Emilio Solfrizzi: “Ecco il mio Falstaff”

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Ecco il mio Falstaff

Emilio Solfrizzi: “Ecco il mio Falstaff”. Il popolare attore pugliese, fino a domenica 17 maggio, è in scena al Teatro Quirino di Roma con il divertente spettacolo Falstaff – L’arte di farla franca, ispirato a Shakespeare e a Molière, con testo e regia di Davide Sacco. Visum lo ha intervistato.

Emilio Solfrizzi: “Ecco il mio Falstaff”

Emilio SolfrizziEmilio Solfrizzi: “Ecco il mio Falstaff”. Il popolare attore pugliese, fino a domenica 17 maggio, sarà in scena al Teatro Quirino di Roma con il divertente spettacolo Falstaff – L’arte di farla franca, ispirato a Shakespeare e a Molière, con testo e regia di Davide Sacco. Questo è l’ultimo spettacolo della stagione 2025-2026 di questo teatro capitolino. E’ stata già presentata giorni fa la nuova stagione 2026-2027. Visum ha intervistato con l’occasione Emilio Solfrizzi, che sarà presente anche nella prossima stagione con lo spettacolo L’anatra all’arancia.

Emilio, che uomo è il tuo Falstaff?

Falstaff al Quirino con Emilio SolfrizziE’ un uomo che parla al pubblico, si racconta, si contraddice ed è convinto che vivere sia sempre una vittoria tra cadute, risalite e ripartenze. Nella vita ha sbagliato quasi tutto, ma è talmente sicuro, che qualcuno si pone il dubbio che forse abbia ragione lui. E’ esagerato, non dice la verità, cerca sempre di arrangiarsi e cade sempre in piedi. Portare in scena oggi questo personaggio ci fa capire quanto noi possiamo essere fragili, sforzandoci di esserlo il meno possibile”.

Secondo te, farla franca è un’arte?

Falstaff al Quirino con Emilio SolfrizziCertamente, è un’arte quotidiana. E’ un talento, perché Falstaff non è cattivo, ma nel suo essere involontariamente bullo della vita, confrontandosi con il destino travolge chi gli sta accanto, anche non volendo far del male. Sconsiglio di essere così a chiunque, perché Falstaff fa della sua amoralità la sua moralità. Forse una morale ce l’ha, ma è molto personale e si mette in guardia da persone come lui. Fa della sua parola un’arma, e questo modo di essere lo rende simpatico. Gode da morire nel gabbare la gente, e sfida sempre il destino in modo affascinante, tanto che va incontro alla morte pensando di poterla fare franca”.

Tu nella vita ti arrangi come il personaggio che interpreti?

Falstaff al Quirino con Emilio SolfrizziAssolutamente sì. Però mi faccio degli scrupoli e non arrivo alle mete di Falstaff. Al confronto con lui ognuno di noi può sembrare banale, ma se si rispettano le regole civili, banali non lo siamo più. Non gli somiglio affatto, perché non proverò mai la sua libertà”.

Hai un personaggio teatrale che ti manca, che vorresti interpretare?

Intervista a Emilio SolfrizziSì, mi piacerebbe interpretare Cyrano, da me considerato grande eroe romantico”.

Questa stagione del Quirino termina con te, ma sarai presente anche nella prossima stagione

Sì, dal 20 aprile al 2 maggio 2027 sarò presente con Irene Ferri, Ruben Rigillo, Beatrice Schiaffino e Antonella Piccolo, con uno spettacolo ormai considerato un cult, L’anatra all’arancia, con la regia di Claudio Greg Gregori”.

Giancarlo Leone

 

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