Intervista con Marianella Bargilli

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Dal 27 febbraio al Teatro Quirino è in scena La Signora delle Camelie, lo spettacolo tratto dal romanzo di Alexandre Dumas figlio, adattato e diretto da Matteo Tarasco. Protagonista è Marianella Bargilli che interpreta il ruolo di Margherita Gautier. Visum l’ha intervistata.

Marianella parliamo del suo personaggio. Conosciamo la storia, ma chi è Margherita Gautier?

E’ un personaggio meraviglioso che è nel cuore delle persone. Tutti conosciamo il suo dramma, ma si ha la sensazione di avere a che fare con qualcosa di familiare. Margherita è – spiega l’attrice a Visum – un ‘contenitore di vita’, perché in lei c’è tutto quello che una persona può provare su sé stessa: sentimenti, emozioni, perversioni, una donna attuale. Stiamo parlando di un personaggio realmente esistito, Marie Duplessis – sottolinea –  una donna morta giovanissima a soli 23 anni malata di tisi, la cortigiana più pagata di Parigi. Una donna che amava fare la bella vita, la ricchezza, ma poi sapendo di avere pochi mesi di vita, perché la malattia la sta uccidendo, vuole innamorarsi, perché sa che l’amore è l’unica medicina che può guarirla”.

 

Nel 2018 una Margherita Gautier può essere ancora considerata una donna, un personaggio attuale?

Certo. Intanto perché c’è una storia d’amore e l’amore ci rende migliori. E poi Margherita è una donna forte, emancipata come certe donne di oggi che rivendicano la parità con gli uomini”.

 

 

Come ha lavorato sul personaggio che interpreta?

Ci ho lavorato tanto, ho iniziato a studiare alcuni mesi prima dell’inizio delle prove, avendo anche vicino a me il regista Matteo Tarasco, molto profondo, valido, dotato di un’umanità elevata e mi sono impegnata come un atleta che si prepara per una gara. Ho studiato il testo con grande disciplina, soffermandomi sulle parole, sulle espressioni da adottare nella recitazione”.

 

Quanto le somiglia Margherita?

Ci sono certi lati della mia personalità che mi rendono simile a lei: l’allegria, la generosità, la bontà”.

I suoi pregi e i suoi difetti?

Come pregi la bontà, pensare sempre positivo nei confronti delle persone. I difetti? Spesso mi chiudo in me stessa, difficilmente, anzi quasi mai, chiedo aiuto

C’è un personaggio che ancora vorrebbe interpretare?

In realtà no. Ne avevo due che avrei voluto interpretare: uno è quello di Margherita e lo sto facendo, un altro l’alter ego di Ernesto, Algernon, un personaggio maschile, ne L’importanza di chiamarsi Ernesto, di Oscar Wilde, che ho fatto anni fa con la regia di Geppy Gleijeses. Due sogni nel cassetto che si sono realizzati”.

 

Che c’è nel futuro di Marianella Bargilli?

Vari progetti di teatro che proprio in questi giorni sto vagliando. Ancora nessuna certezza su quello che farò nella prossima stagione”.

Giancarlo Leone

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