Un mondo senza banconote di Massimo Di Marzio

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Un mondo senza banconote di Massimo Di Marzio. Questo è il titolo del libro di questo autore, uscito nel giugno del 2025 per la Morphema Editrice.

Un mondo senza banconote di Massimo Di Marzio

Un mondo senza banconote di Massimo Di MarzioUn mondo senza banconote. Questo è il titolo del libro di Massimo Di Marzio, uscito nel giugno del 2025 per la Morphema Editrice. Nella sua opera, l’autore racconta dieci storie di donne e di uomini, che si trovano costretti a riscrivere la loro vita dopo l’abolizione del contante.

Un mondo senza banconote – la trama

ondo senza banconote di Massimo Di MarzioMassimo Di Marzio si interroga su quello che potrebbe accadere dopo l’abolizione del contante. Lo fa a partire da dieci storie, che sono poi il racconto della vita di dieci donne e uomini costretti a riscrivere il loro futuro. Tra le storie, c’è quella di una prostituta straniera, di un politico abituato a ottenere favori, di un barista, di un lavavetri, di un rampollo di una buona famiglia romana. Storie diverse, personaggi che non si conoscono, ma che, dopo la scomparsa del denaro contante, sono costretti a fare i conti con la vita.

Nel libro di Di Marzio il sociale e il poetico si fondono in modo incredibile. I personaggi sono vivi e pieni di contraddizioni

Un mondo senza banconote di Massimo Di MarzioChi crede, dal titolo del libro, che siamo di fronte a un testo di economia si sbaglia. Eppure un fondo di verità c’è. L’economia è una disciplina sociale e, nel libro di Di Marzio, oltre al verosimile, di sociale ce n’è tanto. In alcune storie, il sociale e il poetico si fondono in modo incredibile, restituendo al lettore un’immagine fotografica. Da un punto di vista dello stile, l’autore emoziona nel modo in cui tratteggia il contesto e i personaggi; i protagonisti delle storie sono vivi, animati. Sono uomini e donne che amano, soffrono e sbagliano come tutti noi.

L’autore riflette sul cambiamento come mutazione palingenetica che parte da noi stessi e ha conseguenze sociali e politiche  

Un mondo senza banconote di Massimo Di MarzioL’abolizione del contante diventa quindi un modo, per i protagonisti, di riflettere sui propri errori. Si sbaglia per cambiare e, proprio per questo, il libro di Di Marzio è un’occasione per considerare il cambiamento come un grande momento di crescita. Messi davanti alla dura realtà della vita, e con un denaro che perde centralità e potere, gli uomini s’interrogano e riflettono su un futuro possibile. Un futuro che potrebbe diventare migliore, se tutti noi decidessimo di mettere in atto una mutazione palingenetica, che ponga le basi per una rinascita prima di tutto esistenziale, e, di conseguenza, anche sociale e politica.

Il cambiamento nasce dalla presa d’atto dei propri sbagli: solo attraversandoli si può migliorare 

Un mondo senza banconote di Massimo Di MarzioIl nesso errore/cambiamento è ben evidenziato dall’autore che si augura, lasciandosi andare a una riflessione molto pascoliana, “che l’uomo mantenga dentro di sé il fanciullo che è stato, libero anche di sbagliare perché la vita è dura per tutti e la sofferenza è parte integrante del nostro percorso”. Solo accettando di farsi fanciulli, e attraversando la sofferenza per gli errori fatti, si può migliorare. Tra utopie e futuri possibili, Di Marzio si augura che il futuro probabile sia quello di vivere in un mondo migliore.

Di Marzio coltiva l’audacia della speranza, e s’interroga sul destino dell’uomo. Potrà un giorno essere davvero una creatura pura di Dio?

Un mondo senza banconote di Massimo Di MarzioLibri come questi, a tratti visionari, e capaci di tenere insieme sogni e utopie, sono perle rare e preziose: nel nostro tempo, con quasi sessanta conflitti nel mondo, due guerre alle porte dell’Europa, e uno scenario globale che non promette nulla di buono, Di Marzio coltiva l’audacia della speranza andando all’origine del pensiero cristiano. L’autore non sa se ciò potrà accadere “con l’eliminazione del denaro contante”, ma l’auspicio suo e di tutti gli uomini di buona volontà, è che, mutatis mutandis, l’uomo “tornerà ad essere davvero una creatura pura di Dio”.

Andrea Magliocco

 

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