Un futuro aprile film tv in onda il 21 maggio su Rai 1. Questa pellicola va in onda in prime time, sulla rete ammiraglia Rai, come film tv del servizio pubblico.
Un futuro aprile diretto da Graziano Diana, è liberamente tratto dal romanzo Sola con te in un futuro aprile, scritto da Margherita Asta e Michela Gargiulo
Un futuro aprile. Questo è il titolo del nuovo film tv della Rai, in onda il 21 maggio sulla rete ammiraglia. Il regista è Graziano Diana. La sceneggiatura è di Graziano Diana, Stefano Marcocci e Domenico Tomassetti con la collaborazione di Fabrizio Coniglio. I protagonisti principali sono Ludovica Ciaschetti, Francesco Montanari e Peppino Mazzotta. Il film è liberamente tratto dal romanzo Sola con te in un futuro aprile, scritto da Margherita Asta e Michela Gargiulo ed edito da Fandango libri. È una produzione Rai Fiction e Elysia Production Srl.
Un futuro aprile – la trama
Il film affronta un episodio realmente accaduto. Il 2 aprile del 1985, a Pizzolungo, fallisce l’attentato contro il giudice Carlo Palermo (Francesco Montanari). Un’autobomba imbottita di tritolo colpisce la macchina guidata da Barbara Rizzo (Federica De Cola) che muore insieme ai due figli, Giuseppe e Salvatore. Si salva solo la sorella Margherita Asta (Ludovica Ciaschetti) che in quel momento si trova a scuola. La rabbia di Margherita e del papà Nunzio Asta (Peppino Mazzotta) è tanta anche perché la giustizia tarda ad arrivare. Tuttavia Margherita, dopo la morte del padre, si costituisce parte civile al processo, che termina con la condanna all’ergastolo per i mandanti della strage.
Graziano Diana regista: “È la storia che unisce, in un tragico destino comune, una bambina e un giudice sopravvissuti a una strage di mafia”
Il film tv è stato presentato a Roma negli Studi Rai di Via Alessandro Severo. Durante la conferenza stampa, il regista Graziano Diana ha spiegato che l’idea del film è nata dal romanzo. “Con i produttori abbiamo deciso di raccontare questa storia commovente” ha dichiarato Diana. “È la storia della vita di una bambina e di un giudice integerrimo schierato contro la mafia che è destinata a unirsi per tutta la vita a causa di questo fatto tragico. Il dolore li unisce ma li divide anche”, ha proseguito il regista, “almeno fino alla condanna dei mandanti”. Diana, insieme all’attore Fabrizio Coniglio, ha inoltre annunciato che in autunno nascerà un podcast, in onda su RaiPlay Sound, dal titolo Sangue nostro.
Margherita Asta: “Questo film è un pezzettino di memoria viva. Ringrazio Graziano Diana per aver trattato questa storia con tanto cuore”
Presente in sala anche Margherita Asta, che, commossa, ha dichiarato: “Si è avverato un sogno, questo film è uno strumento efficacissimo per costruire un pezzettino di quella che è la memoria viva. Se non costruiamo un presente, come facciamo a costruire un futuro? Ho scritto un libro con Michela Gargiulo, nel 2015, e ringrazio Fandango che ha trattato con delicatezza questa storia. Grazie all’incontro con Fabrizio Coniglio, amico del giudice Mario Almerighi, è nata una pièce teatrale, e poi, dopo aver conosciuto Graziano (Diana NdR.), il film, che è stata una storia trattata con tanto cuore. Ci servono le emozioni!”
Ludovica Ciaschetti: “Margherita ha fatto un viaggio gigante rispettando il dolore del giudice Palermo e di suo papà”
Ludovica Ciaschetti ha interpretato Margherita Asta. L’attrice ha ricordato come sia stato complesso calarsi nei panni di una persona che ha perso madre e fratelli in modo tragico. Ciaschetti ha messo in evidenza come “l’enorme capacità di Margherita sia stata quella di aver rispettato il dolore dell’altro oltre che il suo. Ha fatto un viaggio gigante dentro il giudice Palermo e dentro il suo papà”.
Peppino Mazzotta: “Margherita e suo padre hanno trasformato il dolore in missione. Suo padre Nunzio ha chiesto giustizia”
Peppino Mazzotta ha parlato di Nunzio Asta morto qualche anno dopo il tragico evento. Nunzio è stato da esempio per la figlia Margherita: “Di fronte a un evento così devastante”, ha dichiarato Mazzotta, “si possono prendere due strade: una è la disperazione, per cui ci spezza e ci si ferma; l’altra è quello che hanno scelto loro, trasformare lentamente la disperazione in una missione. Nel caso di Margherita è una missione di testimonianza, nel caso di Nunzio una richiesta di giustizia”.
Francesco Montanari: “Il giudice Palermo è un uomo comune pieno di fragilità. Come Margherita è un sopravvissuto ma si mette da parte per combattere la mafia”
Francesco Montanari è il giudice Carlo Palermo, un uomo che, come ha dichiarato, “ha fatto una scelta, quella della legalità, anche se non è pronto quando tre persone vedono la fine. Ha un’ossessione che vive dentro di lui, ma questo uomo è molto interessante perché è un uomo comune che si perde nella propria vulnerabilità e fragilità. Fino a quando”, ha proseguito Montanari, “da adulta, Margherita non si palesa. A quel punto le dice:‘Siamo sopravvissuti, ma mi faccio da parte per combattere, da studioso e nella mia biblioteca, questo male che è la mafia’”.
Andrea Magliocco



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