” dal suo assistente parlamentare che resta coinvolto, quest’ultimo, in una serie di equivoci, battibecchi e colpi di scena via via sempre più fitti ed incontrollabili.

Se devi dire una bugia dilla grossa al Quirino

Palace Hotel, Roma: la coppia De Mitri è in crisi coniugale perché la moglie desidera che suo marito resti con lei, ma egli rifiuta, mentendo e sostenendo di avere un impegno inderogabile al Viminale: deve invece vedersi, proprio in quello stesso hotel, con Susanna Rolandi, segretaria della FAO. Per combinare l’incontro l’On. De Mitri coinvolgerà il suo segretario Mario Girini.

 

Padroni della scena Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti

Padrone della scena appare, oltre all’onorevole Di Mitri (Antonio Catania), senz’altro il bravissimo Gianluca Ramazzotti ( l’assistente parlamentare ) che si cimenta in una innumerevole serie di arrampicate sugli specchi insaponati, pur di dare man forte al suo onorevole, la cui moglie trascurata, rivolge insistentemente le sue attenzioni su di lui dando vita ad una serie di efficaci boutade, che si svolgono nel bel mezzo di un infinito ( e forse anche un tantino fastidioso ) sbattere di porte di camere di albergo.

Se devi dire una bugia dilla grossa al QuirinoQuesta edizione del lavoro, che la Fiastri ha adattato alle mutate esigenze del pubblico italiano, mantiene inalterata la tradizionale oscenità inglese, tipica di Cooney, con infinite complicazioni strutturali, per fare in modo che i personaggi siano forzati a fingere di essere quello che non sono. Saltando di presupposizione in presupposizione, con effetti abbastanza esilaranti, che diversa parte del pubblico mostra di gradire, con applausi a scena aperta e gustose risate.

Paola Quattrini ricorre il ruolo della moglie dell’onorevole

Se devi dire una bugia dilla grossa al QuirinoNella parte della moglie dell’onorevole vediamo nuovamente, e per la terza volta nella storia delle sue rappresentazioni italiane del lavoro di Cooney, Paola Quattrini nella parte dell’onorevole ( Natalia ) mentre la segretaria della FAO è oggi Paola Barale che, per incontrarsi con l’onorevole, deve ricorrere ai più inusitati mezzi di mimetizzazione, al fine evitare di essere scoperta tanto dalla di lui moglie trascurata, che dal personale dell’albergo.

Se devi dire una bugia dilla grossa è un testo senz’altro gradevole

Se devi dire una bugia dilla grossa al QuirinoIl lavoro appare senz’altro gradevole, anche se verso la metà della seconda parte perde di verve. Ciò non toglie che per il divertimento che suscita, e per l’atmosfera di intensa allegria che gli interpreti riescono ad instaurare con il pubblico, contribuisce a far trascorrere oltre due ore di sano divertimento.

 

Un cast all’altezza delle precedenti edizioni 

Vale la pena di ricordare che nelle precedenti versioni di “Se devi dire una bugia dilla grossa” la parte di Susanna Rolandi (l’onorevole corteggiata) fu appannaggio di Guida Gloria prima e di Anna Falchi poi. Mentre Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti (quest’ultimo anche curatore artistico del lavoro), esercitano egregiamente, per la prima volta, i prestigiosi ruoli del sottosegretario, e del suo assistente parlamentare, che nell’edizione 1968 furono a suo tempo, di Johnny Dorelli e di Riccardo Garrone.

Nel cast anche Nini Salerno ( il direttore dell’albergo ) e Marco Cavallaro.

Andrea Gentili

 

 

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