Il Berretto a sonagli al Quirino. Un bravissimo Enrico Guarnieri, interpreta egregiamente il conflitto tra essere ed apparire, in questa pièce di Luigi Pirandello.
Il Berretto a sonagli al Quirino
Il Berretto a sonagli al Quirino. Un bravissimo Enrico Guarnieri , interpreta egregiamente il conflitto tra essere ed apparire, in questa pièce di Luigi Pirandello, in scena dal 3 all’8 marzo.
Una sapiente interpretazione di Enrico Guarnieri e Nadia De Luce
La commedia, che è uno dei capolavori dell’Autore siciliano, ha come tema centrale il conflitto esistenziale tra essere ed apparire. Un lavoro sapientemente interpretato dalla coppia Enrico Guarnieri e Nadia De Luce, i quali danno anima e vita ad uno spettacolo carico di intensità ed elegantemente interpretato dall’intero cast, che fa parte dell’Associazione Culturale Progetto Teatrando, con la accorta regia del collaudatissimo Guglielmo Ferro.
Ciampa (Enrico Guarnieri) è l’esatta riproduzione della metafora della follia e della “maschera” sociale
Ciampa (Enrico Guarnieri) è l’esatta riproduzione della metafora della follia e della “maschera” sociale, una maschera che rappresenta l’umiliazione pubblica, lo scorno e l’impossibilità di mostrare la verità. Costringendo gli individui a indossare il cappello del buffone per sopravvivere alle ipocrisie sociali, accettando di recitare un ruolo, mentre il berretto a sonagli rappresenta il simbolo della pazzia, l’unico strumento che il protagonista, Ciampa, ritiene lecito per dire la verità senza essere punito dalla società.
Ciampa sopravvivere alla pazzia mascherando il suo amore ferito
In palcoscenico, mentre il protagonista maschile, Ciampa, riesce a sopravvivere alla pazzia mascherando il suo amore ferito, Beatrice, la protagonista femminile, viene punita perché cerca la verità e l’intera opera della compagnia in scena riesce nell’apprezzabile intento di mettere a nudo l’ipocrisia dei rapporti sociali. Dove mantenere l’onore formale, è più importante della verità stessa, in sostanza riesce a simboleggiare l’accettazione della finzione necessaria, per vivere in una società dominata dalle apparenze e dalle maschere quale è quella, nello specifico, quella che Pirandello ambienta in una Sicilia intrisa di tradizione e onore.
Il resto del cast è formato da Maria Rita Sgarlato, Roberto D’Alessandro, Emanuela Muni, Liborio Natali, Elisa Franco e Barbara Gutkowski
Sul palcoscenico del Quirino va in scena con questo cast, formato non soltanto dai due protagonisti sopra citati ma anche da Maria Rita Sgarlato, Roberto D’Alessandro, Emanuela Muni, Liborio Natali, Elisa Franco e Barbara Gutkowski. Un cast che sa correttamente interpretarla, una vera e propria riflessione sulla natura umana, che rimanda a riflessioni tipiche si della Sicilia in genere, ma che senza tema di sbagliare, sono da ritenersi universalmente caratterizzanti l’uomo, come se fosse una marionetta, un “pupo” tale da rappresentare una falsa rigidità, di talune convenzioni sociali che, comunque, sono tutte mosse da un “puparo “.
Un lavoro da non perdere
Un lavoro certamente da non perdere, nella speranza che non si verifichi nuovamente il problema al microfono dell’attore che interpreta Spanò.
Andrea Gentili



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