Qualcosa di Lilla su Rai 1. Andrà in onda in prima visione, il 2 aprile, in prima serata, su Rai 1, questo nuovo film tv diretto da Isabella Leoni.
Qualcosa di Lilla è diretto da Isabella Leoni. La sceneggiatura è stata scritta da Maruska Albertazzi, autrice dell’omonimo libro
Qualcosa di Lilla. Andrà in onda in prima visione, il 2 aprile, in prima serata, su Rai 1, questo nuovo film tv. Prodotto da Rai Fiction e Master Five Cinematografica, in associazione con Armosia Italia, la pellicola è diretta da Isabella Leoni, mentre la sceneggiatura è stata scritta da Maruska Albertazzi (autrice dell’omonimo libro), Fabrizio Bettelli e Christian Bisceglia. Attori e attrici principali sono Alessandro Tersigni, Raffaella Rea, Federica Pala e Margherita Buoncristiani.
Qualcosa di Lilla – la trama
Nicole (Federica Pala), ragazza di 15 anni, figlia di genitori separati, vive con la mamma Veronica (Raffaella Rea) che fa la personal trainer e che vorrebbe la figlia più matura, e vede il padre Cristiano (Alessandro Tersigni), poliziotto, una volta a settimana. A scuola Nicole incontra Luce (Margherita Buoncristiani) che soffre di bulimia fin da piccola. In seguito si ammalano di bulimia entrambe, ma Luce muore per un arresto cardiaco. Dopo quell’episodio, i genitori prendono atto della malattia della figlia e decidono di curarla. Ad aiutare Nicole il suo fidanzato Marco (Miguel Bonini).
Isabella Leoni, regista: “Abbiamo volevo raccontare questa malattia senza suscitare angoscia in chi guarda. Parlare di disturbi alimentari è fondamentale”
Durante la presentazione del film tv, che si è tenuta a Roma negli Studi Rai di Via Alessandro Severo, ci si è soffermati molto sulla problematica della bulimia. Il messaggio del film tv è quello di far luce su questa malattia, come ha ribadito la regista Isabella Leoni: “La storia racconta questa patologia senza suscitare angoscia nello spettatore, ma catapultandolo nella parte psicologica ed emotiva delle due ragazze. Parlare di disturbi alimentari è fondamentale”, ha aggiunto Leoni “ perché tanti ragazzi ne sono affetti”.
Maruska Albertazzi, sceneggiatrice: “La sceneggiatura è una sorta di poesia. Dedico questa storia a tante ragazze che non ce l’hanno fatta”
La sceneggiatrice Maruska Albertazzi, autrice dell’omonimo libro, ha ricordato che il suo“ è stato un grande lavoro di concerto, con Fabrizio Bettelli e Christian Bisceglia, per riuscire a rendere tutte le storie, che io ho incontrato in dieci anni di attivismo, una sorta di poesia che sintetizzava la prosa di tutto quello che io avevo visto e sentito negli anni. La bulimia è una malattia fatta di vergogna, ed è una malattia silenziosa che si può tenere nascosta (…). Dedico questa storia a Giulia, Lea, Noemi, Lorenzo e Alessia che sono morti a causa di disturbi alimentari”.
Nicole prende atto della malattia quando conosce Luce, ragazza che sembra normale ma che, in realtà, è piena di debolezze e fragilità
Le due ragazze, protagoniste del film, hanno tracciato il profilo dei loro personaggi, e il modo in cui affrontano la malattia. Federica Pala, nel ruolo di Nicole, ha ricordato come il suo personaggio “nasconda il disagio della separazione dei genitori, scoprendo la gravità della malattia quando conosce Luce”. Margherita Buoncristiani, nei panni di Luce, che muore per un arresto cardiaco, l’ha descritta come “una ragazza piena di debolezze e fragilità celate dietro un apparente normalità” .
Alessandro Tersigni: “Cristiano sbaglia a essere troppo amico della figlia. Una volta scoperto la malattia, si rimette in gioco”
La malattia della bulimia chiama in causa la famiglia di Nicole. Da una parte c’è Cristiano, padre poliziotto, separato dalla moglie, che vede tutti i fine settimana Nicole. Il loro rapporto però è troppo amicale. Come ha ricordato Alessandro Tersigni “Cristiano capisce che ha fatto l’errore più grande che ogni tanto un genitore fa: essere amico di sua figlia. Poi, scoperta la malattia della figlia, si rimette in gioco con la sua ex moglie, e insieme cercano di trovare quel percorso che forse all’inizio era sbagliato”.
Raffaella Rea: “Di Veronica mi è piaciuta l’evoluzione del personaggio. Il film ha portato alla luce la complessità della malattia”
Dall’altra parte Veronica, personal trainer e donna perfetta, interpretata da Raffaella Rea. “Di Veronica mi è piaciuta l’evoluzione del personaggio, capace di guardare in faccia la verità, superare il senso di colpa, e trasformarsi”, ha dichiarato l’attrice, che ha inoltre ricordato come questo film “abbia portato alla luce la complessità della malattia. Non c’è un motivo scatenante ma un insieme di eventi e situazioni che incontrano una fragilità umana.”.
Andrea Magliocco



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