Eduardo parliamo chiaro

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Eduardo parliamo chiaro

Eduardo parliamo chiaro. Solo per tre giorni al Teatro di Villa Lazzaroni, a Roma, è andato in scena questo spettacolo intenso, umano, comico, che vede protagonista per la prima volta nella sua carriera l’attore Nicola Acunzo, cresciuto all’ombra di Vincenzo Salemme.

Eduardo parliamo chiaro

Eduardo parliamo chiaroEduardo parliamo chiaro. Solo per tre giorni al Teatro di Villa Lazzaroni, a Roma, è andato in scena questo spettacolo intenso, umano, comico, che vede protagonista per la prima volta nella sua carriera l’attore Nicola Acunzo, cresciuto all’ombra di Vincenzo Salemme, che qui, finalmente, dopo vari ruoli da caratterista, si cimenta da solo sul palco, dando prova di essere un magistrale attore che non ha bisogno di appoggiarsi ad altri attori. Il testo è di Claudio Proietti, la regia di Giancarlo Sammartano.

La trama della pièce

Eduardo parliamo chiaroIn questo spettacolo si racconta la storia di Raffaele Lapena, attore che dopo anni di ruoli marginali e tanti sacrifici, sacrificando vita privata, amori, famiglia, intravede finalmente la sua grande occasione che è arrivata: diventare protagonista di uno spettacolo basato sui testi di Eduardo De Filippo, tra cui la famosa commedia De pretore Vincenzo. Ma dopo la contentezza di rivalsa per essere stato scelto per questo ruolo, ecco che il sogno rimane tale e non diventa realtà, forse. Vengono fuori dubbi, paure e il timore di non essere all’altezza. Quando sta sul punto di rinunciare, abbandonare il palco, dove era andato per fare le prove dello spettacolo, ecco che accade qualcosa di straordinario: entra in scena Eduardo. Siccome Raffaele è un fan di Eduardo De Filippo lo prega di aiutarlo e dice: “Maestro, voi che conoscete i sacrifici, aiutatemi. Che cosa dite?”.

La figura ispiratrice di Eduardo

Eduardo parliamo chiaroSarà proprio Eduardo a dargli il coraggio di non abbandonare i suoi sogni. Così Raffaele invoca Eduardo, cerca di capire come si comporterebbe il grande drammaturgo, immagina cosa gli direbbe. Ecco che l’attore cambia timbro di voce, di toni, dimostrando il modo autorevole di stare in scena. E’ come se Eduardo si fosse impossessato di Raffaele. Sarà proprio Eduardo a dargli quel coraggio che prima aveva messo da parte.Ne nasce un dialogo serrato, a volte comico, ironico, commovente, che si trasforma in una riflessione profonda sul mestiere dell’attore, sul coraggio di esporsi e sul bisogno di mettersi alla prova sia nella vita che sul palcoscenico.

Il fulcro dello spettacolo

Eduardo parliamo chiaroIl fulcro dello spettacolo, comunque, è anche il suo spirito brillante e coinvolgente: si riflette, si ride, grazie anche ad una comicità genuina che subito conquista il pubblico, rendendolo partecipe. Non è solo teatro da guardare, ma da vivere poiché gli spettatori vengono coinvolti direttamente, fino a condividere momenti di leggerezza e partecipazione, ballando addirittura con Raffaele Lapena, suscitando tanto divertimento. Vari generi musicali danzanti: così Filumena Marturano è un tango, Uomo e galantuomo un cha cha cha.

Eduardo parliamoci chiaro è anche e soprattutto un omaggio al teatro eduardiano

Eduardo parliamo chiaroEduardo, parliamoci chiaro è anche e soprattutto un omaggio al teatro eduardiano e una storia universale, capace di parlare a chiunque abbia vissuto il dubbio, la paura e il desiderio di realizzare sé stesso, senza rinunciare al piacere del sorriso e della condivisione.

In questo spettacolo, Nicola Acunzo è bravissimo

In questo spettacolo, Nicola Acunzo è bravissimo, magistrale e l’autore Claudio Proietti gli ha ritagliato, cucito addosso questo ruolo. Avendo portato in scena questo testo, per Nicola Acunzo ha significato confrontarsi con le proprie fragilità. Raffaele Lapena, il suo personaggio, è un uomo che ha paura di fallire proprio quando sta per farcela. Questo atteggiamento è riscontrabile in molte persone, forse paurose, insicure. Così Eduardo, in questo dialogo immaginario, non è solo un Maestro di teatro, ma una guida che invita tutti ad avere coraggio, a credere nella verità dei vari percorsi umani. Peccato, che sia andato in scena solo tre giorni. Speriamo che questo Eduardo, parliamoci chiaro, venga riproposto in qualche altro teatro ma per più giorni.

Giancarlo Leone       

 

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