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Shakespeare per attori anziani al teatro De Servi – Recensione

Shakespeare per attori anziani al teatro De’ Servi. E’ in scena fino a domenica 29 maggio, in questo teatro, l’esilarante spettacolo scritto da Francesca Nunzi e diretto da Claudio Insegno, Shakespeare per attori anziani. Protagonisti la stessa Francesca Nunzi, con Marco Simeoli e Daniele Derogatis

Shakespeare per attori anziani al teatro de Servi

Due attori di varietà (Nunzi Simeoli), raggiunto ormai non proprio benissimo il traguardo della terza età, vorrebbero mettere in scena un ricco repertorio shakespeariano, pur non avendo le giuste finanze per ingaggiare una valida compagnia teatrale.

Una scenografia scarna sul palco, senza tanti fronzoli: due leggii ai lati di questo, sedie bianche e un fondale spoglio su cui vengono proiettate le luci che variano a seconda del dramma in scena. Con loro un terzo uomo che fa da collante fra i vari drammi (Daniele Derogatis): lui si rivolge al pubblico per presentare lo spettacolo e così svela la sua identità: è il cosiddetto “pencil rebel“, la penna ribelle di Shakespeare.

Shakespeare per attori anziani- trama

Tutto ciò perché? Dal 1585 al 1592 del Bardo non si sa più nulla. Durante quegli anni la penna ribelle ammette di aver fatto disastri, scritto cose senza né capo né coda, che ha scritto opere di natura diversa dai drammi conosciuti dal grande pubblico, insomma aveva perso l’ispirazione.

 

 

 

Ma veniamo allo spettacolo. Diciamo subito che si ride dall’inizio alla fine. Si comincia con Romeo e Giulietta, ma non una coppia giovane, come dovrebbe essere, ma molto attempata. Infatti Giulietta, molto anziana, per evitare le scale ora sta al piano terra e Romeo, un pò rimbambito, che da giovane, per arrampicarsi sul famoso balconcino, preso dalla passione, l’aveva fatto crollare, adesso la guarda a misura d’uomo e non più dal basso verso l’alto.

 

Shakespeare per attori anziani – cast

 

Ora si rinfacciano solo i loro passati tradimenti e non fanno altro che litigare. E poi si ride con l’eccessiva gelosia di Otello, mentre Amleto vede molto annebbiato, confuso il suo dilemma “Essere o non essere”. La Bisbetica domata qui, data l’età, viene ribattezzata come la “diabetica domata” si lamenta diventando logorroica.

 

 

Ma tutti i personaggi di Shakespeare ci regalano momenti di puro divertimento, grazie alla magistrale bravura sia di Francesca Nunzi, sia di Marco Simeoli. Proprio quest’ultimo, ad esempio, sa miscelare  il dramma alla comicità: lo fa con un insolito Riccardo III, grazie alla scenetta basata su una cacca di cane acciaccata casualmente, mentre sta interpretando il personaggio, che pian piano coinvolgerà tutti.

 

Spettacolo esilarante

 

Dulcis in fundo, i tre attori ci offrono un medley, ovviamente sempre riveduto e corretto e molto divertente, di tutte quelle opere rimanenti del Bardo, ma fatte in maniera velocissima in poche minuti che mettono maggiormente in evidenza la loro bravura e la padronanza del palcoscenico per far divertire il pubblico. Da vedere, imperdibile.

Giancarlo Leone

 

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