Sagra del Signore della Nave. Sino al 2 agosto, come ormai tradizione, anche quest’anno per l’Estate Romana, presso il Giardino della Basilica di Sant’Alessio a Roma, va in scena Pirandelliana, la rassegna organizzata da La Bottega delle Maschere di Marcello Amici, arrivata alla sua XXX edizione. Quest’anno una novità: nei lunedì 6, 13, 20 e 27 luglio un’altra opera di Pirandello: Sagra del Signore della Nave. Qui di seguito la recensione di questo nuovo spettacolo, Sagra del Signore della Nave.
Sagra del Signore della Nave
Con Sagra del Signore della Nave, scritta subito dopo Ciascuno a suo modo, Luigi Pirandello inaugurava nel 1925 il suo Teatro d’Arte a Roma. E’ una delle novelle meno conosciute nella vasta opera del drammaturgo siciliano e nel 1924 diventa commedia, segnando l’inizio del nuovo teatro pirandelliano e il debutto dell’autore nelle vesti di regista.
La nuova messa in scena di Marcello Amici
Questa nuova messinscena, diretta ed interpretata da Marcello Amici, con un cast di attori abbastanza di livello, è considerata un fiore all’occhiello dell’Estate Romana 2026. Lo spettacolo, inserito nella Rassegna Pirandelliana, trasforma quest’opera breve e grottesca in un potente rito corale e animalesco. Marcello Amici ha il potere di fondere qui Commedia dell’Arte, metateatro e musica.L’allestimento vuol far cadere quelle maschere, così care a Pirandello, in un crescendo farsesco che svela lo squallore e lo scadimento dei valori della società. L’utilizzo di tantissimi attori sul palco crea una messinscena primitiva ed estremamente suggestiva. Questa sagra si svolgeva ogni anno nello spiazzo davanti alla Chiesa di San Nicola nella Valle dei Templi ad Agrigento, dove ognuno portava il suo maiale per essere scannato e macellato. Alla festa religiosa del Signore della Nave si venerava un crocifisso in legno che, riaffiorato dal mare in tempesta, aveva permesso ad alcuni naufraghi, aggrappati ad esso, di salvarsi.
La Sagra del Signore della Nave è un vero e proprio microcosmo di varia umanità
La Sagra del Signore della Nave è un vero e proprio microcosmo di varia umanità. Qualsiasi personaggio presente sulla scena si scontra con una realtà infinitamente più grande e potente senza avere gli strumenti adeguati né sul piano teorico, né su quello pratico. Quest’opera fa conoscere la vita e gli uomini della Sicilia e vedendo la rappresentazione, gli spettatori hanno modo di conoscere tutte quelle forze dissolventi che frantumavano quella società, come l’economia feudale, la mancanza di industrie, le distinzioni tra le classi sociali, la miseria, le superstizioni di secoli.
La coralità della scena è solo apparenza
La coralità della scena è solo apparenza. I rapporti sociali si alimentano grazie alla religione e alla festa religiosa. Ogni individuo è lasciato in balia di sé stesso, però nello stesso tempo è prigioniero degli altri. Come sempre ognuno deve recitare una parte, ma non può mai essere lui, deve essere quello che la sorte gli ha imposto: può essere ricco, povero, un tipo, ma mai un uomo.
Il regista Marcello Amici mette in scena lo scadimento dei valori che di continuo si rinnova nella nostra società
Il regista Marcello Amici è stato magistrale ed oculato nel trasmettere il tono complessivo dell’opera dove Pirandello fugge da qualsiasi semplice commozione. Per tutta la durata dello spettacolo prevale la beffa, il bizzarro, il grottesco, le amare risate con la consapevolezza che dietro a tutto ciò c’è una tristezza che muta il pianto in smorfia. Sia Luigi Pirandello che Marcello Amici raffigurano casi assurdi, poco credibili. Uomini ai margini della vita sociale e della psicologia normale. Va in scena, come dicevamo, lo scadimento dei valori che di continuo si rinnova nella nostra società. Tutto ciò è interessante più che commovente, gli spettatori sono incuriositi.
Uno spettacolo imperdibile
Sagra del Signore della Nave, uno spettacolo assolutamente imperdibile in questa Pirandelliana 2026.
Giancarlo Leone



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