Pirandelliana quest’anno compie 30 anni. Dal 2 luglio al 2 agosto, come ormai tradizione, anche quest’anno per l’Estate Romana presso il Giardino della Basilica di Sant’Alessio a Roma, va in scena Pirandelliana, la rassegna organizzata da La Bottega delle Maschere di Marcello Amici arrivata alla sua XXX edizione. Il martedì, il giovedì e il sabato, Questa sera si recita a soggetto; il mercoledì, il venerdì e la domenica Quattro atti unici: L’uomo dal fiore in bocca, All’uscita, La morsa, La patente. Quest’anno si aggiunge una novità: nei lunedì 6, 13, 20 e 27 luglio un’altra opera di Pirandello: Sagra del Signore della Nave. Qui di seguito la recensione di Questa sera si recita a soggetto.
Questa sera si recita a soggetto alla Pirandelliana 2026
Questa sera si recita a soggetto, si può definire il capolavoro del metateatro di Luigi Pirandello. E’ un’opera complessa e affascinante, incentrata sul conflitto tra la spontaneità degli attori e il controllo del regista, con un coinvolgimento diretto del pubblico che rompe la quarta parete. Pirandello destruttura il linguaggio tradizionale per indagare i limiti tra finzione e realtà.
La pièce è capolavoro del metateatro di Luigi Pirandello
La storia è semplice ed emblematica: un regista (Dottor Hinkfuss) obbliga gli attori a recitare a soggetto sul canovaccio di una novella di Pirandello, Leonora addio, non imparando a memoria il copione fornito appunto dal regista, ma creando loro le battute. Lo spettacolo inizia con il regista che, salendo e scendendo dal palco, presenta agli spettatori gli attori con il vero nome e cognome. L’idea di Hinkfuss è quella di spezzettare il racconto in precisi quadri e scene di gusto spettacolare e formale, diluendo l’intensità dei sentimenti, ben presenti nel dramma, riguardanti una passione forte ed intensa come la gelosia. Gli attori, chiamati a dare, senza copione, dimensione teatrale alla novella, entrano nel gioco dell’improvvisazione che li porta ad entrare ed uscire dal personaggio, discutere la scena che devono recitare e contestare le impostazioni del regista che imperversa, interrompe, cambia sempre idea.
La trama di Questa sera si recita a soggetto
Gli attori si sentono come burattini nelle mani di Mangiafuoco e alla fine si ribellano, si rivolgono al regista Dottor Hinkfuss con toni alti quasi con fare litigioso e allontanano il regista dal teatro. Così prenderà corpo l’idea del Metateatro, il Teatro nel Teatro, certamente una vittoria degli attori che inizieranno la rappresentazione del lavoro incentrato sulla gelosia di Rico Verri (interpretato da Marco Bellizi, che conferisce al suo personaggio giusti toni senza tante smancerie) per la moglie Mommina, l’attrice Mirella Martinelli, colei che interpreta egregiamente con molto trasporto il suo personaggio, ricevendo alla fine per il suo monologo tanti applausi. Se nella prima parte mette in mostra il suo talento brillante, nell’ultima mezz’ora dello spettacolo riesce ad in catenare e stupire l’attenzione e il cuore del pubblico, interpretando con toni e gesti spezzati, allucinanti il monologo di Mommina morente.
In evidenza Ignazia La Croce, interpretata da Emilia Guariglia, anche attrice caratterista. Brava anche la Totina interpretata da Giovanna Pola, cantante lirica, sorella di Mommina, che dovrà interpretare Il Trovatore di Verdi, dove appunto è inserita l’aria Leonora addio, che Mommina conosce bene perché le ricorda la sua giovinezza, che racconta alle sue due bambine ed è talmente intenso questo ricordo che la donna stramazza a terra come morta, sopraffatta dalla sua interpretazione. Ecco così che ricompare il regista Hinkfuss che si precipita a dire agli spettatori che l’inatteso colpo di scena dimostra che è giusta la sua concezione di spettacolo e che quello che succede sulla scena deve essere solo finzione.
Marcello Amici, attore e regista di questo spettacolo pur rimanendo fedele al testo, lo rivisita e lo ricompone con suggestive invenzioni interpretative
Marcello Amici, attore e regista di questo spettacolo, senz’altro molto originale per la sua particolarità, interpreta la parte di Hinkfuss con grande ironia e con parodistica bravura cercando di mettere in scena il testo di Leonora addio e tenere le briglia agli attori che vorrebbero si riconoscesse loro la dignità e la libertà dell’artista. Amici, pur rimanendo fedele al testo, lo rivisita e lo ricompone con suggestive invenzioni interpretative.
Bellissime le scene curate da Marcello de Lu Vrau, così come bellissimi sono i costumi di Felicia Crisan
Se Luigi Pirandello ha voluto rappresentare il teatro nel teatro, cioè la finzione della finzione, Marcello Amici ne ha accentuato il carattere mettendo lo spettatore nel mezzo di una sorta di finto happening. Bellissime le scene curate da Marcello de Lu Vrau, così come bellissimi sono i costumi di Felicia Crisan, disegnati secondo le mode degli Anni Venti.
Giancarlo Leone



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