Intervista a Guglielmo Ferro regista de La Mandragola. Il teatro Quirino di Roma, ospita fino al 19 aprile, una nuova edizione attualizzata di questo testo di Niccolò Machiavelli, che vede protagonisti principali Massimo Venturiello e Maurizio Micheli, con la regia di Guglielmo Ferro. Visum ha intervistato il regista Guglielmo Ferro.
Intervista a Guglielmo Ferro regista de La Mandragola
Intervista a Guglielmo Ferro regista de La Mandragola. Il teatro Quirino di Roma, ospita fino al 19 aprile, una nuova edizione attualizzata di questo testo di Niccolò Machiavelli, che vede protagonisti principali Massimo Venturiello e Maurizio Micheli, con la regia di Guglielmo Ferro. Una Mandragola trasposta ai giorni nostri dominati dalla finanza, dal profitto e dall’apparenza, dove la Firenze rinascimentale diventa la City globale dove tutto è trasparente, tranne i personaggi che la abitano. Visum ha intervistato il regista Guglielmo Ferro.
Ferro, perché questa Mandragola attualizzata?
“La Mandragola scritta da Machiavelli nel 1500 è ambientata a Firenze nel 1504. Ma io l’ho voluta attualizzare perché le vicende narrate in questa pièce ben si adattano anche al tempo presente. Un adattamento contemporaneo con Massimo Venturiello nel ruolo di Messer Nicia e Maurizio Micheli in quello di Fra Timoteo. Ho voluto trasporre l’opera in un presente dominato dalla finanza, dal profitto e dall’apparenza”.
Anche la città dove la commedia è ambientata, Firenze, subisce una trasformazione ai nostri giorni
“Sì, la Firenze rinascimentale diventa la City globale, un grattacielo di vetro e acciaio dove tutto è trasparente, ma solo in apparenza. Come si dice ‘c’è del marcio in Danimarca’, poiché i personaggi prendono forma non mossi dall’amore o dalla fede, ma dalla brama del desiderio, della convenienza e dell’opportunismo. La commedia, diventa così una satira feroce del capitalismo, dove ogni relazione è una transazione. In fondo già Machiavelli scrivendo La Mandragola, all’origine aveva introdotto i motivi dell’inganno, e del corpo trattato come merce”.
Chi sono i personaggi di questa commedia? Sono rimasti invariati?
“Sì, certo. Mentre Callimaco è un giovane manager rampante, Messer Nicia è ossessionato dall’eredità e dalla reputazione. Non capisce che il mondo sta cambiando, eppure è disposto a tutto pur di lasciare un erede. Si rende ridicolo ma allo stesso tempo è anche tragico. Lucrezia è una donna bella, intelligente, intrappolata però in un matrimonio di convenienza e in un sistema che la vuole perfetta. La sua resa finale non è debolezza, ma una scelta ben ponderata di sopravvivenza e di potere. Ligurio diventa un faccendiere, un intermediario d’affari. E’ il vero motore dell’azione: sa come funzionano i meccanismi del potere e li sfrutta senza mai esporsi”.
E il simpatico e divertente Maurizio Micheli che personaggio interpreta?
“Micheli interpreta Fra Timoteo che qui diventa un consulente etico, un leader spirituale mediatico. Usa il linguaggio della morale per giustificare qualunque azione. E’ la figura più pericolosa perché legittima il cinismo con parole rassicuranti”.
Oltre Venturiello e Micheli chi sono gli altri attori che formano il cast de La Mandragola?
“Ci sono Antonella Piccolo, Guglielmo Poggi, Marco Imparato, Martina Fatighenti, Enrico Spelta, Matilde Pettazzoni”.
Giancarlo Leone



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