Il Bene Comune di Rocco Papaleo. E’ uscito il 12 marzo, nei cinema italiani, il nuovo film di Rocco Papaleo con Vanessa Scalera e Claudia Pandolfi ed altri interpreti.
Il film, diretto da Rocco Papaleo, è prodotto da Picomedia, Less Is More Produzioni e Piper Film
Il Bene Comune. E’ uscito il 12 marzo, nei cinema italiani, il nuovo film diretto da Rocco Papaleo. Il soggetto di questa pellicola è di Rocco Papaleo (che è anche sceneggiatore) e Valter Lupo. La produzione è di Picomedia, Less Is More Produzioni e Piper Film.
Il Bene Comune – la trama
Biagio (Rocco Papaleo), ex militare e guida turistica, e Raffaella (Vanessa Scalera), attrice di “insuccesso”, accompagnano quattro detenute, per una gita premio, sulla cima del monte Pollino, tra la Calabria e la Basilicata, davanti a un secolare Pino Loricato. Nel cammino, ognuna di loro rivive i propri errori: Samanta (Claudia Pandolfi), spacciatrice che scappa da Vito (Max Mazzotta) un marito violento, Fiammetta (Livia Ferri), una promessa di musica indipendente in contrasto con la sua manager, la pirata informatica Anny (Rosanna Sparapano), e Gudrun (Teresa Saponangelo), infermiera arrestata per rapina.
Il Bene Comune – il cast
Gli attori e le attrici principali del film sono: Rocco Papaleo nel ruolo della guida turistica Biagio, Vanessa Scalera che interpreta Raffaella, un attrice di “insuccesso”, e le quattro detenute Samanta (Claudia Pandolfi), Gudrun (Teresa Saponagnelo), Anny (Rosanna Sparapano) e Fiammetta (Livia Ferri). Completano un cast di primissimo piano, gli attori Andrea Fuorto, Max Mazzotta e Pietro Ragusa.
Il Bene Comune è un viaggio nella natura tra la Calabria e la Basilicata. Il punto di non ritorno è il Pino Loricato, simbolo di resilienza
Il film di Rocco Papaleo racconta un viaggio nella natura incontaminata, quella del Parco Nazionale del Pollino tra la Calabria e la Basilicata. Una gita con detenute in permesso premio diventa un viaggio di trasformazione interiore, in cui ognuno di loro trova un modo per riflettere sulla vita e sui propri errori. Dopo qualche colpo di scena, il punto di non ritorno è l’arrivo al monte Pollino, ma soprattutto il Pino Loricato. Questo albero rappresenta la resilienza, la capacità di adattarsi, ma anche la forza, il coraggio e il bisogno di riscatto.
Il momento suggestivo è l’incontro con il Pino Loricato. In quell’attimo si tengono insieme natura, stati d’animo e spiritualità
Il momento più suggestivo della pellicola non è solo l’attraversamento nella natura, ma l’emozione di trovarsi davanti all’albero secolare del Pino Loricato: in quell’attimo eterno e intenso, le braccia aperte delle detenute, ma anche quelle di Biagio e Raffaella, davanti all’albero, sono pronte ad accogliere la vita mostrando la forza della natura. Quel momento sembra quasi una contemplazione mistica in cui tutto fa parte del creato: c’è un unicum che tiene insieme natura, stati d’animo e spiritualità.
Rocco Papaleo adotta uno sguardo femminile, in cui le protagoniste vogliono essere viste e ascoltate. Tutti e tutte si aiutano perché nessuno si salva da solo
Rocco Papaleo racconta questo viaggio con lo sguardo femminile, quello sguardo pieno di fragilità e di insicurezze, ma forte nel momento del riscatto. Un mondo, quello delle donne detenute, spesso silente, ma che reclama e urla il bisogno, quasi primordiale, di essere visto e ascoltato. Tutte e tutti si aiutano a vicenda, convinti dell’importanza del noi piuttosto che dell’io. Nessuno si salva da solo, specie nei momenti più difficili, e se vogliamo più drammatici del film, come nel finale.
Andrea Magliocco



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