Il ragazzo dai pantaloni rosa al Sistina- Recensione

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Il ragazzo dai pantaloni rosa al Sistina

Il ragazzo dai pantaloni rosa al Sistina. Il tempio italiano del musical ospita fino all’8 marzo, questo bellissimo e commovente musical, tratto dal libro scritto dalla madre di Andrea Spezzacatena, Teresa Manes, che è stato anche un film l’anno scorso campione d’incassi. L’adattamento teatrale è del regista Massimo Romeo Piparo e Roberto Proia.

Il ragazzo dai pantaloni rosa al Sistina

Il ragazzo dai pantaloni rosa al SistinaIl ragazzo dai pantaloni rosa al Sistina. Il tempio italiano del musical ospita fino all’8 marzo, questo bellissimo e commovente musical, tratto dal libro scritto dalla madre di Andrea Spezzacatena, Teresa Manes, che è stato anche un film l’anno scorso campione d’incassi. L’adattamento teatrale è del regista Massimo Romeo Piparo e Roberto Proia.

Il protagonista del musical è Samuele Carrino interprete già del film

Il ragazzo dai pantaloni rosa al Sistina

Protagonista lo stesso ragazzo del film, Samuele Carrino. Con lui Christian Roberto, che interpreta un immaginario Andrea ventisettenne, Rossella Brescia, nel ruolo della madre, Sara Ciocca, la migliore amica di Andrea. Le bellissime musiche sono del Maestro Emanuele Friello. Rispetto al film, la versione teatrale trova una sua identità autonoma. Se il grande schermo privilegiava un tono più narrativo, qui la dimensione live amplifica tutto: respiri, sguardi, silenzi. Il testo diventa specchio ma anche cassa di risonanza. E’ raro assistere ad uno spettacolo, che mette insieme intrattenimento e responsabilità sociale, con tale equilibrio. Il musical non solo racconta una tragedia, ma la trasforma in un’esperienza condivisa, in un invito silenzioso a fermarsi, guardarsi e cercare di capire da che parte stare.

Il ragazzo dai pantaloni rosa, approdando a teatro, trova nel linguaggio del juke-box una forma giusta per raccontare una storia che scotta ancora

Il ragazzo dai pantaloni rosa, approdando a teatro, trova nel linguaggio del juke-box una forma azzeccata per raccontare una storia che scotta ancora, nonostante siano passati molti anni, quella di Andrea Spezzacatena, vittima di bullismo e cyberbullismo. Il risultato è uno spettacolo che emana una grossa energia pop, pur non trascurando la complessità tragica del tema.

La regia di Massimo Romeo Piparo mette in evidenza il dolore in maniera corretta, mescolando momenti di forte impatto emotivo a momenti più leggeri

Il ragazzo dai pantaloni rosa al SistinaLa regia di Massimo Romeo Piparo mette in evidenza il dolore in maniera corretta, mescolando momenti di forte impatto emotivo a momenti più leggeri, dove la musica diventa quasi un riscatto. L’idea di creare questo adattamento come un elenco di grandi hit italiane, quelle più gettonate dai giovani attualmente, ha funzionato alla perfezione. Tutte le canzoni inserite nello spettacolo non sono state messe lì a caso, ma hanno rappresentato veri snodi narrativi, che hanno amplificato la tematica.

I protagonisti del Musical sono oltre a Carrino, Rossella Brescia, Sara Ciocca

Il ragazzo dai pantaloni rosa al SistinaIl personaggio cardine del racconto sul palco, Samuele Carrino, come nel film offre una validissima prova, padrone della scena. Il suo Andrea è molto fragile, ma non è vittimista, ma non è risultato neanche artefatto. Essendo, come dicevamo, padrone della scena, regge bene l’intero spettacolo con naturalezza, sostenuto da una presenza scenica che fa un vero picco nei momenti musicali corali. Con lui Rossella Brescia, che incarna una madre che dimostra una grande emotività, mai sopra le righe, si vede che fra loro, nei personaggi che interpretano, c’è molta complicità, quella stessa complicità reale, forse, che si creò tra la vera madre Teresa Manes e Andrea. Bravissima, magistrale, Sara Ciocca, che incarnando l’amica del cuore di Andrea, le restituisce una delicatezza autentica, evitando degli stereotipi adolescenziali.

Ha incuriosito molto il personaggio creato dal regista Piparo, l’Andrea adulto, interpretato da Christian Roberto

Il ragazzo dai pantaloni rosa al SistinaHa incuriosito molto il personaggio creato dal regista Piparo, l’Andrea adulto, interpretato da Christian Roberto. L’Andrea adulto, immaginario, che oggi avrebbe 27 anni, guardando l’Andrea quindicenne, osserva, commenta, accompagna. Non si limita ad essere un semplice narratore: vuole rappresentare la coscienza scenica, una presenza che dialoga con il passato ma soprattutto con il pubblico. Lui stesso, mettendosi nei panni di quell’Andrea quindicenne, ammette che forse quel gesto, oggi, non l’avrebbe compiuto. E’ stato troppo impulsivo, immaturo. Avrebbe cercato il dialogo con i genitori, i professori, che probabilmente avrebbero capito la situazione. Un espediente drammaturgico che apre un profondo spiraglio verso il domani.

Nel musical scene dinamiche e proiezioni. Belle le musiche eseguite dal vivo dal Maestro  Maestro Emanuele Friello

Il ragazzo dai pantaloni rosa al SistinaOttimo anche il ruolo dell’alter ego di Andrea: Tommaso Pieropan incarna il bullo che sfotte sempre Andrea, fingendo di essergli amico. Non fa una vera e propria caricatura del bullo, costruendo un personaggio sconcertante, angosciante, molto credibile. Buon affiatamento con tutti i ragazzi che compongono il cast del musical. L’allestimento mette in evidenza delle scene dinamiche e delle proiezioni, che ricordano l’ambiente scolastico e il mondo digitale. Ben scelte le luci che mettono in mostra i vari stati d’animo, passando da tinte fredde a bagliori molto avvolgenti. Per non parlare delle musiche dal vivo eseguite dal Maestro Emanuele Friello che diventano punti di forza dello spettacolo, dove gli arrangiamenti pop-rock emergono dando vitalità a brani già noti.

Il ragazzo dai pantaloni rosa, un musical da vedere

Il ragazzo dai pantaloni rosa al SistinaBello il finale, dove tutti i ragazzi, indossando i pantaloni rosa, hanno voglia di cantare e ballare, pur commuovendosi per la drammaticità della storiaIl ragazzo dai pantaloni rosa, un musical da vedere perché è una storia di dolore straziante, ma che riesce anche a diventare una storia di gioia infinita.

Giancarlo Leone

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