Premi corti d’argento 2017

0

Grande Festa alla Casa del Cinema oggi a Roma per la premiazione dei Corti d’Argento diventati sempre più importanti. Allora, il Nastro d’Argento per il miglior cortometraggio 2017, ad insindacabile giudizio del Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Sngci, the winner is Moby Dick di Nicola Sorcinelli, con la bravissima Kasia Smutniak, nel ruolo di una madre che cerca di cambiare il proprio destino a bordo del suo vecchio peschereccio, appunto il Moby Dick

“Abbiamo lavorato in condizioni sempre al limite – ha spiegato il regista Sorcinelli – tra mare mosso, pioggia e vento. Kasia ha accettato immediatamente ed è stata davvero la scelta più giusta che io abbia mai fatto. L’esigenza di raccontare questa storia nasceva dal desiderio di rappresentare un gesto estremo che una madre è disposta a fare nei confronti del proprio figlio”.

Per l’animazione invece è Nicola Piovesan con il suo Life sucks! But at least I’ve got elbows, scritto insieme a Matt Willis-Jones, che si porta a casa il premio per il corto già diventato anche una web serie di culto. Nicola Piovesan qui ci racconta, sperimentando un linguaggio che attraverso il web punta ad un pubblico non solo italiano, come un padre single e i suoi due figli riflettano sul senso della vita. La voce del padre è di Michael McConnohie, doppiatore di videogames e serie tv come Transformers e Power Rangers. Il corto, che, come dicevamo è già diventato anche una serie web alla sua prima stagione già composta da 12 episodi realizzati tra animazione 3D e riprese dal vero, in cui i protagonisti sono, appunto ,‘animati’.

Chiara Caselli e Pivio sono  i vincitori dei Premi Speciali, la prima  per il suo Molly Bloom, ed il secondo con It’s. Premio speciale poi anche a Il silenzio, corto di produzione italiana firmato dai registi iraniani residenti nel nostro Paese  Farnoosh Samadi e Ali Asgari. Prodotto da Giovanni Pompili, interpretato tra gli altri da Valentina Carnelutti, Il Silenzio è stato l’unico titolo di produzione italiana – il primo dal 1997 – in corsa per la Palma d’oro nel Concorso cortometraggi dell’ultimo Festival di Cannes. Un corto che denota un’evidente influenza del cinema di Kiarostami, sull’impossibilità del dialogo per la lingua – appunto nel silenzio- con cui gli autori propongono una riflessione sul senso dell’esilio e sull’impossibilità di affrontare il dramma di un caso medico – qui infatti si tratta di cancro- in un ospedale dove la lingua, oltre al senso ineluttabile della malattia, costituisce una barriera drammaticamente insormontabile.

Applauditissimo poi, con il suo Riconoscimento Speciale per la sperimentazione, il regista rivelazione delle ultime stagioni, Gabriele Mainetti, arrivato al successo con Lo chiamavano Jeeg Robot che ha presentato il suo corto Ningyo, ideato e scritto con Nicola Guaglianone. Ningyo, è la dimostrazione di come, anche nel segno del marketing pubblicitario, si possa cogliere l’occasione di sperimentare un linguaggio inedito.
Studio Universal (ancora una volta insieme ai Corti d’Argento) per la scelta del vincitore del Cinemaster 2017 tra i 140 titoli di non più di 20 minuti, realizzati nell’ultima annata e già proposti nei principali Festival e nelle rassegne specializzate. Il Cinemaster 2017 di Studio Universal è andato a Gianluca Santoni autore di Gionatan con la G, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia, storia di un bambino che, ad appena   nove anni,  ha già lo sguardo di un adulto.

Nella sala d’aspetto di un pronto soccorso, il ragazzo aspetta che sua madre si faccia controllare per alcune ferite. In mano ha solo qualche caramella ma un’idea terribile su quelle ferite. Decide così di scappare… All’autore, scelto anche sulla base di una selezione ad hoc compiuta dalla Giuria dei Nastri d’Argento, è stato offerto un training di formazione a Los Angeles messo in palio, come ogni anno, da Studio Universal.

Dopo l’annuncio delle cinquine il 31 maggio al MAXXI di Roma, appuntamento finale sotto le stelle del magico Teatro Antico, il 2 luglio a Taormina, per festeggiare la 70° edizione dei Nastri d’Argento.

Mariangiola Castrovilli

Nessun commento