La Befana vien di notte II

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La Befana vien di notte II. Questo film, che arriverà in sala a partire dal prossimo 30 dicembre, è un vero e proprio prequel del film che ha già avuto per protagonista Paola Cortellesi.

La Befana vien di notte II. Siamo nel XVIII secolo e una ragazzina dallo spiccato accento romanesco (Paola, interpretata da una bravissima Zoe Massenti), sempre in cerca di guai, nel corso delle sue peripezie incappa nel potente ed assetato di potere Barone De Michelis (Fabio De Luigi, all’altezza della ingarbugliata situazione). Egli vorrebbe diventare il capo della gendarmeria vaticana. Ad ostacolargli i piani la relazione al Papa di un cardinale, che descrive la vera personalità del Barone.

La Befana vien di notte II con Monica Bellucci 

Tutto il film è incentrato sulle peripezie per intercettare la lettera che impedirebbe la elezione del De Michelis a capo delle guardie. L’inizio del film, vede la ragazzina Paola, che sta per essere bruciata sul rogo, salvata da una strega buona dal nome di Dolores (una inspiegabilmente statica Monica Bellucci). La strega non evidenzia la sua precedente fama tutta dedita al salvataggio di figli di streghe, messe al rogo che ospita poi nella sua casa nel bosco.

La pellicola fantasy appare innovativa rispetto al ruolo tradizionale della Befana

La pellicola appare innovativa, rispetto alla tradizionalità del personaggio della Befana ed alle sue misteriose origini, per come sono giunte ai tempi nostri. Ad essa, va riconosciuto il merito di aver utilizzato largamente tecniche di elaborazione grafica computerizzata, che, dando vita a notevoli effetti speciali, concorrono a salvarla dalla intricata storia, che la contraddistingue e che in alcuni momenti fanno sorgere dubbi, sulla utilità di averla realizzata.

Si pensa che se non fosse per il mix di veracità e di simpatia che ispira il personaggio di Paola, il film risulterebbe un misterioso coacervo di personaggi. Cliché già largamente utilizzati nel cinema, che la buona musica di Michele Braga, basata su brani classici mixati a altri di carattere pop, contribuisce a rendere minimamente interessanti, per le quasi due ore di spettacolo.

 

Volendo però ricercare nel film di Paola Randi momenti di interesse, si segnala il tentativo di esaltare i rapporti tra maestra ed allieva, ed il ricorso alla attuale evoluzione della donna nel mondo di oggi. Un ruolo tendente ad assumere funzioni di comando (la scopa tipica della Befana gestita tanto dalla Bellucci che dalla Massenti); oltre ad evidenziare il ruolo di maschio stupidamente dominante, rappresentato dal Barone interpretato da De Luigi.

 

Un ruolo secondario per Alessandro Haber

 

Del tutto non aderente alla fama pregressa di Alessandro Haber, il ruolo secondario assegnatogli ( quello del padre del Barone ), mentre appare aderente al personaggio quello di assistente interpretato da Herbert Ballerina ( al secolo Luigi Luciano ).

 

Speriamo vivamente che questo nuovo modo di esprimere il personaggio della Befana, voglia rappresentare un tentativo di adeguare il personaggio per come la tradizione l’ha portata fino a noi, alle abitudini ed ai modi funky dei giovani d’oggi, e, se così fosse, il film avrebbe raggiunto il suo scopo.

Andrea Gentili

 

 

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