Guendalina il nuovo libro di Gianni Mauro

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Guendalina il nuovo libro di Gianni Mauro

Guendalina il nuovo libro di Gianni Mauro. Ecco un’altra perla di questo artista, cantautore, attore teatrale e scrittore, che ha fatto parte del gruppo dei Pandemonium.

Guendalina il nuovo libro di Gianni Mauro

Guendalina il nuovo libro di Gianni Mauro. Ecco un’altra perla di questo artista, cantautore, attore teatrale e scrittore, che ha fatto parte del gruppo dei Pandemonium. Dopo altri libri di successo, ecco il nuovo libro intitolato Guendalina (Non si vede e non si sente).

I precedenti libri di Gianni Mauro

Precedentemente Gianni Mauro aveva pubblicato altri libri, come La cameretta dei pensieri sconvolti del 2014, La pistola di Cechov del 2015, e la divertente biografia riassunta nel libro del 2019, Sono un premio No-Bel (Faccio schifo sempre d’a matina ‘a sera). L’artista è prima un uomo e poi un attore, cantautore che non si dà arie, non si vanta delle cose che ha fatto – e potrebbe farlo tranquillamente vista la sua notorietà – simpatico, affabile, sempre pronto con il sorriso sulle labbra.

Il suo ultimo lavoro editoriale, Guendalina (Non si vede e non si sente), edito come gli altri suoi lavori letterari dalle edizioni Il Papavero di Martina Bruno, da anni suo editore ufficiale, è un libro che non solo si legge, ma ti penetra il cervello. Fin dalle prime pagine sembra di entrare in uno spazio sospeso, dove la parola non descrive la realtà, bensì, la mette in discussione.

Il libro non contiene semplici racconti, ma dei veri “monologhi teatrali”

Il libro non contiene semplici racconti, ma dei veri “monologhi teatrali”. Ad analizzarli non sono delle semplici “novelle”, ma dei “soliloqui” o meglio “piccoli atti unici”. Fatta eccezione per quello che dà il titolo al libro, una vera e propria pièce teatrale in due atti. Ogni testo ha una propria vena drammaturgica interna, come se ogni pagina racchiudesse un palco occulto, come se fossero scheletri della carriera da attore. Le voci fra loro parlano e si contraddicono. La scrittura è libera nei monologhi, e la narrazione diventa teatro puro, senza mai darlo a vedere in maniera palese.

Il fulcro del testo è la precarietà dell’identità e della verità

Il fulcro del testo è la precarietà dell’identità e della verità. I personaggi hanno una parvenza di grigiore e l’apparenza stessa, non coincide quasi mai con ciò che è. C’è sempre un impercettibile dettaglio che rompe la logicità delle situazioni. L’assurdo viene ingigantito esasperando la realtà che è fragile. Ma anche se il libro racchiude una buona parte di inquietudine, non è triste, anzi è ironico, quell’ironia che spiazza, che emerge in tanti momenti di tensione. E’ un’ironia splendente, che non mette in secondo piano il dramma, anzi lo umanizza. Si ride e si riflette, ma il ridere ha un retrogusto amaro come se fosse venuta fuori la verità. La scrittura ha tante sfaccettature oniriche, ma non astratte. Le atmosfere possono diventare enigmatiche ma mai gratuite: il mistero fa parte della normativa. Non bisogna spiegarlo, perché è insito nella sua irresolutezza.

Il finale, che dà il titolo al libro, è l’iceberg, il punto emergente dell’iter. “Non si vede e non si sente” è una formula quasi metafisica

Il finale, che dà il titolo al libro, è l’iceberg, il punto emergente dell’iter. “Non si vede e non si sente” è una formula quasi metafisica. Assenza o presenza assoluta? La risposta per il lettore è enigmatica. Contrariamente il finale capovolge tutte le coordinate e lascia una piacevole vibrazione, come quando uscendo da un teatro, le luci della strada, non sembrano vere.

 

Gianni Mauro anche questa volta ci ha regalato un ottimo libro

 

Ché non si può definire l’amoreGianni Mauro anche questa volta ci ha regalato un ottimo libro. La sua è un’opera che potrebbe far parte di quella letteratura inquieta, dove il paradosso non spaventa e che considera il dubbio una vera conoscenza, dove la realtà viene sfiorata per mettere in evidenza, ciò che il più delle volte rimane nascosto. E in tutto questo contesto, si sente solo la voce di Guendalina.

Giancarlo Leone

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