Intervista a Maria Pia Ammirati Direttrice di Rai Fiction. Dopo la conferenza stampa di presentazione della docuserie Vespucci, il viaggio più lungo, Visum ha intervistato Maria Pia Ammirati, Direttrice di Rai Fiction. Con lei abbiamo parlato del lunghissimo viaggio del Vespucci. Cooperazione e solidarietà sono state le bussole dell’equipaggio in un viaggio durato quasi due anni. Un percorso che si è fatto portavoce di un messaggio irenico: perché la cultura italiana è anche e soprattutto una cultura di pace.
Direttrice, è stata una grande impresa documentare il lunghissimo viaggio del Vespucci?
“Siamo molto contenti. Il servizio pubblico ha dato ancora una volta il risultato che volevamo: offrire a tutti un viaggio epico. Quello del veliero Vespucci, una nave storica e straordinaria che rappresenta l’Italia e la nostra cultura, è stato un percorso durato due anni attraverso gli oceani. Con le nostre telecamere porteremo a tutti questo grande viaggio”.
Durante la presentazione abbiamo visto delle scene della docuserie. Le parole chiave sono state la cooperazione e la solidarietà?
“Sì, per questo dobbiamo ringraziare la Marina Militare, il Ministero della Difesa e Difesa Servizi. È un lavoro fatto insieme a Rai, Palomar e Carlo Degli Esposti; un progetto nato da tante anime con la collaborazione di tutti questi soggetti. Sarebbe stato complicato salire su una nave così complessa, grande e precisa nell’organizzazione. È un lavoro che si è sviluppato nel tempo, perché non è sempre facile tenere una troupe a bordo senza intralciare il lavoro di marinai, mozzi e ufficiali. Abbiamo cercato di documentare la vita di tutti i giorni: una quotidianità fatta di una disciplina molto rigida, ma anche di momenti particolari di divertimento, amicizia e grandi relazioni. Quello che ci piaceva era entrare dentro questa nave, poterla rendere visibile a tutti e trasmettere il senso di questo racconto lungo che è stata la navigazione, ovvero l’andare e poi il ritornare a casa”.
Possiamo definire questo viaggio “irenico”? La Rai ha voluto lanciare un messaggio di pace?
“Sì. Penso che navigare i mari significhi mettere in connessione mondi lontani e oggi più che mai l’Italia deve essere portatrice di pace, e l’Amerigo Vespucci lo è. Il Vespucci porta la cultura italiana, bellissima e straordinaria, fatta di tante cose — non solo di cibo — che è essa stessa una cultura di pace. L’Italia ha dentro il proprio DNA la forza dell’amicizia e delle relazioni; la capacità di tessere con gli altri grandi rapporti di amicizia e di cooperazione”.
Andrea Magliocco



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