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    Categories: Arte

Italia Moderna a Pistoia

Jannis Kounellis Senza titolo 1959-1966 tempera su carta cm.69,5x98,5 Collezione Intesa San Palol ©KOUNELLIS By SIAE 2019

Sino all’8 gennaio 2020 la Fondazione Pistoia Musei presenta la seconda parte della mostra “Italia Moderna 1945-1975  Dalla ricostruzione alla contestazione” con le opere della Collezione Intesa San Paolo. E’ curata da Marco Meneguzzo.

Vincenzo Agnetti
Assioma, Nel buio della memoria avremo sempre comunque il flusso e riflusso
del ricordo 1970 incisione su lastra di bachelite 70×70 cm. Collezione Intesa San Paolo

 

L’esposizione che è stata divisa in due parti, a Pistoia in Palazzo Buontalenti ha per sottotitolo “Il benessere e La crisi”, mentre la prima ineriva “Ricostruzione e contestazione”. Questo è un grande progetto per far conoscere in toto l’arte italiana “moderna” dove con questa parola, si intende lo sviluppo che proprio partendo dal dopoguerra abbia prodotto un certo tipo di modo di pensare che escludendo il figurativo, ha prodotto grandi artisti che sono stati riconosciuti internazionalmente.

 

 

Renato Mambor
La pistola giocattolo 1965 olio su tela cm.140×170 Collezione Intesa San Paolo

 

Proprio il curatore, Marco Meneguzzo, ha chiarito: “E tra il 1945 e i successivi trent’anni che l’Italia cambia i comportanti sociali, si modernizza visibilmente sul territorio e nelle singole case, e muta l’orizzonte quotidiano, ed è negli stessi anni che la cultura italiana si pone il problema della Modernità”. In effetti è proprio questo periodo che si è voluto mettere in luce con quest’esposizione divisa in due parti, dove lo sviluppo della società e della cultura portò l’Italia a essere apprezzata nel mondo.

 

Mimmo Rotella
Mitologia in nero e rosso 1962 décollage su tela 135×98 cm. Collezione Intesa San Paolo
©MIMMO ROTELLA by SIAE 2019

 

In particolare questa seconda parte dell’esposizione mostra grandi artisti quali Giulio Paolini con l’opera del 1975 Dimostrazione, Alighiero Boetti con AL IEOOET LGHRBT, e poi Tano Festa con Michelangelo del 1967, Mario Merz, Pino Pascali, Giosetta Fioroni e altri, che dimostrano come il figurativo del passato sia stato del tutto negato dagli artisti della seconda mostra.

Il percorso prevede oltre 80 opere che sono distribuito nel Palazzo restaurato per quest’occasione.

 

Gianni Colombo
Spazio Elastico 1967 elastico fluorescente motori elettrici lampada di Wood Neue Galerie
am Landesmuseum Johanneum Graz 1967 Courtesy Archivio Gianni Colombo, Milano

In effetti le opere scelte da Marco Meneguzzo sono più di 150, per questa ragione l’esposizione per una questione di spazi è stata divisa in due parti. La prima si è conclusa lo scorso agosto, questa rende ancor più visibile il passaggio dall’informale del decennio precedente, così è stato possibile renderla il più esaustiva possibile che non segue un percorso prettamente cronologico ma mette in luce l’evolversi della cultura con il mutare della società, nonché le varie tendenze che l’arte ha avuto.

Una mostra da visitare per avere una visione completa dell’evolversi dell’arte italiana in toto.

Anna Camia

Anna Camia: