Intervista con Vanessa Gravina protagonista di L’uomo, la bestia e la virtù

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Intervista con Vanessa Gravina protagonista di L’uomo, la bestia e la virtù

Intervista con Vanessa Gravina protagonista di L’uomo, la bestia e la virtù. Nel cartellone della stagione 2026-2027 del Teatro Quirino di Roma, andranno in scena quattro spettacoli di Luigi Pirandello, per celebrare i 90 anni dalla sua morte. Uno di questi, dal 16 al 21 marzo 2027, sarà L’uomo, la bestia e la virtù, per la regia di Roberto Valerio. Tra i protagonisti Vanessa Gravina che il nostro giornale ha intervistato

Intervista con Vanessa Gravina protagonista di L’uomo, la bestia e la virtù

Vanessa Gravina è una magistrale attrice che si muove tra fiction (la si può vedere nella popolarissima fiction Paradiso delle Signore, in onda dal lunedì al venerdì nel pomeriggio su Rai1, dove interpreta la Contessa Adelaide di Sant’Erasmo), cinema, teatro. Ed è appunto in questa ultima veste, quella teatrale, che la vedremo l’anno prossimo con la pièce pirandelliana L’uomo, la bestia e la virtù. Con lei sul palco Max Malatesta e Nicola Rignanese. La regia è di Roberto Valerio. Visum ha intervistato l’attrice.

Vanessa non è la prima volta che ti cimenti con un testo di Pirandello. Di cosa tratta questa commedia?

Questo è il mio terzo Pirandello. Al centro di questa vicenda, c’è la storia di una donna che è costretta ad indossare la maschera di una donna perbene. Poi, avviene la demolizione di questa maschera”.

Interpreti qui la signora Perella. Com’è la tua signora Perella?

Riguardo il mio personaggio, devo ancora trovarlo. E’ una maschera, nelle maschere. Pirandello è un grande femminista, e le donne le porta su un podio”.

Quale fonte di ispirazione è per te Pirandello?

Centomila, Uno, Nessuno. La curiosa storia di Luigi PirandelloPirandello è un drammaturgo teatrale, che ti pone in una situazione fantastica. Bisogna avere molta fiducia in lui, perché ti guida con mano sicura, non ti butti mai senza rete, e non è un misogino come altri autori. Questo è meraviglioso. Con Pirandello non ti senti mai sola”.

Perché aver scelto proprio questo testo?

Prima avevo portato in scena opere di Checov e Molière con Giuseppina Cederna. Credo che il mio regista Roberto Valerio abbia scelto questo testo perché è molto attuale: si parla di ipocrisia a cui assistiamo ogni giorno. Viviamo in una bolla ipocrita. Questa è una commedia amara, ma molto divertente ed ironica. E in queste due dimensioni il regista ci sguazza”.

Pirandello è sempre un ottimo compagno di palcoscenico. Dove sta la sua forza?

Pezzi da 100 - Racconti da un secolo di radio podcast su RaiPlay SoundLa sua forza sta nella sua scrittura: lui non soltanto crea la circostanza, traccia la psicologia dei personaggi. La punteggiatura è precisa, segna la strada all’attore. Pirandello è un meraviglioso cinico di scena. Come dicevo già, ho avuto l’onore di interpretare in passato ‘Vestire gli ignudi’ del compianto Manfrè e ‘Il piacere dell’onestà’ diretta da Liliana Cavani”.

S’incrociano varie tematiche: il perbenismo, salvare le apparenze. La morale conta ancora qualcosa?

L’apparenza, ma soprattutto l’apparire e un finto conformismo suonano bene nell’epoca del dominio social, ovvero il luogo dell’immagine forzata, manipolata, dove chiunque sorride e poi, a cellulare spento, offre il lato peggiore. La morale qui è bigotta e retrograda. Anche la condizione della donna va rilevata. Pirandello è l’autore più femminista che io abbia mai frequentato”.

Teatro, tv, cinema, tante esperienze. C’è un personaggio che vorresti interpretare e che ti manca nel tuo curriculum?

Sì, un personaggio che sia un po’ pulp e un po’ on the road. A metà strada tra Pasolini e Kerouac. Alla Ken Loach”.

Giancarlo Leone

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