Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson

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Sei candidature all’ Oscar e 2 ai Golden Globes, stiamo parlando di Phantom Thread, in italiano Il filo nascosto, ottavo lungometraggio del raffinato regista  Paul Thomas Anderson con Daniel Day-Lewis e Lesley Manville che, nelle prime tre settimane  di programmazione,  ha incassato ben 6,2 milioni di dollari e, nel primo fine settimana 531 mila dollari.

 

Il film è ambientato nella raffinata ed elegante Londra degli anni cinquanta, dove Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) incontrastato guru della moda che ha fondato la House of Woodcock dirigendola insieme a sua sorella Ciryl (Lesley Manville), detta legge, nel mondo che conta, con il suo irraggiungibile stile.

 

 

 

I suoi capi, irrinunciabili oggetti del desiderio, l’hanno reso un’icona della moda nel mondo che conta. Principesse, dive del cinema, socializer, e capitane d’industria, stanno in fila per ottenere le sue ineguagliabili creazioni ormai ai vertici dell’alta moda inglese.

Scapolo, di grande fascino e di non comune avvenenza, anche se ama le donne, non riesce, forse per proteggersi, ad avere una liaison duratura. L’amore, per lui, artista eccelso, sembra quasi essere una debolezza. Le sue relazioni infatti, sono sempre e solo temporanee. Giusto il tempo per l’ispirazione del momento, e, condizio sine qua non, la donna del momento deve, nella sfera personale, non imporre la propria personalità.

Ad un certo punto della sua vita però, incontra Alma (Vicky Krieps), creatura bella, intelligente e senza nessuna intenzione di mettere il suo cervello all’ammasso e  di rientrare nella categoria delle ‘sii bella e taci’. A poco a poco, diventerà così indispensabile come ispiratrice e come amante da cambiargli all’improvviso la sua programmata e, fino allora piacevole vita…. di più non vi diciamo per non sciupare un bellissimo film dalle perfette e coinvolgenti atmosfere british.

Il regista texano, ha voluto girare in una delle mansion in stile georgiano che avrebbe permesso di ricreare l’atmosfera degli anni Cinquanta. Scelta rivelatasi poi molto impegnativa, come ha ammesso Anderson perché, “per la troupe, è stato piuttosto complicato spostarsi con l’attrezzatura, salendo e discendendo le scale a chiocciola per andare nelle stanze disposte sui vari piani all’interno della residenza. Era però quella, e solo quella, la maniera giusta, per raccontare come, quel modo di vita, fosse normale tra i designer. L’unico modo perfetto, per creare l’atmosfera giusta”.

E stato orribile –ha aggiunto il protagonista, il pluri premio Oscar Daniel Day-Lewis – avevamo sperato di trovare un modo per lavorare in modo autonomo. Senza dover rendere conto a nessuno ed essere interrotti. Abbiamo costruito un mondo in cui potevamo essere liberi, evitando che qualcuno ci entrasse. Ma in questa residenza, che era veramente meravigliosa, abbiamo vissuto un incubo. Vivevamo uno sopra l’altro”.

Il film, che vi consigliamo vivamente, sarà in sala dal 22 febbraio con la Universal Picture.

Mariangiola Castrovilli

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