Con Musicanti, le note di Pino Daniele rivivono a teatro

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Serata eccezionale quella di venerdì 17 maggio al Teatro Olimpico di Roma: lo spettacolo Musicanti, dallo scorso inverno in tournée in tutta Italia, approdato nella Capitale doveva essere in scena solo dal 7 al 12 maggio. Visto l’enorme successo e la richiesta da parte del pubblico, l’organizzazione ha deciso di aggiungere una data straordinaria. Un tripudio, una standing ovation. Musicanti proseguirà la sua tournée nelle Arene estive, poi Europa e America.

Poteva essere rischioso mettere insieme una storia originale in un musical e accostarla a brani che hanno scandito la storia della città di Napoli composte da uno dei suoi figli più amati, Pino Daniele. Ma il produttore Sergio De Angelis per la Ingenius ha deciso di rischiare con la storia scritta a quattro mani da Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, che con 30 delle canzoni scritte dall’uomo in blues, hanno “cucito” uno spettacolo dove i brani sono l’anima dei quadri teatrali. Il gioco valeva la candela visto il successo.

La chitarra di Fabio Massimo Colasanti, direttore artistico di Musicanti, che con Pino Daniele ha condiviso gli ultimi 20 anni di successi artistici, fa da traino ad una band di musicisti che hanno accompagnato nei tour il cantautore scomparso nel 2016: Roberto d’Aquino (basso), Fabrizio De Melis (viola), Alfredo Golino (batteria), Hossam Ramzy (percussioni), Simone Salza (sax), Elisabetta Serio (pianoforte-tastiere).

In una scenografia che ricorda il presepe, con scale che salgono e scendono, pareti divise, alcune più alte e altre più basse, va in scena la vita di Antonio (Alessandro D’Auria) che ritorna a Napoli dopo la morte del padre mai conosciuto, che gli lascia un locale, il “Uè man”, dove si trova la band che suona dal vivo quasi tutti i brani del musical e una marea di guai con cui fare i conti.

C’è il guappo, soprannominato O’ Scic (Leandro Amato, l’archetipo del ‘o malament che vuole acquistare il locale per nascondere i suoi traffici illeciti), c’è la bella Anna (Noemi Smorra), cantante e cameriera. E poi tutti gli altri personaggi: Dummì (Pietro Pignatelli, un artista di strada), il femminiello Mario/Teresina (Francesco Viglietti), Tatà (Enzo Casertano, factotum del locale), che parla come una mitraglietta, Donna Concetta (Maria Letizia Gorga), che è il punto di svolta di tutta la storia.

Dall’incontro di Antonio con Dummì, si svolge tutta la storia, ma su tutto ci sono le canzoni. Alcune quasi sconosciute come Acqua e rose, Quaccosa, Tira a carretta, e poi quelle storiche Na Tazzulella ‘e cafè, A me me piace ‘o blues, I say I sto ‘ccà, Napule è, Viento, Yes I know my way, Je so pazzo, Cammina cammina, Lazzari felici, Musica musica, Tutta n’ata storia, Quanno chiove e altre canzoni tratte dal repertorio successivo, come Che soddisfazione e Anima.

 

Ottimi gli attori e i danzatori che si sono mossi all’interno di una scenografia sulle coreografie di Cristina Menconi per la regia di Bruno Oliviero.

 

Musicanti è il punto di contatto tra la musica di Pino Daniele e il teatro: è tutto quello che c’è, che c’è sempre stato e che ora, come per incanto, diventa altro. Indubbiamente è una festa: un’esplosione incontenibile di gioia e di felicità, con gli spettatori che seguivano ma che partecipavano, diventando un altro personaggio della storia. Un omaggio non-omaggio, un musical che vive di Pino Daniele, ma che è anche una cosa diversa. Una nostalgia per chi conosceva il repertorio di Pino Daniele, ma una scoperta per chi non conosceva il bluesman così nel dettaglio.

Musicanti non è mai stato solo uno spettacolo, ma anche un’occasione per ricordare Pino Daniele, per risentirlo, per poterlo ricantare ad alta voce tutti insieme, migliaia e migliaia di persone. E quel nome che tornava puntuale: “Pino Pino Pino”.

 

Dopo questa serata eccezionale, straordinaria, aggiunta nelle repliche romane al Teatro Olimpico, Musicanti proseguirà la sua tournée nelle Arene estive, poi Europa e America.

Giancarlo Leone

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